La casa di Rimini nello scorso decennio decise di tornare nel WorldSBK con una nuova moto motorizzata BMW: la Bimota BB3. Il progetto prevedeva di sfruttare le doti telaistiche delle due ruote romagnole combinandole con il motore 1000cc più potente in listino in quel periodo. Stiamo parlando ovviamente del 4 cilindri fronte marcia della casa di Monaco capace di 193cv. Sfortunatamente non tutto andò secondo i piani…

Prosegue il nostro viaggio nelle 10+1 moto con meno fortuna ma che sono diventate comunque icone motociclistiche. Dopo aver raccontato la storia della Harley Davidson VR1000R che corse nell’AMA Superbike torniamo nel vecchio continente. Più precisamente in quel lembo di terra “tra la Via Emilia e il West” dove ha sede Bimota.

BIMOTA E LE CORSE

Bimota ha una lunga tradizione nelle corse; nel 1987 vinse con Virginio Ferrari il campionato TT/F1 il precursore del mondiale delle derivate di serie. Poi fu impegnata nel WorldSBK fin dai suoi albori nel 1988 con l’inaugurale stagione iridata. Proprio quell’anno, un giovane Davide Tardozzi, attuale Team Manager Ducati MotoGP, vinse cinque gare. Più di chiunque altro, ma ciò non gli bastò comunque per vincere il titolo, che andò a Fred Merkel. Tardozzi e Stéphane Mertens portarono in pista la Bimota YB4, la quarta moto riminese con Motore Yamaha. La casa riminese ha continuato a correre nel WorldSBK fino al 1991 sempre con la YB4 che però col passare degli anni perse competitività. Tanto che vinse solamente altre tre gare nel 1989 e non salì più sul podio per i successivi due anni.

EICMA 2012 E LA BB2

Dopo il ritiro dalle corse Bimota si affermò sopratutto in ambito stradale grazie alla collaborazione con un’altra casa emiliana: Ducati. Nacque così tutta la serie DB che ebbe come punte di diamante le sportive DB5 e DB7 e la naked DB6 Delirio. La collaborazione con la casa di Borgo Panigale fede le fortune di Bimota nella prima decade del nuovo millennio. Nel 2012 in occasione di EICMA Bimota presentò la BB2, la seconda Bimota motorizzata BMW. Il concept di una sportiva disegnata da Sak_art design con motore BMW della S1000RR. Il Concept ricevette molti elogi dagli appassionati e spinse Bimota a completare la moto facendo nascere la BB3. Anche il primo progetto di Bimota con BMW, la BB1, fu una sportiva. Un “Supermoto” come tanto andava negli anni ‘90 con motore derivato da quello della F650GS.

LA BB3 E LA SUPERBIKE EVO

La Bimota BB3 entrò in listino ufficialmente nel 2014. La moto costava 40.000 Euro ed offriva la miglior componentistica dell’epoca. Telaio in tubi di acciaio cromo-molibdeno con piastre laterali in lega leggera, forcella Ohlins pluriregolabile, monoammortizzatore posteriore sempre firmato Ohlins TTX36. Il comparto frenante affidato a Brembo con pinze ad attacco radiale e dischi da 320mm il tutto per un peso di soli 173kg a secco. Per quanto riguarda il motore, come detto, è il teutonico 4 cilindri in linea della S1000RR una garanzia assoluta di prestazioni. I tecnici bavaresi studiarono un’erogazione ad hoc per il motore della moto emiliana in modo da caratterizzarne l’utilizzo.

Insieme al modello stradale, Bimota lanciò anche la versione racing destinata al WorldSBK dove rientrò all’inizio della stagione 2014. Le moto furono affidate al team Alstare dopo il divorzio del team con Ducati. Bimota ed Altare decisero di partecipare al WorldSBK ma iscrivendosi alla categoria Evo. La Superbike Evo introdotta proprio quell’anno procedeva una preparazione meno estrema dei mezzi per contenere i costi. Le moto furono affidate ad Ayrton Badovini (che quest’anno rivedremo nel CIV Superbike con la BMW M1000RR) e Christian Iddon.

