WTCR

Con un doubleheader sul tracciato di Aragon si è chiuso il FIA World Touring Car Cup (WTCR). Il francese Yann Ehrlacher è riuscito a vincere per la prima volta il Mondiale turismo diventando il più giovane campione della breve storia della realtà che ha rimpiazzato il WTCC.

Il transalpino del Cyan Racing Lynk & Co ha conquistato la leadership del campionato nel primo evento e l’ha mantenuta fino al decider aragonese.

Da Zolder ad Aragon sempre sotto controllo

Dal tracciato di Zolder il WTCR 2020 ha aperto le danze con due interessanti competizioni. L’anno è iniziato in due modi per Honda. L’argentino Nestor Girolami ha messo in bacheca il primo atto, mentre il connazionale Esteban Guerrieri doveva arrendersi per un serio problema all’auto che avrebbe compromesso l’intero week-end.

L’uomo di punta dell’ALL-INKL.COM Münnich Motorsport ha iniziato nel peggiore dei modi il campionato 2020 perdendo dei punti fondamentali nella lotta al Mondiale con Hyundai e Lynk & Co.

Le vetture coreane, oltremodo limitate dal BoP (Balance of Performance), non hanno avuto voce in capitolo a Zolder, manifestazione che nella race-2 ha incoronato Ehrlacher. Il transalpino ha preso la leadership del Mondiale ed ha incrementato il proprio gap al Nuerburgring.

In occasione del particolare evento nell’Inferno verde, Guerrieri ha siglato il primo acuto del 2020 durante una piovosa gara-1 e da li ha iniziato la rimonta al nipote di Yvan Muller. Dopo aver subito nella prima prova un meraviglioso sorpasso nella prima sezione del Nürburgring Nordschleife, Ehrlacher ha vinto la seconda prova incrementando sensibilmente nella graduatoria generale.

Le ottime prestazione in Slovacchia hanno permesso a Guerrieri di ricucire il gap dal rivale. Nella prova successiva di Budapest, l’argentino ha approfittato del BoP a favore per conquistare due podi nelle tre competizioni previste. Ehrlacher, fedelmente supportato dai propri compagni di box, ha limitato i danni in Ungheria, manifestazione in cui Guerrieri è riuscito ad imporsi in due delle tre prove.

Guerrieri all’attacco nelle ultime gare, ma non è bastato

Guerrieri ha cercato di riaprire il Mondiale nel penultimo appuntamento portando a 26 i punti di margine da Ehrlacher alla vigilia della finale. Nell’ultima manifestazione, disputata sempre sul tracciato iberico, l’Honda ha vinto la race-1 con un’ottima strategia che gli ha permesso di risalire da metà gruppo. Il sogno del primo titolo Mondiale si è infranto però nella seconda prova quando, un contatto nella pancia del gruppo, lo ha costretto al ritiro che ha incoronato il giovane francese.

Ehrlacher ha meritato senza dubbio il titolo con un squadra che è sempre stata unita per lui. Lo zio Yvan Muller, l’uruguaiano Santiago Urrutia e lo svedese Thed Björk hanno supportato in tutti i modi il loro ‘capitano’.

L’unione ha senza dubbio aiutato il francese in una stagione perfetta in cui ha sempre conquistato almeno un punto.
Sul bilancio di Guerrieri incidono le qualifiche, spesso mediocri ed i problemi di Zolder. A queste mancanze si aggiunge una formazione non competitiva come quella di Ehrlacher. Ricordiamo infatti che il portoghese Tiago Monteiro e l’ungherese Attila Tassi non sempre sono riusciti a supportare la causa di Guerrieri, fedelmente difeso dal connazionale Girolami.

Per il secondo anno consecutivo, Cyan Racing Lynk & Co conquista il Mondiale riservato ai team con un netto gap sull’ALL-INKL.COM Münnich Motorsport.

