WRC | Solberg uomo del Monte, Lancia incoraggiante
Una gara dominata dallo svedese e dalle Toyota quella monegasca, mentre la Ypsilon HF si ritaglia il proprio spazio nel WRC2

In pochi, ormai, avevano dubbi a proposito del fatto che Oliver Solberg potesse essere la stella nascente del mondo WRC, in grado in qualche modo di prendere il ruolo che era stato di Kalle Rovanpera. Il Rally di Monte Carlo appena concluso ci ha dato la conferma in questo senso, ma ha anche detto qualcosa in più sul talento svedese. Nel WRC2, intanto, il ritorno a livello mondiale di Lancia è stato dolceamaro, ma con diverse indicazioni incoraggianti.
Oliver leader maxìmo di un Monte vecchio stile
La 94° edizione del Rally di Monte Carlo è stata una delle più complicate e interessanti degli ultimi dieci anni grazie, soprattutto, alle condizioni meteo che team e equipaggi si sono trovati a dover affrontare. Neve, verglas e quello che gli inglesi chiamano slush, la poltiglia creatasi allo scioglimento del ghiaccio sull’asfalto: tutti fattori che hanno creato condizioni mutevoli e contribuito a nascondere insidie ad ogni cambio di direzione. Un Monte così complicato non si vedeva da diversi anni, e già la seconda prova speciale di Esclangon, disputatasi giovedì in serata, ha iniziato a mietere vittime come McErlean e Pajari, certamente i due più deludenti del weekend sulle Alpi francesi. Ma i colpi di scena sono continuati per tutta la durata della gara, conclusasi con il classico passaggio sul Turini.
Occorre sottolineare come il dominio Toyota non sia stato sostanzialmente mai in discussione in nessuna delle 17 speciali in programma; Hyundai è parsa sottotono anche rispetto al finale della stagione 2025, con tanti problemi di feeling denunciati in particolar modo da Thierry Neuville. All’interno dello squadrone giapponese, poi, Oliver Solberg ha fatto la differenza in maniera molto significativa. Mentre Evans e Ogier, che alla fine lo hanno accompagnato sul podio, si lamentavano in continuazione delle Hankook portate all’evento, lo svedese ha spinto in pratica dall’inizio alla fine commettendo anche diversi errori che avrebbero potuto rovinargli il weekend. La sensazione che ha dato in ogni momento, però, è stata quella di una tranquillità assoluta, di una capacità di continuare a spingere pur gestendo la situazione che ha letteralmente ridotto gli avversari all’impotenza.
Come egli stesso ha dichiarato alla fine del rally, è ancora presto per parlare di Mondiale, è evidente. La sensazione, però, è che non sia cambiato troppo in merito ai valori in campo tra i team, e Oliver, tra 2025 e 2026, ha disputato due gare sulla Toyota Yaris GR1 e le ha vinte entrambe. Se tanto ci da tanto, difficile non considerarlo tra i favoriti, quantomeno per lottare fino in fondo.
Hyundai fuori fase, buon debutto per Armstrong

Non si aspettavano certamente, gli uomini di Abiteboul, di dover aspettare la Super Speciale ricavata nelle strade del Principato di Monaco per poter festeggiare la prima vittoria stagionale. Un inizio stagione decisamente in salita, con troppe ombre per i piloti della Casa coreana, che ha tra l’altro salutato il ritorno nel Mondiale di Hayden Paddon. Neuville, e soprattutto Fourmaux, pensavano e speravano di fare molto meglio in questa prima uscita stagionale del WRC. Ora, secondo quanto dichiarato dal Direttore Sportivo Andrew Wheatley, l’imperativo è riscattarsi in Svezia. La conformazione diversa e il disegno più lineare delle prove scandinave potrebbe giocare a favore delle i20, ma sinceramente pare che il lavoro da fare sia tanto.
I nostri piloti hanno dato il massimo. Adesso pensiamo alla Svezia, dove grazie alla potenza del nostro motore e a prove speciali più lineari puntiamo a riscattarci. Avremo in macchina Lappi a Umea e poi anche al Safari.
In casa M-Sport, invece, lo zero portato a casa dai tre equipaggi è forse poco veritiero. Una menzioneparticolare merita il debutto assoluto di Jon Armstrong. L’irlandese ha svolto un rally di altissimo livello, chiudendo il giovedì addirittura in terza posizione. Solo un errore alla penultima P.S. di Col de Braus, quando veleggiava stabilmente in sesta piazza, lo ha privato dei primi punti Mondiali; un vero peccato, perché la prestazione c’è stata tutta. Chi invece deve darsi una regolata al più presto è Josh McErlean; l’altro irlandese è veloce e quando vuole sa anche essere consistente, ma nel weekend monegasco ha commesso veramente troppi errori. Dopo un anno di apprendistato, ora deve mettere a frutto l’esperienza accumulata a lavorare al massimo per far crescere il team, che peraltro a Gap ha confermato di essere al lavoro sulla vettura del 2027.

Lancia: le prestazioni ci sono
Non ce ne vogliano il vincitore Léo Rossel e, soprattutto, Roberto Daprà e Luca Guglielmetti, meravigliosi secondi classificati nel WRC2 sul podio di Monaco, ma gli occhi di tutti, sulle speciali francesi, erano puntati sulle Lancia Ypsilon HF che hanno riportato lo storico marchio italiano nel Mondiale. Il fine settimana ha dato diversi spunti positivi per quanto le riguarda le vetture preparate da PH Sport, che però si è trovato subito a dover affrontare una vera e propria doccia fredda. Mentre Nikolay Gryazin, infatti, portava la Ypsilon davanti a tutti, il suo team mate Yohann Rossel andava a sbattere danneggiando l’anteriore destro, e dovendo per forza ritirarsi. Il pilota russo con licenza bulgara ha poi commesso alcuni errori, ma era riuscito a recuperare terreno fino all’uscita definitiva a La Bréole con una sospensione fuori uso, che in pratica lo ha privato della prima posizione in classifica.

Un vero peccato che non siano arrivati risultati migliori, perché le prestazioni sono state senza dubbio positive e soddisfacenti per il marchio torinese portato in gara dalla compagine francese. Da Rossel e Gryazin, ovviamente, ci si aspetta che certi errori vengano limitati, ma siamo solo alla prima gara ed entrambi, nel corso del lungo weekend, hanno dimostrato di saper essere veloci ed efficienti. Le prossime uscite ci daranno il reale valore della Lancia Ypsilon HF, la cui base di partenza sembra comunque essere ottima.
Nicola Saglia