Alvaro Bautista e Ducati, un matrimonio che funzionò per metà stagione nel 2019 ma che terminò male, senza titolo e con frizioni tra il pilota e la dirigenza Ducati. Non sono bastate le sedici vittorie ed i ventiquattro podi ad aggiudicarsi il titolo, sfuggito in estate mentre si discuteva sul rinnovo. Dopo due anni in HRC dove Alvaro ha raccolto un solo podio e tante cadute Ducati ed il pilota ci riprovano. Quali sono i pro e i contro di questo sodalizio rinato?

Nel mercato del WorldSBK che sembrava fino a poche settimane fa fermo è scoppiata la bomba quando a Navarra Scott Redding e BMW hanno annunciato l’accordo per la prossima stagione. A farne le spese Tom Sykes destinato a questo punto al passaggio in HRC sulla sella lasciata libera dal protagonista di questa analisi: Alvaro Bautista.

IL PRIMO MATRIMONIO E LA SEPARAZIONE

Lo spagnolo annunciato lunedì da Ducati come nuovo pilota del team Aruba.it Racing – Ducati torna sulla moto di Borgo Panigale dopo due anni con più bassi che alti in HRC. La scelta del patron di Aruba.it Stefano Cecconi è stata di tornare indietro per guardare avanti. Il ritorno di Bautista è infatti frutto del lavoro di Cecconi, da quest’anno la scelta dei piloti è stata affidata al team e non più a Claudio Domenicali AD di Ducati. Motivo principale per cui il matrimonio riparatore è stato possibile. I rapporti con l’AD Ducati infatti non sono ottimi dopo che nel 2019 al rifiuto di Bautista di un rinnovo da un milione in due anni Domenicali “cinguettò” così.

Insomma un matrimonio finito tra le polemiche e senza titolo mondiale sfumato proprio nelle fasi della trattativa. Bautista infatti dopo aver vinto le prime undici manche consecutive ha iniziato a commettere errori. Errori fatali per la corsa al titolo con un rivale come Rea capace di centrare diciassette vittorie nella seconda metà di stagione.

I PRO: NESSUNO COME LUI CON LA V4R

Passiamo quindi ad analizzare quali saranno i pro del ritorno di Alvaro Bautista sulla moto di Borgo Panigale:

  • Alvaro Bautista è il pilota con più vittorie sulla Ducati V4R (16). Lo stesso numero di vittorie di Scott Redding (10), Chaz Davies (3) e Michael Rubén Rinaldi (3) sommati.
  • Il pilota spagnolo ritrova Gigi Dall’Igna come direttore del reparto corse. L’ingegnere veneto non ha mai nascosto l’apprezzamento per lo spagnolo col quale a vinto il titolo con Aprilia in 125GP nel 2006.
  • La Panigale V4R è un moto per “pesi leggeri”. Una delle lamentele principali di Scott Redding che lo hanno portato a scegliere BMW è stato l’immobile so di Ducati nel cercare di risolvere i problemi di usura delle gomme che lui e Chaz Davies manifestavano la scorsa stagione ed in alcune occasioni anche in questa. Questo problema non affliggeva Alvaro Bautista e non affligge Michael Rubén Rinaldi che anzi spesso nel finale di gara è tra i più veloci in pista con la V4R ufficiale.
  • Infine nessuno aveva dimostrato in epoca moderna una superiorità così schiacciante nei confronti degli avversari come Alvaro Bautista fece nelle prime undici gare della sua carriera in WorldSBK. Vittorie con distacchi imbarazzanti anche a Jonathan Rea che ammise a fine stagione di aver pensato di gettare la spugna dopo le prime gare.
I CONTRO: LA CARTA D’IDENTITÀ E I TANTI INFORTUNI

Non è tutto oro ciò che luccica recita un vecchio proverbio e questo probabilmente vale anche per Alvaro Bautista e Ducati. I dubbi sono tanti e in caso di prestazioni lontane da quelle sperate lo smacco sarebbe doloroso per entrambe le parti.

  • Alvaro Bautista è un pilota di assoluta esperienza ma l’esperienza arriva con gli anni e quelli di Alvaro Bautista quando scatterà la stagione 2022 saranno ben 37. Non un giovanotto insomma, ma è anche vero che Max Biaggi vinse il primo titolo in WorldSBK a 39 ed il secondo addirittura a 41.
  • I tanti infortuni che hanno minato la sua avventura in HRC. Già nella precedente avventura in Ducati Bautista rimediò un infortunio alla spalla durante il round di Laguna Seca che mise una pietra tombale sulle sue chance di titolo. Negli ultimi due anni poi le tante cadute in sella alla CBR “Triple-R” non hanno aiutato il suo minuto fisico. Anzi durante la scorsa pausa invernale si è infortunato al torace. Alvaro tenne tutto segreto ad HRC e lo rivelò solo dopo le opache prestazioni dei test di Barcellona.
  • La Panigale V4R in questi due anni è cambiata. Scott Redding e Chaz Davies hanno portato il lavoro di sviluppo verso una direzione che potrebbe mettere in difficoltà Bautista convinto di tornare su una moto che conosce ma non sentendola più sua.
  • Sviluppo diversificato? Già perchè paradossalmente invece di affiancargli il giovane Michael Rubén Rinaldi, il team Aruba starebbe pensando a Danilo Petrucci. Il che ovviamente vorrebbe dire una bocciatura per Rinaldi ma anche una confusione totale nello sviluppo della moto con due compagni di squadra ancora molto diversi fisicamente e per stile di guida.
  • Infine forse l’aspetto meno tecnico e più emotivo, le attese dei tifosi. Ci ricordiamo tutti cosa fu in grado di fare Bautista appena arrivato in WorldSBK. Se dovesse faticare a conquistare vittorie e podi fin dalla prima gara della stagione per Alvaro sarebbe un duro colpo. Sappiamo tutti bene quanto i Ducatisti amino i piloti quando regalano vittorie e allori e quanto possano diventare pesanti in caso di insuccesso.
PRESTO I VERDETTI

Sarà sicuramente un finale di stagione strano con Ducati che sta lottando per il titolo con Scott Redding, oggi a -38 da Rea. E Alvaro Bautista che ormai ha rinunciato al lavoro di miglioramento della Honda tanto da dire pubblicamente che sarà impossibile conquistare podi in questo 2021. A fine anno quando torneremo a vedere Bautista in Ducati nei test di fine stagione potremo farci subito un’idea più chiara della stagione che ci aspetterà.

Mathias Cantarini

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