Benetton Formula: il documentario sul team italiano che cambiò la F1
Benetton Formula, dalle origini ribelli al trionfo iridato: il ritratto di una squadra che cambiò le regole del gioco.

Se si pensa all’Italia e alla Formula 1, i primi nomi che vengono inevitabilmente in mente sono Ferrari e Schumacher. Ma tra gli anni 80’ e 90’ fu un altro team italiano legato al pilota tedesco che scrisse un importante capitolo della storia della F1: la Benetton Formula.
Benetton Formula è il titolo del documentario, diretto da Matteo Bruno e prodotto dalla Slim Dogs Production in collaborazione con Sky, che ripercorre la storia del team italiano dalla sua nascita fino al raggiungimento del massimo risultato: il titolo mondiale.
Tra colori e grandi nomi
Il documentario si sviluppa attraverso interviste ai principali protagonisti che si muovevano davanti e dietro alle quinte. Luciano e Alessandro Benetton, Rory Byrne, Martin Brundle, Gerhard Berger, Ross Brawn, Bernie Ecclestone, Ralf Schumacher, tutti nomi che riportano indietro nel tempo e che con le loro testimonianze e i loro ricordi ci portano dentro ad una Formula 1 e ad un modo di pensare d’altri tempi.

Si parte dal 1983, quando il marchio Benetton era il main sponsor della Tyrell, si prosegue nel 1985 diventando ufficialmente costruttore con l’acquisizione della Toleman e si procede tra team manager, direttori tecnici, piloti e giornalisti. Il focus è su l’innovazione che portò Benetton nel mondo della Formula 1. Non innovazioni tecniche, ma innovazioni comunicative. Il documentario si concentra più su questo aspetto, che sui risultati sportivi. L’irriverenza della Benetton che si muoveva e si faceva conoscere nel circus della F1 più per gli eventi, i colori, le tute, le ragazze e le feste che per i risultati in pista. Un team che raccolse l’eredità spirituale di quello che fu il team Hesketh con James Hunt e che in qualche modo venne imitato, ben più di vent’anni dopo, dalla Red Bull.
Parlavamo di life style, non solo di motorsport
Lo stile prima dei risultati
Anche se messi in parte in secondo piano è inevitabile parlare dei risultati raggiunti dalla Benetton; specialmente quando vengono introdotti nomi del calibro di Nelson Piquet, Alessandro Nannini e Michael Schumacher. I siparietti dello zingaro con Zermiani, l’ironia di Nannini e il carisma di Schumacher bucano lo schermo ancora oggi, a distanza di più di trent’anni. Certo, forse un appassionato avrebbe preferito un approfondimento maggiore stagione per stagione, ma questo è un documento che racconta la costruzione e la gestione che ebbe il team nel suo periodo di maggior successo. Gestione che ancora oggi fa discutere, anche tra di loro.
Le vecchie volpi
Uno dei momenti più interessanti è senza dubbio quello dedicato al “caso” del campione tedesco: tutti, da Alessandro Benetton, a Ross Brawn per arrivare fino a Bernie Ecclestone se ne contendono la scoperta, finché Pino Allievi non rimette tutti in riga ricordando che, all’epoca, Schumacher era sostanzialmente un perfetto sconosciuto. Questo è solo uno dei momenti che ci vengono proposti a “senso unico”. In particolar modo il segmento finale che si concentra sulla stagione del 1994, quella che coronerà i sogni di Benetton, fu come ben sappiamo ricca di polemiche. Tra bandiere nere a Schumacher, squalifiche, sospetti sul launch control e contatti all’ultima gara la Benetton passò attraverso una bufera. Il documentario non si sottrae dal raccontarlo, ma purtroppo mostra solo il punto di vista del team italiano; e si sa in Formula 1 non c’è mai un solo punto di vista.

Quello che però emerge dagli intervistati è la voglia che hanno ancora di difendere la loro posizione, di raccontare la loro verità – giusta o sbagliata che sia – di difendersi a vicenda e di lottare insieme fino al traguardo, anche con qualche sotterfugio. Verso la fine niente meno che Bernie Ecclestone dice una frase che riassume bene quello che è stata la Benetton e tutto il suo team in quegli anni, dei giovani coraggiosi un po’ troppo furbi:
Non erano più i nuovi arrivati, erano delle vecchie volpi.
Benetton Formula ci porta indietro nel tempo, in una F1 fatta di uomini che inseguivano un sogno, un sogno che li ha portati verso la gloria cambiando irrimediabilmente la storia di questo sport.
Simone Cigna