Il 30 Maggio 2021 ha segnato il giorno più triste nel paddock MotoGP negli ultimi anni. Il pilota del team PrüstelGP in Moto3 Jason Dupasquier ha perso la vita a soli 19 anni. A seguito dell'incidente in Q2 proprio al Mugello, il pilota svizzero ha combattuto tutta la notte all'ospedale Careggi di Firenze, ma il quadro neurologico di Dupasquier non è migliorato nonostante l'intervento.

L'INCIDENTE

È il Q2 della Moto3 al Gran Premio d'Italia: ultimo giro disponibile. Tatsuki Suzuki ha appena fatto segnare il miglior tempo nonché record della pista in 1:56.001. Coloro che hanno attraversato la linea del traguardo prima della bandiera a scacchi, possono e devono ancora spingere. In particolare, un gruppetto formato da Niccolò Antonelli, Stefano Nepa, Sergio Garcia, Dupasquier e Ayumu Sasaki si trova a metà pista circa. In ingresso dell'Arrabbiata 2 Garcia si butta all'interno dello svizzero, superandolo.

In uscita di curva Dupasquier perde il controllo della sua KTM, provocando così una scivolata. Il classe 2001 è stato colpito prima dalla sua stessa moto, poi dall'incolpevole Sasaki, che si è ritrovato il #50 davanti e non ha potuto evitarlo. Coinvolto nell'incidente anche Jeremy Alcoba.

IL RICORDO DELLA DOMENICA

La notizia della morte di Dupasquier è arrivata proprio durante la gara di Moto3. Lo stesso team PrüstelGP aveva già deciso che non avrebbe corso con il proprio pilota Ryusei Yamanaka, così come il connazionale Tom Lüthi in Moto2. Una volta che la tragica notizia si è diffusa nel paddock Dorna ha deciso di fare un minuto di silenzio prima della gara di MotoGP.

Questa decisione poi sarà vittima di molte critiche, specie da parte dei piloti. In particolare il vincitore di quest'anno, Francesco Bagnaia, è stato categorico riguardo la gestione da parte degli organizzatori. Il pilota Ducati ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport MotoGP: "Abbiamo perso un ragazzino di 19 anni. La dispersione della notizia è stata gestita male secondo me. Già era difficile accettare l'incidente ieri: il minuto di silenzio mi ha scosso davvero tanto. Non ero sereno in moto, non mi frega niente di essere caduto oggi. Fosse successo a un pilota di MotoGP, oggi probabilmente non avremmo corso."

Il vincitore della gara, Fabio Quartararo, ha invece dedicato la propria prestazione al giovane collega scomparso: "Vincere è sempre bello, ma con la dedica a Jason lo è ancora di più. Il minuto di silenzio è stato davvero duro, in gara era difficile rimanere concentrati. Appena sono salito in moto non mi è più interessato nulla di nessuno: volevo vincere e dedicare a Jason e alla sua famiglia la vittoria."

I TRIBUTI A JASON QUESTO WEEKEND

Il motomondiale non si è dimenticato del proprio pilota, nemmeno ad un anno di distanza. Fabio Quartararo, dopo il podio di domenica, ha percorso il giro d'onore al Mugello con la bandiera di Jason. Il giovedì tutto il team PrüstelGP si è recato in pista per andare a salutare il proprio pilota.

Non da meno il compagno di Dupasquier nel 2021, Ryusei Yamanaka. Il giapponese è arrivato 5° nella gara di Moto3, ad un soffio dal podio. Questo è stato il miglior risultato di carriera per il #6, il quale aveva delle intenzioni ben chiare per questo weekend: "Ho dato tutto, eravamo così vicini al podio. Avevo deciso di fare podio settimana scorsa per ricordare Jason: non ci sono riuscito, ma questo è il mio miglior risultato."

È PASSATO UN ANNO: COSA È CAMBIATO?

Dopo la morte di Dupasquier molti discorsi riguardo il format di qualifica in Moto3, ma nulla è cambiato. C'è da dire che specialmente negli ultimi mesi i piloti della classe leggera hanno cambiato il proprio approccio. Specie in qualifica, non si vedono più piloti in una ricerca esasperata del traino perfetto per fare il tempo. Anzi, in questo 2022 si è visto come le gare di Moto3 siano state combattute da un ristretto gruppo di piloti in testa alla corsa.

Parlando della Direzione Gara, ancora sono molti i passi da fare per quanto riguarda la sicurezza. Proprio al Mugello, nel corso delle FP2, un'esposizione lenta della bandiera rossa a seguito dell'incidente di Ayumu Sasaki avrebbe potuto costare davvero caro al pilota del Max Racing Team. Un altro esempio è l'incidente durante le FP3 a Austin che ha visto coinvolto Alberto Surra: anche in quel caso una mancanza di prontezza da parte di Dorna ha reso il tutto più pericoloso di quanto già non lo fosse.

C'è poco da fare: il motociclismo è stato, è e rimarrà per sempre uno sport pericoloso a prescindere dagli standard di sicurezza. La cosa buona per tutti è che non c'è un limite alla sicurezza, quindi nel corso degli anni verranno fatti sempre più passi avanti su questo tema.

Valentino Aggio

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