Credits: Simon Galloway, FIA Formula E media bank
Credits: Simon Galloway, FIA Formula E media bank

Con la doppietta nell'ePrix di Montecarlo, Jaguar TCS Racing estende il suo dominio nel Campionato di Formula E per quanto riguarda le scuderie, con il team che si porta a 172 punti, con un cospicuo vantaggio sui diretti inseguitori del Tag Heuer Porsche Formula E Team, fermi a 128 punti.

Risultato di squadra

Sia Mitch Evans che Nick Cassidy avevano dimostrato un buon ritmo in qualifica, ma entrambi hanno messo assieme dei piccoli errori che hanno pregiudicato la doppietta in prima fila. Per quanto il duo abbia preso il via dalla terza e quarta piazza, la dinamica di gara ha fatto consentito al team Jaguar di prendere in blocco il comando delle operazioni, inizialmente sfruttando l'attack mode utilizzato forse troppo precocemente da Pascal Wehrlein e Stoffel Vandoorne. 

La scuderia inglese ha usato proprio la modalità di attacco con una logica da “formazione” per portare a casa il risultato. Questo ha permesso una gestione serena di una gara molto disordinata nel gruppo degli inseguitori, soprattutto durante i due periodi di neutralizzazione. A quanto si apprende, l'istruzione interna al team, che congelava la situazione ai quattro quinti di gara, avrebbe consentito a Evans di vincere su Cassidy. Anche se questo risultato va in controtendenza con le posizioni nel campionato piloti.

Impegno rivolto al futuro

Credits: Sam Bagnall, FIA Formula E media bank

Il miglior risultato possibile arriva a breve giro con l'intenzione della scuderia di competere anche con le specifiche Gen4 della Serie. Questo impegno sul medio-lungo termine nella Formula E viene incontro alla strategia automative del marchio, che sembra sempre più orientata verso l'elettrico. Del resto, i recenti forti investimenti in tal senso, dimostrano la direzione intrapresa dal marchio.

L'intenzione di rimanere nell'ambito più competitivo del panorama elettrico affonda le radici piuttosto lontano nel tempo, come segno di rinascita dopo l'ultimo impegno sportivo di un certo livello che ha visto Jaguar spendere fin troppe risorse con risultati terribili: la F1.

Parte delle problematiche relative al progetto nel Circus andavano cercate nelle logiche amministrative ed organizzative, soprattutto con il gruppo Ford. Oggi le cose sono completamente differenti e l'impegno pare più strutturato, senza troppe frammentazioni. Jaguar probabilmente traduce meglio i propri messaggi di marketing nella Formula E: poiché la sala dei trofei ha molto spazio, oltre alle ragioni commerciali, intravediamo sullo sfondo anche un desiderio fondamentale di vincere.

Fame

James Barclay, Team Director in Jaguar, ha dichiarato:

"Se si considera l’importanza della Formula E come apice delle corse elettriche, è la nostra F1. In quanto azienda produttrice di auto completamente elettriche, essere coinvolti nell’apice delle corse elettriche è la soluzione perfetta. Gli ultimi dieci anni sono stati incredibilmente positivi e sono davvero orgoglioso della squadra dall’inizio fino ad ora, essendo una protagonista regolare in questo campionato".

Jaguar ha messo dunque sul tavolo un impegno sportivo puntando al 2030, in un periodo di tempo nel quale la Formula E prospetta un cambio tecnico e tecnologico radicale. La doppietta di Montecarlo, in un certo senso, sembra dare prova tangibile di quanta sia la “fame” del marchio inglese nel portare risultati a casa da questo corso sportivo.

Luca Colombo