Credits: FIA Formula E
Credits: FIA Formula E

La 150^ gara della storia della Formula E si è chiusa con il trionfo di Nick Cassidy (Citroen Racing), che a Città del Messico ha così conquistato la sua 12^ vittoria in carriera nella serie elettrica, di cui la quarta nelle ultime cinque e la quinta nelle ultime otto gare disputate, con l'ennesima gara perfetta.

Cassidy e Citroen in luna di miele

La prima gioia di sempre di Citroen in Formula E alla seconda apparizione del marchio, unita a una nuova rimonta vincente di Cassidy - che aveva toppato la qualifica vedendosi costretto a partire dal 13° posto dello schieramento -, portano l'accoppiata al comando della classifica Piloti e di quella tra i team. Il neozelandese, che ha trascorso due terzi di gara nella parte centrale del gruppo, ha visto la sua gara cambiare dal 25° giro, quando ha cercato - riuscendoci - il sorpasso sulla Jaguar di da Costa, portandolo però al contatto con Gunther e Ticktum, episodio poi giudicato come un contatto di gara dalla direzione gara e da Cassidy come “una bella manovra e una circostanza sfortunata”. Successivamente, preso un Attack Mode da 6' che gli ha permesso di portarsi al comando in poco tempo, Cassidy ha tenuto la testa fino alla fine resistendo al pressing di Mortara e Dennis che, nonostante il secondo loro Attack Mode, non sono riusciti a rompere le difese del #37 che ha così portato a casa una vittoria sorprendente.

Oggi per me è stato tutto diverso, non ricordo se ho mai adottato una strategia da 6 e 2 minuti, forse sì ma è stato raro anche se ha pagato, allo stesso tempo loro [Mortara e Rowland, ndr] erano forti. Non ero sicuro di averne a sufficienza per resistere negli ultimi giri, pensavo di finire quarto e sarei stato contento lo stesso ma è andata bene. Oggi la strategia ha pagato ed è andata a nostro favore. 

Cassidy si trova così in una posizione difficilmente pronosticabile al via del campionato, nonostante l'altissimo valore delle capacità del 31enne neozelandese vicecampione in carica. Il tutto per merito del lavoro fatto da Stellantis (che ha ereditato le strutture e gli uomini del fu Maserati MSG Racing che l'anno scorso chiuse al nono posto con una vittoria e un podio) e lodato da Cassidy dopo la gara messicana, che gli apre scenari nuovi in ottica futura.

A Valencia mi sentivo bene sul giro secco, c'erano cose in lavorazione e penso di non aver mai visto uno sviluppo così in tre mesi da quando sono in Formula E. A San Paolo penso di aver lavorato con dei sistemi praticamente nuovi per me, era la prima volta che li usavamo ed è stato uno step verso l'ignoto, senza test. Per oggi abbiamo rifinito tutto quindi credevo di poter essere più forte rispetto al Brasile. È positivo in vista del resto dell'anno. 

Porsche raccoglie poco su una pista amica

Nonostante quattro vetture motorizzate Porsche nei primi nove, il brand tedesco manca l'appuntamento con la vittoria sul circuito amico di Città del Messico ed è costretto a guardare gli altri - Stellantis, Mahindra e Nissan - festeggiare sul podio. Jake Dennis non è riuscito a bissare il successo di San Paolo ed è stato beffato nel finale, nonostante l'attack mode, prima da Oliver Rowland per il gradino più basso del podio e poi da Taylor Barnard in volata per mancanza di energia, mentre Pascal Wehrlein - sfavorito dall'eliminazione nei gruppi in qualifica che lo ha costretto a partire dalla sesta fila - ha chiuso subito dietro in sesta posizione. Un doppio risultato che porta Dennis a perdere la leadership del campionato e Wehrlein a 17 punti dalla vetta dopo due gare e che lascia i due principali alfieri della pattuglia motorizzata Porsche con sensazioni contrastanti.

Per Dennis, il weekend nel complesso può dirsi comunque positivo, vista la leadership ottenuta in FP2 alla quale ha fatto seguito il miglior tempo nella fase a gruppi. L'eliminazione ai quarti di finale però lo ha costretto ad accontentarsi della settima posizione in griglia, dalla quale ha però corso una gara tatticamente buona, al netto del finale dove un sovra utilizzo di energia per cercare di tenere la testa del gruppo lo ha poi portato a perdere ritmo nel finale. Per Wehrlein, invece, una giornata da dimenticare sebbene in una prima fase il tedesco era riuscito anche a portarsi al comando con un uso anticipato di uno dei suoi attack mode.

Non è stata la giornata che speravamo. Eravamo veloci sul giro secco, ma in qualifica purtroppo le cose non sono andate bene dopo un bloccaggio nel mio primo giro. Qui in più hai solo un giro con un buon grip sulla gomma, e quindi siamo partiti in 11^ posizione. In gara siamo risaliti ma abbiamo finito al sesto posto, che sono buoni punti, ma sicuramente ci sono cose che dobbiamo fare meglio.

