Il Gran Premio del Bahrain non è mai una passeggiata per i debuttanti nel Circus, tra i quali il migliore è stato sicuramente Logan Sargeant. L’americano di Fort Lauderdale ha chiuso in dodicesima posizione, poco lontano dal ben più esperto team mate Albon, decimo sotto la bandiera a scacchi. Non giudicabile, invece, la prestazione di Piastri, le cui ali sono state tarpate da una McLaren a dir poco disastrosa. Sottotono anche Nyck De Vries, al debutto al volante della Alpha Tauri.

Logan tiene il passo

Una rondine non fa primavera, questo è chiaro. Ma nella prima gara dell’anno Sargeant ha sicuramente dato una bella risposta a tutti coloro che erano stati critici nei suoi confronti dopo la promozione in F1. Nella categoria cadetta, per dirla tutta, Logan non aveva certo entusiasmato la passata stagione, agguantando in extremis un risultato utile per il conseguimento della SuperLicenza.

Nel weekend di Sakhir, invece, Sargeant ha mostrato di trovarsi a proprio agio con la vettura e con la pista, forte probabilmente anche dei tanti test e gare effettuate nelle formule propedeutiche in Bahrain. Fatto sta che, in qualifica, l’americano ha fatto segnare un tempo di un paio di decimi superiore a quello di Albon, quindi per nulla negativo. Addirittura, è stato eliminato dal Q2 solo per averlo fatto segnare più tardi rispetto a Norris, che invece è riuscito a qualificarsi; una vera beffa.

In gara, poi, la condotta tenuta da Sargeant è stata esemplare, a partire dallo start in cui ha evitato ogni sorta di guaio. Nel corso del GP non è praticamente mai inquadrato, badando più che altro a tenere il proprio ritmo, approfittando degli eventuali problemi altrui. Il dodicesimo posto finale è un ottimo punto di partenza, ma anche la dimostrazione che il pilota della Florida ha tutte le carte in regola per essere parte del Circus.

Piastri mai in gara, Nyck lotta

Il risultato di Sargeant è sicuramente l’unico soddisfacente per i rookies che popolano la griglia 2023. Tra questi, il più deluso è Oscar Piastri, che è riuscito a disputare soltanto pochi giri con una McLaren alle prese con enormi problemi di natura tecnica. Certo, dopo tutto quanto successo la passata estate, con il suo passaggio a Woking dalla Alpine, l’australiano stesso si aspettava ben altro. Inutile dire che, su di lui, occorre sospendere il giudizio, anche se il distacco rimediato dal team mate Norris in qualifica era abbastanza considerevole.

Ragionamento simile si può effettuare anche parlando di Nyck de Vries. L’olandese era attorniato certamente da grandi aspettative, dopo quanto di buono mostrato al volante della Williams nel one shot di Monza 2022. All’atto pratico, però, ha anch’egli dovuto fare i conti con un’Alpha Tauri non proprio irresistibile; ha mostrato di certo una buona grinta nella lotta a centro gruppo con il team mate Tsunoda, uno di certo poco incline al regalare posizioni.

Insomma, se per Sargeant possiamo parlare di un primo esame superato, se non brillantemente, almeno in maniera agevole, Piastri e De Vries dovranno ripresentarsi alla commissione, anche se per colpe non certamente loro. Ora sta all’americano confermare quanto di buono mostrato in Bahrain già a partire da Jeddah, e all’australiano e all’olandese riprendersi e riportarsi in lotta per i preziosissimi punti, al netto delle sfortune tecniche delle rispettive vetture.

Nicola Saglia

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