Addio a Mike Wilson: la leggenda del kart si spegne a 66 anni
Sei volte campione del mondo e scopritore di talenti, Mike è stato una figura chiave nella crescita di intere generazioni di piloti
Il mondo del motorsport piange in questi giorni la scomparsa di Mike Wilson, leggenda assoluta del karting e figura di riferimento per intere generazioni di piloti. Il britannico, da anni residente in Italia, si è spento il 5 gennaio 2026 all’età di 66 anni dopo una lunga malattia, lasciando un vuoto profondo in uno sport che lo ha visto protagonista prima in pista e poi nel ruolo di mentore.
Per molti, Mike Wilson non è stato soltanto il pilota più vincente della storia del karting, ma un vero e proprio costruttore di carriere, capace di riconoscere il talento grezzo e trasformarlo in eccellenza. Non a caso, Ayrton Senna lo definì come “l’unico pilota che non sono mai riuscito a battere”, una frase che da sola racconta il peso specifico del personaggio.
Il dominio in pista e la rivalità con Senna
Nato a Barnsley nel 1959, Mike Wilson arrivò in Italia giovanissimo, intuendo prima di molti che il cuore del karting mondiale batteva tra la Lombardia e l’Emilia. Negli anni ’80 divenne il punto di riferimento assoluto della categoria Formula K, conquistando sei titoli mondiali, oltre a svariati campionati europei e asiatici, in un’epoca in cui la competizione era feroce e il karting rappresentava una vera palestra di guida.

Indissolubile il suo nome a quello di Ayrton Senna, con cui diede vita a una rivalità entrata nella leggenda. Il loro celebre scontro a Jesolo, all’inizio degli anni ’80, segnò una fase di tensione sportiva che col tempo si trasformò in rispetto reciproco. Quando Mike conquistò il suo sesto titolo mondiale nel 1989, fu proprio Senna a intervenire pubblicamente per sottolineare l’importanza di quell’impresa, lamentando lo scarso spazio dedicatogli dalla stampa.
Un talento che non arrivò in Formula 1
Nonostante risultati straordinari, la carriera di Mike Wilson non proseguì nelle formule maggiori. Il motivo non fu la mancanza di velocità, ma di risorse economiche. Dopo un’esperienza in Formula 3, le richieste finanziarie dei team gli sbarrarono la strada. Una realtà che Mike ha sempre raccontato senza rimpianti, consapevole di aver lasciato un segno profondo dove il talento conta ancora più del budget.
Dalla pista alla cattedra del karting
Appeso il casco al chiodo nel 1989, Mike Wilson iniziò la sua seconda, straordinaria carriera. Divenne costruttore di telai e fondò una propria struttura, trasformandosi in uno dei più influenti talent scout del motorsport moderno. Fu lui a intuire il potenziale di un giovanissimo Fernando Alonso, accompagnandolo al titolo mondiale juniores, così come a seguire piloti del calibro di Juan Pablo Montoya e Lance Stroll.

Negli ultimi anni, Wilson aveva continuato a lavorare ai massimi livelli, entrando nel 2024 a far parte del Mercedes-AMG Formula 1 Junior Team, occupandosi della selezione e della crescita dei giovani kartisti. Un impegno che testimonia quanto la sua esperienza fosse ancora considerata fondamentale in un motorsport sempre più strutturato.
Un’eredità che va oltre i trofei
Mike Wilson lascia un’eredità che va ben oltre i titoli conquistati. È stato un uomo capace di unire rigore tecnico e passione, un insegnante esigente ma leale, convinto che il karting fosse la forma più pura del talento automobilistico. In un’epoca in cui i percorsi sono sempre più standardizzati, la sua figura resta il simbolo di un motorsport fatto di istinto, lavoro e visione.
Il Re del Karting se ne va, ma il suo insegnamento continuerà a vivere in ogni pilota che ha incrociato il suo sguardo prima di una gara.
Simone Cigna