Le Mans
Foto. WEC

Il FIA World Endurance Championship e la 24h Le Mans guardano al futuro, pronti per vivere quello che si prospetta come uno dei periodi più belli della storia di questa disciplina. La maratona francese appena conclusa ha segnato un nuovo anno di ‘transizione’, l’incertezza non è mancata in tutte le categorie che hanno avuto dei legittimi vincitori.

Continuano, nel frattempo, i preparativi per il 2023 con l’annuncio delle case interessate all’ingresso nella classe regina e la rifinitura dei regolamenti sportivi che vedranno l’uscita di scena della GTE PRO, classe che ha segnato la storia di questa corsa.

Hypercar: Toyota completa l’opera

Toyota ha vinto in quel di Le Mans per la quinta volta consecutiva, la quarta con la vettura #8. Sébastien Buemi/Rio Hirakawa/Brendon Hartley hanno dato spettacolo mantenendo le promesse della vigilia, una missione non scontata nonostante il favore del pronostico.

I problemi all’ibrido avuti ad inizio anno, presenti anche a Le Mans su entrambe le auto nel corso del fine settimana, hanno messo agitazione nel box nipponico che ancora piange per quel successo sfumato nel ‘lontano’ 2016 nel corso dell’ultimo giro.

Il ‘Circuit de la Sarthe’ non sa perdonare, ma regala anche moltissime gioie come quella che ha concesso ad Hirakawa, rookie della classe regina che al primo tentativo ha primeggiato con una gestione perfetta dei propri stint. L’ex volto del SuperGT guarda ora al titolo in compagnia dei propri teammate, un sogno che non appare irraggiungibile.

Jim Glickenhaus, l’uomo più felice di tutti

Jim Glickenhaus è uno dei personaggi della 24h Le Mans, uomo che ha creduto e costruito passo dopo passo una vettura che ha saputo raggiungere il podio overall della 24h Le Mans al secondo tentativo.

Olivier Pla/Romain Dumas/Felipe Derani e Ryan Briscoe/ Richard Westbrook /Franck Mailleux hanno concretizzato il sogno dello statunitense che già nel 2021 aveva vinto la sua gara. Correre la classica francese era già un target raggiunto, arrivare sul podio è stato il coronamento di un percorso su cui pochi hanno scommesso.

Vincere non sarà semplice, ma in ogni caso possiamo affermare senza troppi dubbi che il boss dell’omonima squadra sia uno dei volti più significativi dell’intero paddock del FIA WEC.

Alpine non pervenuta 

Dal 2024 Alpine entrerà nel WEC in classe LMDh, una storia totalmente differente a quello che vediamo ora. Nicolas Lapierre/ Matthieu Vaxivière/André Negrão, invece, non sono mai stati della partita quest’anno, dei problemi tecnici e l’incidente nel finale hanno solo condannato i francesi ad una prova incolore dopo ottime qualifiche.

I padroni di casa restano comunque pienamente in gioco per il titolo finale. Le competizioni ‘sprint’ sono ampiamente alla portata dei transalpini che, lo ricordiamo, vantano un preziosissimo acuto in quel di Sebring in occasione della 1000 Miglia dello scorso marzo.

LMP2, United e WRT mancano all’appello

United Autosports e WRT hanno vinto tutto quello che c’era a disposizione nel 2020 e nel 2021. Gli americani ed i belgi si sono passati il testimone, uno scettro unico tra Le Mans, WEC ed European Le Mans Series che nel 2022 dovrebbe passare nelle mani di una nuova squadra.

Quanto accaduto a Le Mans è da rimarcare, perdere la corsa più importante al mondo dopo meno di 1km è qualcosa di imperdonabile. WRT ha saputo in qualche modo recuperare, un tentativo che si è infranto a poche ore dalla conclusione in seguito ad un incidente ad ‘Indianapolis’.

United, invece, non è riuscita a brillare dopo quanto accaduto al via, un’edizione da dimenticare dopo aver vinto la prima tappa dell’anno a Sebring con la vettura #23 ed aver disputato una solida qualifica con entrambe le Oreca.

JOTA e PREMA sorridono

Roberto Gonzalez/Antonio Felix da Costa/William Stevens hanno vinto la 24h Le Mans per quanto riguarda la LMP2. Il temibile terzetto che batte bandiera inglese non ha mai perso le redini di una corsa che ha visto all’attacco anche PREMA.

