La 24 Ore di Le Mans ha una particolarità unica che puntualmente anche nel 2021 si è confermata. La lunghezza della pista rende l’evento ancora più speciale e per chi non lo sapesse non viene inserita una sola Safety Car in caso di necessità. Vi sono infatti tre gruppi (treni) dislocati lungo il circuito che ripartono contemporaneamente quando viene esposta la green flag.

 Le Mans, il treno giusto non passa sempre

Non è facile prendere il treno giusto, serve fortuna in una fase che da sempre è cruciale. I vari gruppi sono dislocati ad una distanza media di un minuto e sbagliare il posizionamento in pista può essere fatale in ottica gara.

I team devono prestare molta attenzione visto che, in caso di sosta ai box, la vettura si ferma in fondo la pit lane e si accoda al ‘treno’ successivo che transita sul rettilineo principale.

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Le quattro neutralizzazioni del 2021 hanno inciso in particolare sull’esisto della categoria LMP2. Robert Kubica/Louis Delétraz/Yifei Ye #41 e Robin Frijns/Ferdinand Habsburg-Lothringen/Charles Milesi #31 hanno accumulato nella notte un importante margine che non è più stato preso dai rivali, costretti per vari motivi a rincorrere.

Complimenti a WRT, ma non si potrebbe evitare ogni anno di determinare la gara durante l’ingresso della Safety Car? La vettura di sicurezza è una variabile da sempre, ma può incidente così tanto nell’andamento della gara?

La tecnologia ha fatto passi da gigante ed al Nuerburgring (durante la 24h e nel NLS) viene adottato come a Le Mans il sistema di ‘Slow Zone’. Il processo di ‘Code 60’ usato in Germania o quello adottato nel WEC è un occasione per non inserire la SC, ma pure questo metodo ha un serio problema.

Un auto transita nella ‘zona gialla’ in un momento diverso rispetto alla diretta rivale che potrebbe arrivare nel punto di pericolo in regime di bandiera verde. Il vantaggio è notevole per quest’ultima che non deve rallentare e non perde tempo.

FCY in 3, 2, 1…

Esiste un alternativa che non va mai confusa dalla Virtual SC che esiste in F1. Il Full Course Yellow è forte l’unico modo per non avvantaggiare nessuno visto che tutti proseguono alla medesima velocità lungo tutta la pista.

Qualcuno potrà dire: un team può guadagnare del tempo effettuando una sosta durante questo periodo di neutralizzazione. La soluzione è semplice, basta chiudere la pit lane come accade in USA. Il problema non è risolto, ma sicuramente non viene perso un minuto in automatico.

Il mondo delle corse si sta evolvendo ed il FCY viene spesso accantonato. A volte servirebbe solo guardarsi intorno e si vedrebbe come altri campionati lo adottano per ogni evenienza. L’esempio più lampante arriva dal GT World Challenge Europe che ad ogni situazione di pericolo neutralizza semplicemente la competizione prima inserire la Safety Car per ricompattare il gruppo e togliere ogni volta tutti gli ipotetici vantaggi accumulati in regime di bandiera gialla.

3, 2, 1…Green Flag!

Luca Pellegrini

 

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