Toyota, con l’equipaggio Buemi, Nakajima e Hartley, ha conquistato l’88ª 24 Ore di Le Mans
Toyota, con l’equipaggio Buemi, Nakajima e Hartley, ha conquistato l’88ª 24 Ore di Le Mans

Un finale al cardiopalma quello dell’edizione numero 88 della 24 Ore di Le Mans: a vincere è stata ancora una volta una Toyota. Questa volta è toccato alla #8 di Buemi, Nakajima e Hartley tagliare il traguardo per prima. Secondo posto per la Rebellion #1 di Senna, Nato e Menezes ma la compagine Svizzera è stata bersagliata dalla sfortuna e, nelle ultime fasi, anche da errori grossolani. Gradino più basso del podio per l’altra vettura nipponica la #7 di Kobayashi, Lopez e Conway. In LMP2 successo meritato per l’Oreca dello United Autosports con Di Resta, Albuquerque e Hanson. Vittoria per l’Aston Martin in entrambi le classi LMGTE: in Pro a trionfare è stata la #97 di Martin, Lynn e Tincknell, mentre in Am successo per il TF Sport con Yoluc, Eastwood e Adam.

Terzo successo consecutivo per Toyota, debacle Rebellion

Nulla di nuovo sotto i ponti: con Toyota che ha tagliato, per la terza volta consecutiva, per prima il traguardo della 24 Ore di Le Mans. Dopo aver giocato “al gatto e al topo” con le Rebellion nelle prime fasi di gara il team nipponico ha preso il largo. Un problema meccanico alla #7, dovuto al collettore dello scarico, ha dato il definitivo via libera alla #8 che è andata a conquistare tranquillamente l’ultimo trionfo per la TS050 Hybrid sul circuito francese.

In casa Rebellion nulla da fare per questa loro ultima presenza a Le Mans. Oltre alla manifesta superiorità delle Toyota, davanti alla vettura #3 si è frapposto anche una lepre. Il prototipo svizzero ha investito Il povero animaletto costringendo i meccanici ad una sosta supplementare. La #3 ha perso due giri per la sostituzione del cofano anteriore rimasto visibilmente danneggiato. Le LMP1 svizzere hanno corso le ultime ore di gara in scia con un ordine di scuderia che ha congelato le posizioni con, nell’ordine, Romain Dumas e Gustavo Menezes. Prima che sempre la #3, nelle ultime due ore, è andata dritta alla chicane Indianapolis. Rientrata ai box i meccanici hanno provato a rispedirla in pista ma il podio era già svanito. A salire sul gradino più basso del podio è stato così l’equipaggio #7 Toyota.

United Autosports regina in LMP2

Non c’è stata assolutamente storia in LMP2: il team United Autosports ha letteralmente dominato la classe cadetta. L’unica Oreca, la #22 gestita dal team di Zak Brown, rimasta in pista è stata impeccabile nella gestione di gara, oltre che ai box. Di Resta, Hanson e Albuquerque hanno conquistato un successo meritatissimo, oltre al quinto posto assoluto. Una Safety Car entrata nelle ultime fasi di gara ha fatto sudare freddo ma l’equipaggio ha resistito anche agli ultimi attacchi da parte del team Jota. Secondo posto quindi per la #38 di Davidson, Da Costa e Gonzales. Terzi l’equipaggio del Panis Racing con Jamin, Canal e Vaxiviere. Sfortunatissimi in casa G-Drive con l’Aurus che ha subito il cedimento della sospensione a meno di quarantaquattro minuti dal termine. Decimo posto per l’unica Dallara presente, quella dell’italianissimo Cerilar Racing di Lacorte, Sernagiotto e Belicchi autori di una gara dura ma portata a termine con grande orgoglio.

Nel duello con Ferrari la spunta l’Aston Martin in LMGTE Pro

È stata una lotta intensa quella che ha visto contrapporsi la Ferrari contro l’Aston Martin, alla fine ad avere la meglio è stata quest’ultima. La vettura inglese, complice un BoP leggermente più favorevole, ha avuto la meglio. Anche l’ingresso della vettura di sicurezza nell’ultima ora ha giocato a suo favore, l’equipaggio #97 di Martin, Lynn e Tincknell ha preceduto la Ferrari di AF Corse. I ragazzi della 488 #51 Pier Guidi, Calado e Serra non sono riusciti a recuperare il tempo perso nelle prime luci di domenica per la sostituzione dell’impianto frenante. Terzo posto per l’altra Vantage la #95 di Sørensen, Thiim e Westbrook. Quarto posto per la Ferrari del Risi Competizione che ha beffato sul finale la gemella #71 di AF Corse fermatasi all’ultimo giro per noie al cambio. Dopo la Pole di Bruni le Porsche sono letteralmente scomparse dai radar, la casa di Stoccarda è stata la vera delusione di quest’anno. Forse le 911 RS erano state settate per una pioggia prevista e mai realmente arrivata sul tracciato di Le Mans.

Bis Aston Martin anche in LMGTE Am

L’Aston Martin ha occupato anche il gradino più alto del podio in classe Am. A trionfare è stato il TF Sport con un bravissimo Yoluc affiancato dai più esperti Adam e Eastwood. Dopo una prima fase di lotta interna con l’altra Vantage di casa Aston Martin Racing la #90 ha preso il largo. Neanche la safety car finale ha messo in discussione la sua leadership. La lotta del podio si è rianimata nell’ultimo restart con una gara sprint di soli venti minuti. Fra sportellate staccate e tagli di chicane a salire sul secondo gradino è stata la Porsche del Dempsey Proton Racing di Campbell, Pera e Ried. Il podio è stato completato dalla Ferrari AF Corse di Perrodo, Collard e Nielsen.

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Michele Montesano

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