La moto in versione SBK era anche abbastanza competitiva, soprattutto nelle mani di Ayrton Badovini. L’italiano infatti chiuse tutte le gare in zona punti con qualche exploit addirittura in top10. Come a Laguna Seca dove chiuse ottavo a soli quattordici secondi dalla vittoria. I risultati tutto sommato soddisfacenti per una moto al debutto assoluto nelle gare è con una preparazione inferiore rispetto alle Factory. I problemi per Bimota purtroppo sono altri, in fabbrica e soprattutto nei concessionari.

Bimota ricevette il via libera a partecipare al campionato nonostante non avesse ancora venduto il numero minimo di 125 moto per ricevere l’omologazione FIM. Il via liberà arrivò solo dopo il round di apertura in Australia e fu dato “con riserva” ovvero Bimota avrebbe dovuto vendere le 125 BB3 entro l’estate. Nell’agosto del 2014 solo 30 erano le moto prodotte con materiale in magazzino per le restanti 95 da produrre. Tutte o quasi già ordinate dalla rete. A fine agosto poco prima del round di Aragon arrivò il comunicato di Bimota che annunciava la sospensione dell’attività sportiva per la stagione 2014. Vi lasciamo di seguito un breve frammento:

Abbiamo lavorato duramente e continueremo a farlo per completare la produzione ed essere pronti per la prossima stagione. Il progetto BB3 è stato presentato nemmeno un anno fa eppure ha fatto incredibilmente parlare di sè da subito. Merito Indiscutibile della competenza del personale tecnico Bimota che ha progettato e sviluppato una moto nata con ‘pedigree’ e dell’esperienza del Team Alstare di Francis Battà che ha adattato la moto e l’ha resa competitiva e vincente in gara. Gli straordinari piloti Ayrton Badovini e Christian Iddon hanno infatti conquistato 16 podi e 5 vittorie in 16 gare.”

I risultati ottenuti hanno generato importanti ordini di tutta la gamma Bimota ad un livello inaspettato. Tutto questo ha richiesto un impegno straordinario per servire la clientela di ogni parte del mondo in modo ottimale, rispettando i tempi di consegna e soprattutto la qualità e la cura sartoriale che da sempre contraddistingue l’azienda. Questi ultimi mesi dell’anno verranno utilizzati per preparare le condizioni necessarie in relazione alle nuove regole del Campionato del Mondo SBK ed essere ancora competitivi all’inizio della prossima stagione.

Bimota ci tiene a ringraziare la FIM, la Dorna, il Team ed i propri piloti per l’importante supporto, i fornitori, gli sponsor le altre case costruttrici ed i tantissimi tifosi appassionati che non hanno mai fatto mancare i loro attestati di stima. Verrà fissato un prossimo incontro con FIM e DORNA, non appena conseguiti i numeri richiesti per l’omologazione. Un arrivederci alle competizioni a presto.

LA FINE DEL SOGNO

Come ben sappiamo, purtroppo, la Bimota BB3 non tornerà più in pista nel WorldSBK. Ed anzi, non avendo rispettato le tempistiche di vendita delle moto per ottenere l’omologazione, si è vista privare di tutti i piazzamenti ottenuti.

Da allora la BB3 non ha più visto palcoscenici importanti ma è rimasta in pista nei campionati amatoriali nazionali. Dove gli appassionati hanno continuato a correre con la moto riminese anche in anni molto recenti. Quella della casa di Rimini nel WorldSBK in epoca moderna resterà come un sogno svanito troppo presto. Un progetto validissimo che poteva riportare Bimota nell’Olimpo del motociclismo che si è invece arenato in meno di una stagione.

Mathias Cantarini

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