Credits: Yamaha Racing
Credits: Yamaha Racing

Il Lusail International Circuit, dopo un anno di stop, tornerà ad aprire il sipario sulla stagione MotoGP 2024. Riparte dal Qatar la sfida tra Francesco Bagnaia e Jorge Martín per l'iride, con molti altri possibili protagonisti a scalpitare dietro i due ducatisti. 

Le nuove concessioni

Si parte dalle novità regolamentari in MotoGP, che hanno fatto parlare più di qualcuno nell'arco dell'inverno. In breve, Dorna ha deciso di dividere i costruttori in quattro categorie, in base ai punti conquistati nello scorso campionato. L'unica a rientrare nel gruppo A è Ducati, dominante nel 2023 e grande favorita anche per quanto riguarda l'imminente stagione. Il costruttore di Borgo Panigale non avrà la possibilità di fare wild-card, un solo aggiornamento aerodinamico e non potrà sviluppare il motore, congelato ad inizio dell'anno. Limitati anche i set di gomme nel corso dei test privati. Non essendoci nessuno nel gruppo B, Aprilia e KTM rientrano nel terzo concentramento, ovvero il C. Avranno praticamente carta bianca Yamaha e Honda, con i due colossi giapponesi ormai da anni in crisi. 

21 appuntamenti nel 2024, già saltata l'Argentina

Dovevano essere 22 i Gran Premi della prossima stagione MotoGP, ma ancora prima del “via” Dorna ha già dovuto rinunciare ad una tappa. Si tratta del Gran Premio d'Argentina che, originariamente, si sarebbe disputato come terzo appuntamento dell'anno, ha visto la bocciatura da parte del nuovo governo. Javier Milei, nuovo primo ministro argentino, ha attuato una forte politica di tagli spese: uno dei primi eventi a saltare è stato proprio il Gran Premio della MotoGP, con moltissimi dubbi anche per quanto riguarda l'apertura del mondiale motocross prevista proprio per Domenica 10 Marzo. Per quanto riguarda il resto delle tappe, dopo il Qatar si aprirà brevemente la stagione europea con il GP del Portogallo, per poi volare negli Stati Uniti, più precisamente ad Austin. Unica novità nel calendario è Sokol, ossia il Gran Premio del Kazakistan, programmato per il 14/16 Giugno. Le gare europee finiscono con Misano, mentre il paddock del Motomondiale si sposterà verso l'India, GP già notoriamente a rischio nonostante una prima edizione soddisfacente. Il campionato vedrà la sua fine il 17 Novembre, come ormai da anni a Valencia. 

Francesco Bagnaia va per il tris, sarà Jorge Martín a fermarlo?

A seguito dei test in Malesia e proprio in Qatar, Francesco Bagnaia rimane il favorito d'obbligo per quanto riguarda il campionato MotoGP 2024. Il piemontese si è dimostrato decisamente a suo agio con la Desmosedici GP24, chiudendo al top delle graduatorie sia a Sepang che a Lusail. Il #1 non avrà di certo vita facile, come dimostrato già lo scorso anno da Jorge Martín. Nonostante un inverno non di certo dominante come quello di “Pecco”, lo spagnolo di Prima Pramac Racing rimane il rivale numero uno per il bi-campione iridato. 

Non sarà solamente Bagnaia vs. Martín come nella scorsa stagione, o almeno così dicono i test. Enea Bastianini sembra decisamente tornato quello del 2022, capace di vincere con Gresini Racing e convincere i vertici Ducati a promuoverlo nella formazione ufficiale. Occhi puntati, ovviamente, anche sulle altre Ducati: c'è grande curiosità per Franco Morbidelli, anche se non ha preso parte ai test dopo la caduta di Portimão. Il Pertamina Enduro VR46 Racing Team schiera Marco Bezzecchi, già 3° lo scorso anno, e un Fabio Di Giannantonio che arriva da un'ultima parte di stagione formidabile.  

Marc Márquez tornerà alla vittoria con Ducati?

Il tema con la “T” maiuscola è senza dubbio il debutto di Marc Márquez con la Ducati GP23 di Gresini Racing. Dopo undici stagioni legato a HRC, l'otto volte campione del Mondo ha accettato la sfida Ducati pur di tornare vincente, anche se con una formazione privata come quella faentina. Márquez tornerà in squadra con il fratello Álex, reduce da una buona stagione con il team capitanato da Nadia Padovani. I test non sono stati troppo indicativi per il #93, che spesso e volentieri non si è pronunciato troppo contento di come ha guidato nel pre-stagione. Nonostante ciò, Márquez ha chiuso le prove in Qatar al 4° posto a soli 3 decimi dalla vetta della classifica. Alcuni lo danno campione, altri già pregustano il flop dello spagnolo con il brand di Borgo Panigale: solo il tempo saprà dare una risposta ad uno dei movimenti di mercato che, indipendentemente dal risultato, rimarrà nella storia del Motomondiale. 

Aprilia o KTM: a chi il ruolo di antagonista?

Per fronteggiare quella che è stata scherzosamente (ma neanche troppo) chiamata “Ducati Cup" c'è una poltrona per due. Infatti, sia KTM che Aprilia hanno dimostrato di avere i numeri per fronteggiare le otto Desmosedici presenti in pista. La coppia ufficiale di Noale formata da Aleix Espargaró e Maverick Viñales parte sicuramente con i favori del pronostico, visti i risultati degli scorsi test. Allo stesso tempo sembra impossibile tirare fuori dalla lotta iridata un pilota del calibro di Brad Binder: KTM investe parecchio in MotoGP ed il sudafricano è uno dei più talentuosi della griglia. Dall'altra parte del box Jack Miller è chiamato ad una stagione di riscatto dopo un 2023 con più ombre che luci. A Mattighofen si respira già un'aria pesante, visto l'imminente debutto in top class da parte di Pedro Acosta. L'iridato Moto2 in carica potrà dare fastidio agli ufficiali, così come in Aprilia succederà con la coppia del neonato Trackhouse Racing di Miguel Oliveira e Raúl Fernández. 

Honda e Yamaha: una montagna da scalare

Finendo il giro di tutti i costruttori presenti in MotoGP, il tasto dolente è senza dubbio rappresentato dalle giapponesi Honda e Yamaha. Le due case nipponiche continuano a faticare parecchio nel processo di occidentalizzazione necessario per raggiungere il livello delle case europee. Sia a Tokyo che a Iwata sono saltate parecchie teste, con un mercato di ingegneri e figure manageriali importante da entrambi i lati. I piloti di talento, soprattutto in Yamaha, di certo non mancano. Fabio Quartararo è ancora quello che ha vinto il titolo nel 2021 e lo ha sfiorato nel ‘22, mentre torna su un quattro cilindri in linea Álex Rins. Honda ha accolto all’interno dei propri box, tra team interno e la formazione LCR, due piloti pragmatici come Luca Marini e Johann Zarco. I due hanno portato il know-how di Ducati ai tecnici giapponesi, cercando così di guidare la risalita di un colosso come HRC. I due costruttori del Sol Levante sono ancora ben lontani dalla vetta delle classifiche, ma le concessioni daranno una grossa mano nella risalita.

Valentino Aggio

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