In questa puntata di "F1 Dossier" andiamo ad analizzare uno dei casi più strani e forse meno discussi della Formula 1 moderna: le interferenze elettromagnetiche. Oggi le monoposto sono schermate e protette da questo genere di problematica, ma è stato sempre cosi?

GP SINGAPORE 2008

Torniamo indietro nel tempo fino al GP di Singapore 2008. Questa gara sicuramente verrà ricordata come una delle più controverse della storia del Circus; ci fu infatti il celeberrimo “scandalo crashgate” in cui Nelson Piquet Jr fu costretto ad andare a sbattere per favorire la vittoria del compagno Fernando Alonso. Ma questo caso, passato alla storia come uno tra i più eclatanti , ha forse coperto un altro grande mistero: le interferenze elettromagnetiche che hanno condizionato pesantemente quella gara di F1. Per tutto il weekend infatti molti piloti avevano segnalato delle anomalie radio in prossimità del ponte Anderson, ma senza nessuna significativa conseguenza a parte lo strano disturbo. Almeno fino a quando non si è iniziato a fare sul serio.

IL PIT-STOP DI MASSA

Ma andiamo con ordine, siamo al giro 15 quando Nelson Piquet Jr. va a schiantarsi volontariamente contro le barriere alla curva Raffles Avenue, scatenando la safety car e la girandola di pit-stop che ne consegue. Felipe Massa effettua la sua sosta ma qualcosa va storto. Il brasiliano riparte con il bocchettone della benzina attaccato, trascinandolo per vari metri insieme ai meccanici in quella che sembra una scena tragicomica.

La causa? L’errore di un sensore che avrebbe segnalato a Massa il momento sbagliato in cui ripartire. Ma siamo sicuri che si sia trattato solo di un malfunzionamento? Potrebbe avere a che fare con le interferenze elettromagnetiche? Sembra strano un errore del genere in un momento così cruciale della gara. Sta di fatto che proprio in quella occasione, venne utilizzato l'avveniristico semaforo invece del classico "lollipop". Coincidenza? Forse, ma Felipe Massa a causa di questo "malfunzionamento" ha rovinato completamente la sua gara e con il senno di poi un Mondiale.

IL RITIRO DI WEBBER

Ma andiamo avanti, Mark Webber con la sua Red Bull sta conducendo un ottima gara e si trova nelle prime tre posizioni dopo il caos scatenato da Piquet Jr. e dal pit-stop di Massa. Improvvisamente il pilota australiano, nel tentativo di inserire una marcia, manda in frantumi la scatola del cambio ed è costretto al ritiro. Questo problema sarebbe stato causato proprio da delle interferenze elettromagnetiche che avrebbero fatto calcolare al sensore l’inserimento di due marce invece che una. E guarda caso proprio dopo il passaggio sotto il ponte Anderson, un altra strana coincidenza non trovate?

Eloquenti a tal riguardo sono le parole dell’allora Team Principal di McLaren Tim Goss, che qualche anno dopo quel famigerato Singapore 2008 aveva dichiarato: “Il primo anno non sapevamo che pesci pigliare, le macchine a Singapore passano sopra qualcosa posto sottoterra che genera dei conflitti a livello elettrico. I sensori nei pressi dell’Anderson Bridge mostrano dei valori sballati che spostano i settaggi dell’acceleratore e della frizione. L’interferenza dura veramente pochissimo, il problema è che se questo accade quando si cambia una marcia si può rompere il cambio perché vengono spostati i delicatissimi rapporti tra acceleratore e frizione”.

CONCLUSIONI

Da allora i team si sono attrezzati per risolvere il problema schermando le monoposto, e le interferenze non si sono più ripresentate a Marina Bay. Noi siamo convinti che qualcosa di strano sia accaduto in quel di Singapore, accidentale o meno. L'interferenza potrebbe essere anche collegata ad un fattore "ambientale", come il sovraccarico della rete dovuta alle troppe persone connesse nello stesso momento nell'area della metropoli asiatica.

Questo articolo è basato esclusivamente su opinioni personali su fatti e strane coincidenze avvenute in uno dei GP più controversi della storia della F1. Non è nostra intenzione urlare al complotto, ma lo scopo è di portare alla luce un caso, quello delle interferenze elettromagnetiche, che hanno avuto un ruolo importante nello svolgersi di questa gara in particolare. Non possiamo dire se sia soltanto una coincidenza oppure siamo di fronte a qualcosa che non è stato analizzato fino in fondo.

Ai posteri l’ardua sentenza.

Julian D’Agata

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