Questo week-end, come noto agli appassionati, si corre la 24h di Le Mans, quella che viene considerata da molti la corsa più importante al mondo. Tradizionalmente disputata nel mese di giugno, la corsa francese è stata spostata di tre mesi in seguito alla diffusione del Covid-19. Non è però la prima volta che la gara di durata più famosa al mondo viene rimandata a settembre.

E’ questo il caso infatti della 36a edizione, quella del 1968. Un anno molto particolare, ricordato per i movimenti di rivolta studenteschi, ma non solo. Questa rivolta sociale, che colpì anche altre categorie, culminò in Europa nel “Maggio francese”. Per questo motivo, la 24h di Le Mans programmata per i giorni 15 e 16 giugno, fu spostata al 28 settembre.

Questa edizione tuttavia non fu segnata soltanto da questo aspetto, ma furono introdotte grosse novità dal punto di vista regolamentare.

UN TAGLIO ALLO SVILUPPO ESTREMO…

Grazie al continuo miglioramento delle prestazioni delle vetture nel 1967 fu raggiunto per la prima volta il record di 5000 km in gara. Per aumentare la sicurezza e per ridurre i costi fu deciso di limitare la cilindrata dei Prototipi a 3 litri. Una limitazione per i due principali antagonisti di quegli anni, Ferrari e Ford, con un veto per le Ford GT40 MkII e MkIV, poiché spinte da propulsori 7 litri. Escluse anche le Ferrari P4, con Enzo Ferrari che non schierò il team ufficiale nonostante avesse a disposizione i motori 3 litri delle Formula 1.

… E NUOVI MODI DI PROGETTARE

In questo periodo si fa strada un nuovo modo di progettare i motori: più piccoli, quindi più leggeri e dai consumi ridotti. Ad abbracciare questa filosofia diverse case, come la Matra, la Alpine, la Porsche ed anche l’Alfa Romeo.

Molto più stravagante invece la Howmet TX, vettura dotata non di un classico motore a combustione interna, bensì di una turbina a gas a doppio stadio dal peso di 77 kg e, con 330cv e 949 nM a 57.000 giri/min. Per rientrare nei 3 litri imposti dal regolamento per la classe Prototipi fu utilizzata una formula di equivalenza rispetto ai m.c.i..

IL VECCHIO TRIONFA SUL NUOVO

Fu introdotta però la categoria Sport, per auto fino a 5 litri di cilindrata, con i team privati pronti a correre con vecchi prototipi, come la Ford GT40 MkI. Alla fine a vincere fu proprio una di queste, guidata dall’equipaggio composto da Pedro Rodríguez e Lucien Bianchi, con una facile vittoria grazie ai ritiri dei diretti rivali. La sorte volle che quella vettura della J.W. Automotive Engineering, se la gara fosse stata disputata nella data originale, sarebbe stata guidata da Brian Redman e Jacky Ickx, entrambi infortunati in seguito ad incidenti avuti in Formula 1.

Vedremo se anche in questa edizione di settembre della 24h di Le Mans ci sarà spazio per i team privati, o se sarà di nuovo la Toyota a passare per prima sotto la bandiera a scacchi per la terza volta consecutiva.

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