Sebastian Vettel
Credits: Aston Martin F1 official Twitter page

Quella di Abu Dhabi sarà la 299esima e ultima partenza di Sebastian Vettel in Formula 1. Una carriera costellata di successi per il tedesco quattro volte Campione del Mondo, anche se l’impronta del 35enne nato ad Heppenheim nel mondo della Formula 1 non si limita solo ai successi in pista.

Sebastian lascerà i tracciati del Circus con numerosi record sulle spalle: Vettel è ancora oggi il più giovane ad aver conquistato una pole, una vittoria dalla pole, un titolo Mondiale. Detiene inoltre il record di maggior numero di successi consecutivi (9 nel 2013), del maggior numero di pole, giri e km in testa in una singola stagione. Con i suoi 53 Gran Premi vinti, 122 podi e 57 pole position, Sebastian è già entrato di diritto nella Hall of Fame della Formula 1, ancor prima di concludere la sua carriera. Tuttavia, è interessante osservare anche lo sviluppo in diverse fasi di quel giovane ragazzo tedesco approdato in F1 quasi due decadi fa.

SEBASTIAN 1.0: GLI ESORDI, LA PRIMA VITTORIA IN TORO ROSSO

La carriera di Vettel in Formula 1 si apre con la BMW-Sauber, chiamato a sostituire l’infortunato Kubica nel Gran Premio degli Stati Uniti del 2007. Sotto lo stupore di tutti gli addetti ai lavori, il tedesco conclude a punti la sua prima gara in F1. Sebastian terminerà poi la stagione in Toro Rosso, ottenendo come miglior risultato il quarto posto in Giappone. Ma è nel 2008 che il suo nome inizia a diventare grande: il giovane tedesco riesce infatti a portare al successo il team di Faenza, ancor prima della sorella maggiore Red Bull. La sorprendente gara sotto il temporale di Monza, nonché un filotto di gare a punti nel fine stagione, smuove l’occhio vigile di Helmut Marko, il quale lo promuove in Red Bull.

SEBASTIAN 2.0: I TITOLI MONDIALI

Vettel porta al successo anche la Red Bull, dimostrando ancora le sue doti di guida sul bagnato, e una volta che la RB5 è cresciuta di prestazione, arriva a giocarsi il titolo con Jenson Button sino alla penultima gara. L’iride arriva però 365 giorni dopo, sul suolo degli Emirati Arabi Uniti, al termine di una stagione a dir poco rocambolesca. Vettel si presenta alla vigilia dell’ultima gara da terzo in campionato, persino alle spalle del suo compagno di squadra Mark Webber. “Du bist Weltmeister” (sei Campione del Mondo) gli dicono dalla radio, e quel ragazzo biondo scoppia in lacrime.

Da quel momento è un continuo assolo di Vettel in Red Bull. Tra alti e bassi della monoposto anglo-austriaca ed un’accesa rivalità con Alonso (a detta di Vettel, uno dei migliori periodi della sua carriera) arrivano altri tre titoli, prima del divorzio nel 2014, al termine di una stagione complicata dall’avvento dei nuovi regolamenti tecnici.

SEBASTIAN 3.0: ALL’INSEGUIMENTO DI UN SOGNO

Dal 2015 è un Sebastian 3.0, forte della sua esperienza da quattro volte Campione del Mondo, e si dedica all’inseguimento del sogno che aveva da bambino: vincere con la Rossa. Quello che tutti gli chiedono è riportare la Scuderia al successo ed il rapporto che lo lega alla Ferrari è forte, vista la storia di Schumacher con il team di Maranello. La grandezza che porta con sé il Cavallino Rampante permette di scoprire lati più umani del carattere di Vettel. Dai suoi team radio, alla metodologia di lavoro (persino nell’ostinarsi a voler imparare in maniera certosina l’italiano), possiamo dedurre che Sebastian Vettel sia un perfezionista. Lo stesso Riccardo Adami, suo ingegnere di pista ai tempi della Ferrari, racconta di come il tedesco abbia portato una visione ed una metodologia di lavoro diversa nel team.

La “Sebastian-mania” però non dura all’infinito, specialmente dopo i titoli sfumati del 2017 e 2018 ed una monoposto in fase discendente. Vettel e la Ferrari si separano nel 2020, senza che quel sogno sia mai arrivato, sebbene il tedesco non abbia mai rinnegato l’affetto dei tifosi e dell’ambiente dipinto di Rosso.

SEBASTIAN 4.0: “THERE’S STILL A RACE TO WIN”

Gli ultimi due anni, con l’approdo in Aston Martin, aprono ad una dimensione ancora più esasperata del lato umano di Vettel. Il tedesco diventa attivo in cause sociali, senza tralasciare l’impegno in pista. Il successo non arriva a causa della scarsa competitività del team britannico. Malgrado ciò, Vettel riesce ancora a dire la sua, portando l’Aston Martin sul podio. Momenti difficili ed errori ce ne sono stati, come in Ferrari ed in Red Bull, ma il suo apporto alla squadra è sempre stato di vitale importanza. Il 28 luglio 2022 il tedesco decide di salutare la pista ed annuncia il suo ritiro dopo aver concluso la stagione. Vettel, un padre ancor prima che pilota pluricampione, sente di dover stare più vicino alla famiglia.

Ma possiamo definire definitivamente concluso il suo rapporto con la Formula 1 o con la pista? Questo ancora non lo sappiamo: per quello che ha dato al Circus, è improbabile che una figura come quella di Vettel stia lontano dal suo mondo. Ciò che è certo, invece, è la nuova “gara” da vincere per Sebastian: quella delle sue battaglie oltre la pista.

Antonio Fedele

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