Hyundai cede il titolo WTCR dopo una stagione da dimenticare

L’ungherese Norbert Michelisz, il nostro Gabriele Tarquini, il tedesco Luca Engstler e l’olandese Nicky Catsburg (assente in alcune gare per impegni con le GT) hanno difeso durante il 2020 i colori della casa coreana, oltremodo rallentata dal BoP.

Dopo l’opening round in Belgio, gara in cui le Hyundai non hanno avuto voce in capitolo per una compensazione delle prestazioni incredibile.
Al Nürburgring le proteste della compagine asiatica si sono concretizzate con i fatti. Ricordiamo infatti il boicottaggio dell’evento deciso da Andrea Adamo, responsabile di Hyundai Motorsport. Le vetture si presentarono regolarmente nei box della pista tedesca, ma non scesero in pista.

Questo fatto ha chiaramente escluso le quattro auto ufficiali dalla lotta al titolo che per la prima volta in due anni non è conquistato da una i30 N TCR.
La protesta di Adamo dovrebbe far riflettere su una compensazione delle prestazioni che è fallimentare dal 2018 ad oggi. Il BoP è un sistema fondamentale, collaudato ed usato nella maggior parte dei campionati internazionali, ma deve essere gestito in un determinato modo. Il WTCR insegue una soluzione per non perdere la credibilità che un Mondiale dovrebbe avere.

WTCR, la battaglia dei privati

Hyundai, Lynk & Co ed Honda hanno battagliato in più occasioni con i privati del Team Mulsanne Srl (Alfa Romeo Giulietta) e Comtoyou Racing (Audi). Le due squadre si sono spartite i due restanti coppe del WTCR 2020.

La prima, grazie al francese Jean-Karl Vernay, ha firmato il primo successo nel Mondiale in occasione della race-1 di Aragon. Il transalpino è stato costante per tutto il campionato ed è riuscito a completare il Mondiale al terzo posto assoluto. Gli ottimi risultati hanno permesso all’ex pilota Audi di conquistare il WTCR Trophy, il premio riservato a tutti i protagonisti impegnati con team privati.

Comtoyou Racing ha sfidato per tutto il 2020 la Giulietta del Team Mulsanne senza riuscire nell’impresa. L’esperto olandese Tom Coronel , il francese Nathanael Berthon ed il belga Gilles Magnus sono stati protagonisti in diverse occasioni in questo 2020. Al termine del doubleheader di Aragon, il giovane Magnus ha conquistato il titolo per quanto riguarda gli esordienti, classifica vinta con più di 100 punti di margine sul tedesco Luca Engstler.

Cupra non sigla nessun trofeo con Zengo Motorsport e con l’iberico Mikel Azcona. Il pilota ufficiale del costruttore spagnolo si è imposto durante la race-2 dell’ultima tappa di Aragon ed ha regalato al primo sigillo internazionale per la nuova CUPRA Leon Competición.

Cosa ci aspetta per il 2021, le squadre riusciranno a coprire i costi?

Dopo una difficilissima stagione, il FIA World Touring Car Cup dovrebbe ritornare alla normalità nel 2021. Se il ritorno in Asia e la conferma della tappa cittadina di Vila Real sono delle certezze, i dubbi riguardano la presenza di 20 auto sullo schieramento.

I tre costruttori non sono sufficienti a garantire una griglia degna per il WTCR che nel 2021 potrebbe salutare le Cupra ungheresi del Zengo Motorsport e forse della Giulietta del team Mulsanne. Ricordiamo infatti che la formazione italiana non era attesa nel campionato 2020, situazione che si è sbloccata dopo l’emergenza sanitaria anche grazie alla permanenza in Europa della serie.

Ci auguriamo che il WTCR possa sopravvive dopo le emozionanti gare di questo 2020 ed essere più equo nell’assegnazione del BoP. Appuntamento al prossimo maggio quanto si riaccenderanno i motori del Mondiale TCR.

Luca Pellegrini

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