Prima esperienza da incorniciare per gli attuali dominatori dell’European Le Mans Series, temibile formazione che non possiamo definire come una sorpresa. La nota compagine che gareggia in tutte le realtà propedeutiche alla F1 sta mostrando di avere il passo dei migliori e resta ampiamente in lizza per il titolo dopo le prime uscite in Europa ed in North America. Occhi puntati quindi su un affiatato terzetto che, lo ricordiamo, è composto da Robert Kubica/Louis Deletraz /Lorenzo Colombo.

Addio GTE PRO

La 90ma edizione della gara transalpina ha messo fine alla lunghissima storia della GTE PRO. La categoria riservata ai professionisti delle ruote coperte ha completato il suo ruolo nel WEC, una mansione che porterà avanti fino a novembre quando  parleremo esclusivamente di GTE Am.

Le storie sarebbero infinite da narrare per una categoria di vetture che ha regalato dei momenti unici e delle battaglie epiche a tutti gli appassionati. Chevy, Ford, Porsche, Aston Martin, BMW e Ferrari hanno contribuito negli ultimi anni ad essere la ‘spina dorsale’ del FIA WEC, una parte che per ovvie mancherà.

Dal 2023 parleremo di GTE-Am con le GTE, mentre dal 2024 accoglieremo anche in questa speciale categoria le note GT3 che dopo aver conquistato i vari Continenti si apprestano a mettere le mani sul mondo. A differenza dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship vedremo in azione solo delle compagini PRO-Am, una scelta che ha fatto discutere molti. 

Porsche sbaglia meno e vince

Chi ha commesso meno errori nella GTE PRO a Le Mans? La risposta può sembrare scontata, ma la Porsche #91 di Richard Lietz/Gimmi Bruni/Fred Makowiecki è l’auto che è stata la più regolare durante l’intero evento.

Il passo è stato notevole, la foratura nel finale della Ferrari #51 di Alessandro Pier Guidi/James Calado/Daniel Serra  (AF Corse) è stata cruciale nell’economia della competizione più famosa del globo. Entrambe le squadre erano state rallentate al via da alcune sanzioni che con il passare delle ore sono state annullate.

Peccato per la Rossa #52 di Miguel Molina/Antonio Fuoco/Davide Rigon e per la 911 RSR-19 #92 di Kevin Estre/ Michael Christensen/Laurens Vanthoor, out per dei differenti problemi nel cuore della corsa. La prima ha danneggiato l’auto nelle ore notturne, mentre la seconda ha terminato la propria corsa in mattinata dopo l’esplosione di una gomma in seguito ad un’escursione sulla ghiaia della celebre ‘Mulsanne’.

Non pervenute nella lotta conclusiva, purtroppo, le due Corvette. Antonio Garcia/Jordan Taylor/Nick Catsburg #63 hanno perso l’evento in seguito ad un cedimento della sospensione posteriore sinistra dopo le prime fasi di buio, mentre Tommy Milner/Nick Tandy/Alexander Sims #64 hanno alzato bandiera bianca nelle ultime battute in seguito ad un clamoroso contatto dopo la neonata ‘Chicane Daytona’ con l’Oreca 07 Gibson LMP2 #83 di AF Corse affidata a François Perrodo.

Aston Martin risponde presente in GTE-Am, Ferrari manca all’appello

Ben Keating/ Henrique Chaves /Marco Sorensen (TF Sport #33) hanno festeggiato a Le Mans in GTE-Am al termine di una prova semplicemente perfetta. Il temibile equipaggio della squadra britannica ha commesso pochissimi errori imponendo un passo disarmante sui diretti competitor.

Porsche ha tentato di tenere il passo, ma con il proseguo della corsa si è capito che solo un imprevisto avrebbe potuto cambiare il vincitore della GTE Am. Chi è mancata all’appello è stata la Ferrari, in crisi per tutta la corsa.

Non è una sorpresa quest’anno per la Rossa che non riesce a stare al passo con gli altri sin dall’opening round negli USA. La prestazione non al top è data sicuramente da un mix di fattori difficili da individuare, il BoP non è l’unica strada da perseguire. 

Non resta altro che salutare il leggendario ‘Circuit de la Sarthe’ in vista del centenario del 2023 e recarci tutti a Monza per la 6h che si svolgerà tra meno di un mese!

Luca Pellegrini

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