F1 | GP Qatar, gara: McLaren, come buttare una doppietta
Il secondo posto di Piastri e il quarto di Norris sono certamente una sconfitta; la strategia non funziona, piloti arrabbiati.

Non vedere una McLaren tagliare per prima il traguardo a Losail è stato qualcosa di sinceramente straniante e inatteso. La delusione sul volto di Oscar Piastri, secondo sul podio dietro al mostruoso Max Verstappen, è un chiaro indice che qualcosa non ha funzionato nella gara delle due papaya, e non certo per una questione puramente tecnica: è mancata l’attitudine, la voglia di vittoria che invece deve per forza contraddistinguere la squadra che si sta giocando il titolo piloti.
La Safety cambia tutte le carte in tavola
La partenza del Gran Premio del Qatar ha visto Oscar Piastri scappare via dalla pole, mentre alle sue spalle Lando Norris ha dovuto subito cedere il passo ad un aggressivo Max Verstappen, ben conscio del fatto di dover cogliere al volo ogni minima possibilità per mettere pressione agli uomini di Woking. I primi giri di gara sono sembrati un po’ uno stallo alla messicana in un film western, con i primi tre a controllarsi a vicenda in attesa di capire quando fermarsi, tenendo conto dei 25 passaggi come limite massimo per ogni treno di gomme.
L’episodio che ha cambiato la storia del GP ha preso forma durante il settimo dei giri previsti, con il contatto tra Gasly e Hulkenberg alla prima curva. Il recupero della vettura del tedesco ha costretto i commissari a mandare in pista la vettura di sicurezza, e qui McLaren ha fatto l’errore che è costato la gara, non richiamando ai box nessuno dei due piloti. Passi per Piastri, primo, ma Norris poteva essere fatto rientrare dopo aver visto che Max aveva optato per la sosta; invece, si è deciso di continuare fino al 25° passaggio, per poi richiamare entrambi e costringerli a trovarsi alle spalle dell’olandese.
Il secondo stint è stato poi fatale per entrambi, con la Red Bull che ha messo in pista un ritmo incredibile, costringendo entrambe le McLaren ad anticipare l’ultima sosta al 42° e 44° passaggio per montare le gomme hard per gli ultimi passaggi. Piastri si è così trovato, seppur con dieci giri di vantaggio a livello di mescola, troppi secondi (più di 15) alle spalle di Verstappen, mentre Norris è rientrato addirittura quinto, alle spalle di Antonelli e Sainz. Nonostante il ritmo migliore, l’inglese non è riuscito ad avere la meglio sull’italiano fino al penultimo passaggio, quando un errore dell’italiano gli ha spalancato le porte. Il quarto posto finale, però, è una magra consolazione; e ora, ad Abu Dhabi, ci si gioca tutto con qualche tensione in più.
Come complicarsi la vita in vista del finale

Dando un’occhiata all’”ufficio facce” McLaren al termine della gara la frustrazione emergeva in maniera importante. Piastri ora si trova a 16 punti di distacco dal team mate in vista dell’ultima gara e, attenzione, perché oggi sembra proprio essere lui il grande sconfitto di giornata. È vero, ha accorciato, ma ora si trova terzo in classifica e con una vittoria decisamente alla portata che gli è sfuggita per un errore madornale del team. Chiaro, Oscar non avrà perso oggi il titolo (ammesso e non concesso che lo perda), ma il secondo posto di oggi pesa come un macigno sull’economia del suo Mondiale.
La strategia mi ha penalizzato, non è stata la scelta giusta. È un peccato, perché il passo non era fenomenale e per come ho guidato è frustrante non vincere. Abbiamo sempre avuto la piena libertà di fare quello che volevamo con le strategie, ma oggi non abbiamo perso per questo. Io darò il mio massimo ad Abu Dhabi, vedremo come va.
Verrebbe da dire, quasi paradossalmente, che è andata meglio a Lando Norris, nonostante il quarto posto finale. L’inglese, infatti, ha ancora tante combinazioni favorevoli in vista di Abu Dhabi; chiaro, però, che anche nei suoi confronti il team ha commesso un errore incredibile non richiamandolo ai box in marcatura su Verstappen. Poi, però, attenzione, perché qui entra in gioco la reazione del pilota; e Lando, ancora una volta, è sembrato essere troppo poco aggressivo e quasi remissivo negli attacchi su Antonelli. Solo un errore nel finale da parte del bolognese gli ha aperto la via, quando ormai era troppo tardi per pensare di prendere Sainz a podio davanti a lui.
Oggi la macchina era buona. È dura, perché avevo tanta fiducia nel team, ma Oscar ha perso la vittoria e io il podio. Dobbiamo studiare quanto avvenuto, ma sappiamo il motivo per cui non abbiamo vinto oggi. Ad Abu Dhabi dobbiamo solo cercare di fare tutto bene per vincere.
Insomma, una evidente doppietta persa che lascia parecchi malumori. E, attenzione, perché adesso inizia una settimana da incubo per tutti, Norris compreso. La sensazione è che il suo nemico numero uno (oltre a sé stesso), sia proprio il team mate; quale pilota vorrebbe vedere il proprio compagno di squadra vincere il titolo davanti a lui? C’è il rischio che i due piloti di Andrea Stella e Zak Brown arrivino a Yas Marina con i nervi a fior di pelle; una situazione non certo semplice, soprattutto considerando che Max Verstappen è a 12 lunghezze da Lando, pronto a cogliere qualsiasi occasione. Uno spettacolo per noi, certo; siamo sicuri, però, che a Woking ne avrebbero fatto volentieri a meno.
Nicola Saglia