Otto anni dopo il tragico incidente occorso a Jules Bianchi la Federazione non sembra aver imparato la lezione. Due mezzi in pista con gara neutralizzata ma ancora non sospesa colgono di sorpresa i piloti che alzano la voce: “Un rischio per la nostra vita, è inaccettabile!”. Scatta la polemica al termine del Gran Premio del Giappone.

Scarsa visibilità e mezzi in pista: scatta la polemica in Giappone

Dopo un già discusso via di gara con tanta acqua e tutte le auto su intermedie, un crash di Carlos Sainz a poche centinaia di metri dalla partenza provoca l’ingresso della safety car. Ancor prima di esporre bandiera rossa vengono mandati in pista due mezzi per recuperare l’auto del pilota spagnolo e la Williams di Albon, rimasto appiedato da un problema tecnico. Una situazione irreale e inspiegabile aggravata dal ricordo di pochi anni fa, quando Bianchi perse la vita in condizioni atmosferiche speculari.

Le due circostanze non possono essere accomunate ma non per questo quanto accaduto oggi può esser ritenuto meno grave. Nel 2014 l’incidente avvenne sotto bandiera gialla e non gara neutralizzata ma ma nel caso odierno le gru erano in pista e non al termine di una via di fuga. E’ chiaro come una Formula 1 possa subire fenomeni di acquaplaning anche a velocità relativamente basse, un pericolo che aumenta in un punto cieco com’era il luogo del misfatto.

La furia di Gasly

La reazione dei piloti è stata durissima. Pierre Gasly, dopo esser transitato per ultimo a fianco dei due mezzi entrati in pista, si è immediatamente aperto via radio descrivendo con rabbia e spavento l’accaduto: “Cosa ci fa questo trattore sul tracciato? Ci sono passato vicino, è inaccettabile! Ricordiamoci cos’è accaduto, è inaccettabile!”. Il pilota francese è stato comunque ritenuto responsabile di aver guidato a un ritmo troppo sostenuto dopo l'esposizione della bandiera rossa ed è stato sanzionato nel post gara con 20 secondi e 2 punti sulla patente. 

Anche Norris, durante il lungo stop della corsa, ha espresso la propria opinione su Twitter: “Com’è possibile che sia successo? Abbiamo perso una vita qualche anno fa in condizioni simili. Rischiamo le nostre vite in condizioni del genere. Vogliamo gareggiare ma questo ... è inaccettabile!”. Toccante il commento del papà di Jules, che tramite i social ha commentato così: “Nessun rispetto per i piloti, nessun rispetto per la vita di Jules”.

Partenza da fermo troppo ottimista

Un altro episodio discutibile è stata la decisione della Direzione Gara di far partire la gara da fermo. Negli anni passati abbiamo spesso definito come troppo sicure le scelte della Federazione in queste condizioni, ma oggi le condizioni erano davvero al limite, specie in termini di visibilità cosa già constatabile nel giro di formazione. Una partenza sotto safety car avrebbe inoltre costretto tutti i team a montare gomme full wet, posticipando solo di qualche giro un potenziale via dalla griglia.

La prima metà di giro ha subito mietuto una vittima. La Ferrari di Carlos Sainz è finita in testacoda attraversando pericolosamente la pista, una situazione di potenziale rischio, vista la scarsissima visibilià, che avrebbe potuto coinvolgere altre vetture. Fatto che indirettamente si è verificato dopo che la vettura di Gasly ha danneggiato la propria monoposto colpendo un cartellone portato sul tracciato dal fuoripista del ferrarista. Un fatto è sicuro: la Direzione Gara anche oggi fa parlare più di sé che dell’attività in pista.

Samuele Fassino

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