Matteo Nannini, quest’anno rookie nel campionato di Formula 3, ha senz’altro avuto modo di dare prova del suo spirito combattivo nel corso delle cinque gare disputate nelle ultime sei settimane. Un calendario così fitto ha decisamente portato piloti e addetti ai lavori a sostenere ritmi massacranti, tra viaggi e preparazioni. Ed è proprio nel corso del suo viaggio da Silverstone a Barcellona che noi di LiveGP.it siamo riusciti a intercettarlo per tracciare un bilancio del suo ingresso in F3.

Un inizio in salita

Per il forlivese si è trattato di un inizio in salita tra le fila del team Jenzer Motorsport, con il quale finora ha ottenuto un 16° posto come miglior risultato.

Nel corso delle prime cinque tappe, Matteo Nannini ha avuto modo di misurarsi con gli altri talenti della F3 tra battaglie, sorpassi, contatti, affrontando talvolta alcuni problemi tecnici che lo hanno visto uscire di scena incolpevole in più occasioni.

Per questo inizio di stagione ci aspettavamo qualcosa in più, ma da ogni weekend abbiamo saputo trarre delle note positive apprendendo cose nuove. Ciò che ho imparato dalla prima gara è che il 90% del weekend lo fa la qualifica, in cui bisogna essere al top. Dobbiamo infatti lavorare su questo perché in gara sento bene la macchina, ma in qualifica io e i miei compagni di team siamo ancora lenti”.

“Devo dire che, comunque, non ho risentito più di tanto del lockdown nel momento del ritorno in pista. Ai test prima della gara di apertura a Spielberg mi sono adattato subito alla monoposto senza sentirmi arrugginito”.

Il paddock ai tempi del Coronavirus

L’emergenza Covid-19 ha senz’altro messo a dura prova il personale dal punto di vista organizzativo e logistico, ma nonostante l’obbligo di distanziamento sociale Nannini non nota particolari differenze rispetto al periodo pre-pandemia all’interno del paddock.

Non ho notato differenze nel paddock: si arriva, si passano i tornelli e ognuno si dirige direttamente verso la propria tenda. Per quanto riguarda il paddock di F2 e F3, distanziamento sociale a parte, non è cambiato nulla perché il personale delle due categorie si trova nella stessa area da sempre. Non c’è nulla di diverso, se non che manca il pubblico e gli ospiti che popolavano il paddock normalmente”.

Ogni 5 giorni vengono effettuati i tamponi. Se ne occupa una compagnia nel paddock e il processo è molto sistematico: il pass viene scannerizzato e una volta effettuato il test ci attaccano un adesivo nuovo”.

Dall'Hungaroring a Silverstone: la svolta

Tornando all’azione in pista, Matteo Nannini ci riporta in Ungheria, dove è andato in scena il weekend più negativo dal suo debutto.

E’ stato forse il weekend più difficile, pioveva tantissimo e in qualifica ho avuto diversi problemi di set-up. Poi in Gara-1 alla un problema sull’indicatore del volante in regime di Safety Car mi ha impedito di portare a termine la sua rimonta perché mi veniva segnalato che dovevo distanziarmi dal gruppo."

"In più non avevo la radio a disposizione per comunicare con il team. In Gara-2, invece, ho chiuso 25° a causa di un contatto che ha ancora una volta vanificato la mia rimonta”.

“Dopo la pioggia viene il sereno”, scriveva Gianni Rodari. E’ il caso del double-header successivo in quel di Silverstone, che ha rappresentato una svolta nel mindset e nella competitività di Nannini in gara. Ancora più curioso è il fatto che dietro a questo cambiamento si celi...la frizione!

A Silverstone ho cominciato a vedere la luce. In Gara-1 mi ricordo che via radio ho detto che la macchina mi piaceva, mi trovavo bene. Anche se sono partito 26° con le gomme vecchie e avevo già problemi al volante perché si era allentato un pezzo, al primo giro avevo già recuperato ben 4 posizioni”.

“Dal primo weekend di Silverstone è stato un crescendo, dato che il GP del 70° Anniversario è stato il mio miglior fine settimana in F3 finora. La qualifica è stata molto tirata e ho chiuso 14°, mentre in Gara-2 sono arrivato 16° in rimonta ed è stato il mio miglior risultato. Ho portato a casa dei sorpassi in cui mi sono detto 'Qui o passo io, o passo io' ed è stato proprio così”.

Il segreto

“Di fatto in Gara-2 avevo una marcia in più alla partenza perché mi hanno spiegato che, per quanto riguarda la frizione, bisogna usare la rotellina numero 3 sul volante quando la pista è gommata. Io, prima di quel momento, avevo sempre usato erroneamente la numero 1, che sull’asciutto non porta a un rilascio aggressivo e mi aveva causato qualche difficoltà allo start”.

Svelato quindi il segreto per attaccare dai primi metri, Nannini ricorda soddisfatto la rimonta e i duelli avvenuti in Gara-2, la più recente, che lo ha visto partire dal fondo e risalire di ben 14 posizioni.

Mi sono divertito molto nella lotta con Fittipaldi, che poi ho superato all’esterno in curva 7, e anche alla ripartenza dalla SC contro Sophia Floersch. Ho letteralmente lanciato la macchina e sono stato cattivissimo nel sorpasso, ci passava solo una macchina in quel punto!"

"Mi è piaciuto anche battagliare con Fernandez in Gara-1, indipendentemente da come è andata, dato che nel duello con me non ha avuto vita facile”.

Eyes on the prize

Matteo Nannini continua a tenere lo sguardo fisso sull’obiettivo della zona punti con ancora quattro weekend a disposizione, di cui due in Italia.

In Spagna dobbiamo cercare di focalizzarci sulla qualifica e commettere meno errori. Personalmente non vedo l’ora di tornare a correre nelle piste che già conosco, dove ho più confidenza. Conosco bene Barcellona, ho fatto dei test a Monza e ho avuto modo di girare molto anche al Mugello con la Formula Regional. Sono comunque curioso di guidare anche a Spa, una pista in cui non ho mai girato.

Anche se il calendario della F3 per ora termina con il weekend del Mugello, il pilota forlivese non ha potuto non commentare lo storico ritorno della F1 a Imola dopo 14 anni di digiuno.

Il ritorno di Imola nel calendario mi ha sorpreso tantissimo. Avere tre gran premi in Italia quest’anno è una notizia eccezionale”.

“Sarà interessante anche vedere il format su due giorni. Sarà più simile alla Formula 3, dato che noi nelle prove libere facciamo al massimo 6 giri, non abbiamo la possibilità di testare qualifica e gara insieme nella stessa sessione. Ecco, se la F1 ci regalasse una sessione di prove libere in più non sarebbe male! (ride)”

Beatrice Zamuner

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