Più che al green della sostenibilità questa Formula E organizzata nel pieno del mese di luglio a Roma fa pensare al colore di un deserto infuocato. Nel paddock l’atmosfera è sempre la stessa, di gioiosa curiosità e colorato entusiasmo, moderato ma educato. Si respira l’aria di festa di un grande evento, bene organizzato negli ampi spazi del quartiere più moderno della capitale. Ma si respira l’aria bollente dell’anticiclone Caronte che con sui 40 gradi percepiti scioglie l’asfalto e smorza l’entusiasmo della folla.

FAN E OMBRELLINI

Quelle che una volta erano l’emblema del motorsport, ormai relegate dalle griglie di partenza alle fan zone, vale a dire le ombrelline, si possono trovare numerose in giro per le due fan zone presenti qui all’EUR, intente a distribuire cappellini e ventagli agli appassionati che sfidano il sole di un luglio quantomai caldo. La canicola brucia la pelle e fiacca spirito ed energie del pubblico che si rifugia sotto i tendoni degli sponsor fingendo interesse per la diavoleria di turno. Spettatori in numero contenuto e tribune certo non straripanti, così come la sala stampa che offre parecchi posti liberi.

PROPRIO SICURI DEL CALENDARIO?

Tra i commenti raccolti dai colleghi si registra qualche malumore sulla scelta di una data come questa per la gara di Roma. Trasporti e logistica della città non aiutano, specialmente sotto il sole estivo. Un calendario intenso come quello della Formula E non lascia molto spazio di manovra e la scelta di questa data è già stata riconsiderata. Ma messo da parte il calendario rimane la bellezza di uno dei tracciati più maestosi della categoria. L’architettura razionalista e l’impronta novecentesca di tutta l’area crea una cornice perfetta con la modernità della classe elettrica, un connubio di modernità e futuro che è unico nel calendario.

E POI C'È TUTTO QUELLO CHE È LA FORMULA E

Rimane tutto il buono della categoria. L’apertura a fan e giornalisti, il clima rilassato, entusiasmo del pubblico più contenuto del solito. Le interviste ‘open’ a disposizione di tutti, le sessioni di autografi direttamente davanti ai box su tavolini approntati per l’occasione, un po’ come una volta. La chiacchiera con il pilota torna ad essere un piacere libero, un confronto colorito e non necessariamente formale, senza la presenza di addetti stampa invadenti. C’è una serie giunta alle nona stagione che continua ad attrarre grandi produttori e case automobilistiche più di altre e che offre una bella vetrina, anche sportiva, sempre in crescita.

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TRA FAN ZONE E TURISTI

Due le aree fan zone per il pubblico, una a ridosso del paddock l’altra accanto alla zona del traguardo. Queste aree di svago diventano oasi di salvezza per gli spettatori che sfuggono dal sole e dalla calura infernale. Molto apprezzati, come testimoniato delle code interminabili, i simulatori di guida che offrono un contest fra tutti i partecipanti e i numerosi stand istituzionali. Ventilatori e nebulizzatori d’acqua aiutano a sopravvivere, ma il vero motore della passione resta l’azione in pista. Per quella ancora qualche minuto, e poi via, per 45 minuti di emozioni.

Da Roma, Stefano De Nicolò