Credits: Red Bull Content Pool
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La politica McLaren regala un clamoroso successo a Max Verstappen che resta aggrappato al sogno del quinto titolo iridato consecutivo e che ad Abu Dhabi andrà a giocarsi le sue carte contro le due Papaya. A Losail basta una Safety Car per scombinare i piani del team di Woking e consegnare il successo - il settimo in stagione - all'olandese che mai come ora può sognare il clamoroso colpaccio iridato nei confronti di Piastri e, soprattutto, di un Norris che spreca il primo match point.

Le Papaya Rules fregano la McLaren

Al via Piastri ha mantenuto la leadership della gara davanti a Verstappen, che ha bruciato un Norris molto cauto e che si è messo subito dietro in terza posizione.

Tutto faceva pensare a un esito di questo tipo visti i primi giri, ma il colpo di scena è arrivato al settimo giro, quando una collisione tra Gasly e Hulkenberg dopo curva 1 ha escluso il secondo costringendo la direzione gara a portare in pista la Safety Car. 

Vettura di sicurezza che è uscita in un momento perfetto per consentire ai team di fare la prima delle due soste obbligatorie (Pirelli aveva segnalato 25 giri max di durata di uno stint per motivi di sicurezza), con 17 piloti su 20 che si sono subito fermati. Conteggio che non ha compreso le due McLaren, che invece hanno continuato e così facendo si sono messe in una posizione di svantaggio nei confronti di Verstappen, che ha poi pagato nel finale di gara quando l'olandese, con gomma hard, ha spinto portandosi a casa una vittoria insperata.

È stata una gara incredibile per noi, abbiamo fatto la scelta giusta ad entrare ai box sotto Safety Car. Sono felicissimo di aver vinto qui, sono felice di restare in gioco fino alla fine. Incredibile. È stata una sorpresa per come andavamo, è stata una bella gara in un weekend nel quale abbiamo faticato. Ho pensato che quella di McLaren fosse una scelta interessante, dovevamo tenere le gomme in vita data l'usura e ci siamo riusciti. Adesso è tutto possibile, non mi preoccupo troppo.

McLaren invece è costretta ad accontentarsi del secondo posto di Oscar Piastri, un risultato deludente date le premesse del fine settimana e dato quanto poi si era visto ieri pomeriggio nella Sprint. Ancora peggio è andata a Lando Norris, che in Qatar aveva a disposizione il suo primo match point, sprecato con un quarto posto tirato. Tra le due Papaya chiude, al terzo posto, la Williams di Carlos Sainz: autore di una bella partenza, Sainz è poi riuscito a saltare Antonelli nel primo giro di pit stop, prendendosi la posizione sull'italiano e riuscendo a difendersi molto bene soprattutto nel finale quando ha perso prestazione.

Chiude la top-5 proprio un buonissimo Kimi Antonelli, che ha il rammarico di aver perso la quarta posizione al penultimo giro per una sbavatura. Sesto posto per George Russell, che è stato penalizzato da una pessima partenza e che ha passato tutta la gara nel gruppetto degli inseguitori capitanato per gran parte della corsa da Fernando Alonso, alla fine settimo dopo un testacoda. 

Ancora deludenti le Ferrari

Deludente il weekend della Ferrari, che va ad Abu Dhabi senza alcun obiettivo visto che chiuderà ufficialmente quarta tra i Costruttori: Charles Leclerc ha chiuso in ottava posizione, subito davanti a Liam Lawson e a Yuki Tsunoda che chiudono la zona punti. Peggio è andata a Lewis Hamilton, solo 12° e molto lontano dalla top-10. Un fine settimana totalmente da dimenticare per la Scuderia, che ad Abu Dhabi potrà solo cercare di salvare questo finale di stagione puntando a un buon risultato su un circuito mai favorevole a lei.

La classifica

Nel Mondiale, Norris andrà ad Abu Dhabi con 408 punti, 12 più di Verstappen e 16 più di Piastri. Tutti e tre arrivano ad Abu Dhabi con 7 vittorie ciascuno in questa stagione. Così facendo, il titolo verrà assegnato negli Emirati per la quinta volta dopo il 2010, il 2014, il 2016 e il 2021. Solo in un caso chi era arrivato ad Abu Dhabi da primo nel Mondiale è poi uscito a mani vuote da Yas Marina: fu il 2010 e Fernando Alonso perse il titolo a favore di Sebastian Vettel. Un buon auspicio per Red Bull, che ora sogna il colpaccio.

Mattia Fundarò