Porsche in questa fase si è confermata ancora una volta come uno dei marchi di riferimento della serie, ma in Messico fortuna, ritmo e gestione dell'energia non sono state dalla sua parte.

Credits: Cupra Kiro
Credits: Cupra Kiro

Primi punti per Marti

Chi invece, tra i motorizzati Porsche, può sorridere pienamente è Pepe Martí, che ha fatto fronte a una partenza dal fondo per la penalità che gli è stata comminata per l'incidente di San Paolo che lo ha visto ribaltarsi in regime di FCY e una seconda penalità di 60 posizioni - poi convertita in uno stop&go di 10" al via della gara - per la sostituzione di alcuni componenti. Finito in fondo al gruppo in solitaria, per Martí la SC chiamata per il ritiro di De Vries ha aperto le porte a una rimonta imperiosa che lo ha portato a chiudere settimo.

Siamo stati abbastanza fortunati che la FCY sia diventata poi una SC. L'ultima volta ero stato molto sfortunato, questa volta invece è andata meglio. Sono molto contento, abbiamo fatto una gara perfetta dalla ripartenza. Ero ultimo, arrivare settimo è ottimo. Avevo un certo vantaggio con l'energia, ho solo cercato di avanzare, provando a superare, è stato stressante ma sono felice, abbiamo usato gli attack mode al momento giusto. Abbiamo fatto tutto bene. 

Lo spagnolo, favorito anche da una prima parte di gara corsa in modalità safe, ha così sfruttato tutto quello che aveva nella seconda parte di gara, riuscendo a mostrare il suo grande potenziale e dando a Cupra Kiro conferma di come quest'anno si possa contare su due punte, a differenza dello scorso anno dove Beckmann faticava in ogni circostanza. Per il team di proprietà americana, quello di Martí rappresenta il bicchiere mezzo pieno: dall'altra parte del box, infatti, il buon potenziale confermato da Dan Ticktum è andato in fumo nell'episodio che ha portato al contatto da Costa e Gunther, dove è stato coinvolto senza colpe, venendo però costretto al secondo ritiro in due gare. 

Buemi getta via una grande chance

Nel giorno della sua 17^ pole in Formula E - che lo ha portato a pareggiare il record assoluto di Jean-Eric Vergne -, con un errore clamoroso in staccata alla prima curva nel tentativo di difendersi da Barnard, Sébastien Buemi ha gettato al vento una grande chance alla prima curva, rovinando così un pomeriggio di grandi speranze visto l'ottimo ritmo mostrato nel corso delle libere che lo avevano portato ad essere considerato come uno dei favoriti. Ritmo che si è visto nel momento in cui lo svizzero ha rimontato dal fondo del gruppo occupato dopo curva 1 fino al 12° posto, prima dell'uso dell'Attack Mode che lo aveva fatto risalire fino alla sesta posizione e in odore di punti. Tuttavia, una foratura in fase di SC ne ha spento definitivamente le speranze, costringendolo ad accontentarsi di un piazzamento fuori dalla zona punti. 

Credits: FIA Formula E
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Per lo svizzero di Envision, una chance buttata al vento con una staccata sbagliata, ma il valore mostrato nel corso del resto del fine settimana consiglia agli avversari di tenere particolare attenzione anche a lui per il proseguimento della stagione.

Classifica deludente per Jaguar

Chiude ancora con un doppio zero la Jaguar, che in Messico ha comunque mostrato del potenziale che non si è convertito in punti per circostanze sfortunate. Detto di Buemi (Envision è motorizzata Jaguar) che ha conquistato la pole position ma che ha gettato al vento subito le sue speranze di bottino grosso, anche per il team ufficiale il Messico ha costituito un ennesimo passo falso che porta Jaguar TCS Racing ad essere l'unico team ancora fermo a zero punti dopo i primi due appuntamenti. Passo falso nato principalmente da grossa sfortuna: Evans, partito quarto, ha mancato l'attivazione del secondo attack mode e ha così perso l'attimo giusto per restare nella zona alta della classifica, finendo 11° con una foratura dovuta ad un contatto in mezzo al gruppo; da Costa, invece, è finito ko nell'episodio nato dal sorpasso con Cassidy dove è andato a toccare Gunther. Per il brand inglese una prima fase di Season 12 da dimenticare a causa di diversa sfortuna nonostante una buona velocità come conferma il TP Ian James.

Nonostante ci siano sicuramente degli aspetti positivi da portare a casa, non c'è dubbio che il Messico sia stato un round difficile e con un risultato al quale non puntavamo. Avevamo ritmo in alcune fasi e sia Mitch sia Antonio hanno lottato duramente, ma troppe cose ci sono andate contro. Mitch ha mostrato cosa può fare la vettura quando è andato davanti con l'attack mode, ma non è riuscito a rimanere lì con lo svilupparsi della gara. Antonio stava risalendo bene prima del contatto che ha messo fine alla sua gara in anticipo. Cercheremo di fare un reset per Miami analizzando cosa è andato storto, perché la velocità c'è ma abbiamo bisogno di una gara pulita per convertirla in punti.

Mattia Fundarò