A Mandalika Razgatlioglu cede il trono del WorldSBK a Bautista mettendo a segno tre vittorie e correndo uno dei migliori weekend della carriera. Sì, perché in Indonesia il turco perde il numero 1 con estremo onore, mettendo però in fila tre vittorie tra le due manche lunghe e la SuperPole Race, un segnale di forza e caparbietà che probabilmente innalza a livelli estremi il valore di Toprak nel paddock delle derivate.

"1": questo è il numero che spetta a Bautista, neo-Campione del Mondo della Superbike capace di consegnare a Ducati un nuovo titolo piloti, assente dal lontano 2011. Un mondiale vinto contro due figure di primissimo livello, scontratesi lo scorso anno fino alla chiusura della stagione tenutasi proprio nel circuito indonesiano di Mandalika. In quel Novembre 2021 Jonathan Rea ha dovuto passare a Toprak Razgatlioglu il numero 1, accolto con piacere dall'esplosivo quanto solido turco. Oggi, a distanza di un anno, lo stesso Razgatlioglu non può che staccare dal cupolino della sua R1 quel numero così potente, da ora accostato ad uno spagnolo che, in sella alla V4R, è divenuto inarrestabile.

TOPRAK RAZGATLIOGLU: "ABBIAMO PERSO, MA HO DATO IL MEGLIO"

Accettata la sconfitta, Razgatlioglu ha così commentato la trionfale chiusura del round indonesiano: "Questo fine settimana è stato incredibile. Raccogliere tre vittorie mi rende veramente felice! Grazie a Yamaha e alla mia squadra. La moto è stata ottima in ogni sessione, quindi sono riuscito a gestire le gare nella maniera che volevo. Congratulazioni a Bautista, abbiamo battagliato in tutte le gare e tra di noi c'è grande rispetto, anche al di fuori della pista. Ok, abbiamo perso il campionato ma in questo weekend ho dato il meglio e non potevamo ottenere di più dal fine settimana. Amo questa pista, ora forse diventa una delle mie preferite quindi non vedo l'ora di tornare a correrci il prossimo anno. Continueremo a lottare a Phillip Island, dove vanto grandi ricordi avendo vinto la prima gara con Yamaha in quella pista".

DALLA QUALIFICA ALLE GARE: RAZGATLIOGLU INGIOCABILE A MANDALIKA

Il mondiale è perso, Yamaha e Razgatlioglu non sono stati in grado di bissare il titolo dell'anno passato, obbligati a piegarsi allo strapotere del binomio Ducati-Bautista. Ma è nel fine settimana in cui i giochi si chiudono matematicamente che il classe 1996 di Alanya (Turchia) si impone e primeggia come non mai. Pole Position e vittoria di tutte le gare corse, dalle manche "standard" alla più corta Superpole Race: una dimostrazione di forza probabilmente nascosta dal grande traguardo raggiunto da Bautista, giustamente sotto i riflettori per aver posto fine al digiuno Ducati, durato ben undici anni.

Tuttavia, riteniamo altrettanto corretto evidenziare come Razgatlioglu abbia costruito turno dopo turno uno dei fine settimana più esemplari dell'intera carriera. Toprak ha dominato la concorrenza, ha battuto il sei volte iridato Rea (Gara 1, SP Race) e Bautista, il quale ha provato a mettere i bastoni fra le ruote al portacolori Yamaha nella seconda ed ultima gara, quella in cui il secondo posto gli è comunque bastato per chiudere il mondiale con una gara di anticipo.

CEDUTO IL TRONO SI PROGRAMMA LA VENDETTA

Potremmo interpretare l'opera di Razgatlioglu come la miglior resa possibile e immaginabile. Una sconfitta bruciante che, al contempo, si rivela colma di onore poiché molto simile ad una dichiarazione di guerra in vista dell'anno prossimo, stagione in cui Yamaha dovrà rispondere tecnicamente alla qualità raggiunta dai tecnici di Borgo Panigale. Dubbi sul pilota non ce ne sono. Razgatlioglu è indubbiamente la miglior risorsa sulla quale basare il progetto 2023 e l'esempio è direttamente fornito dal Mandalika Street Circuit, tracciato in cui l'ormai ex-Re del WorldSBK ha messo in riga tutti, abdicando sì ma con la promessa di rifar suo quel trono il prima possibile, magari già dal prossimo anno.

Matteo Pittaccio Leggi anche: WORLDSBK | INDONESIA: DUCATI IRIDATA CON BAUTISTA DOPO UNDICI ANNI

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