Credits: Chang Circuit Buriram
Credits: Chang Circuit Buriram

La riaccensione del conflitto tra Thailandia e Cambogia potrebbe coinvolgere la MotoGP. Il Chang International Circuit di Buriram è infatti diventato un centro di accoglienza, mettendo così a rischio l’apertura del Motomondiale 2026.

Storia della guerra Thailandia-Cambogia e gli ultimi avvenimenti

Quella tra i due paesi del sud-est asiatico è un rapporto di difficile convivenza che dura da molto più tempo rispetto ad altri conflitti. La causa è infatti dovuta alla contesa di un confine di 800 km che dura dall'800, ossia all’alba dell’Indocina nel periodo coloniale francese. Da allora quella zona è sempre stata un'area a rischio tra i due paesi, soprattutto in questi ultimi anni: già ci furono ripercussioni nella scorsa estate con 48 morti che portarono ad un cessate il fuoco che però è stato violato nella giornata di lunedì, con la Thailandia che ha annunciato la morte di un loro soldato da parte della Cambogia, e quest’ultima di quattro civili dalla parte opposta.

Tra le provincie situate nella zona di confine c’è anche quella di Buriram, con il circuito che dopo la riaccensione del conflitto, si è trasformato in un hub che ha accolto 15mila sfollati con lo scopo di dare loro rifugio dalle armi da fuoco. A testimoniare il momento drammatico ci sono le immagini pubblicate dalla pagina Facebook del tracciato thailandese, che mostra oltre i rifugiati, una lista di beni di prima necessità da donare con tanto di numero verde per dare supporto economico. Tali numeri però potrebbero peggiorare nei prossimi giorni con le reciproche accuse da parte dei due paesi asiatici e con la prossima mossa della Thailandia, che come diffuso dalla CNN, avrebbe intenzione di colpire le infrastrutture militari cambogiane ed in particolare l’area di Chong An.

Traballa Buriram, quali alternative per l’avvio del Motomondiale 2026?

Chang International Circuit Buriram Rifugiati Thailandia Cambogia
Credits: Chang Circuit Buriram / Facebook

Tornando alla cronaca sportiva, il nuovo scoppio di questa guerra potrebbe mettere a serio rischio l’avvio del Motomondiale 2026. Il tracciato di Buriram, infatti, dovrebbe ospitare sia una delle due sessioni di test invernali in programma dal 21 al 22 febbraio che la tappa d’apertura del nuovo campionato MotoGP, il Gran Premio di Thailandia previsto nel weekend dal 27 febbraio al 1 marzo: un appuntamento che sarebbe ovviamente impossibile da disputare in caso di peggioramento del conflitto attualmente in corso.

Non sono arrivati ancora comunicati ufficiali da parte di Dorna, seppur quest’ultima stia osservando con estrema attenzione la situazione in Thailandia. Tra le alternative in considerazione nel caso non si riuscisse ad organizzare il GP entro le date annunciate, due sono quelle che sembrerebbero “favorite”: la prima sarebbe quella della cancellazione della gara (opzione che Dorna vorrebbe evitare), mentre l’altra sarebbe lo spostamento più avanti nel calendario, con il Qatar che potrebbe essere chiamato per tornare ad ospitare l’evento d’apertura del Motomondiale. Ma al momento si rimane in attesa di vedere l’evoluzione della situazione, con la speranza di un nuovo cessate il fuoco che possa riportare alla normalità.

Andrea Mattavelli