Il GP del Brasile ha rappresentato uno dei fine settimana più difficili nel campionato 2022 di F1 per la Red Bull. Max Verstappen ha pasticciato in gara come nella sprint race, con una condotta fin troppo aggressiva, mentre Sergio Perez non pareva avere abbastanza passo per mettere in pensiero chi correva davanti. Con tutta probabilità la scuderia di Milton Keynes ha avuto qualche problema nella messa a punto delle monoposto, soprattutto in funzione dell'impiego delle gomme, risultata non ottimale come in altre occasioni in questa seconda parte di campionato. Il team non ha più nulla da agguantare con i risultati, ma tiene banco il rifiuto di Max Verstappen nel lasciare deliberatamente strada a Sergio Perez nella fase finale di gara.

Dichiarazioni

I piloti riassumono abbastanza bene l'andamento della gara nelle dichiarazioni dopo la bandiera a scacchi. Ricordiamo che entrambi hanno peggiorato la posizione di partenza. Max ha detto: "Non avevamo ancora ritmo oggi, come ieri, scivolavamo troppo e abbiamo avuto un brutto degrado, quindi è stato difficile attaccare. Non ho capito bene i cinque secondi di penalità per l'incidente con Lewis, ma non ha influito molto sulla gara perché già mancavamo di ritmo." Sergio ha dichiarato: "Sono un po' sorpreso dalla nostra prestazione di oggi. Siamo stati molto lenti con la gomma media e anche con la morbida. Ho perso più posizioni a causa della safety car e senza di essa penso che sarei potuto finire terzo o quarto. Eravamo decisamente giù di ritmo questo fine settimana, quindi spero davvero che potremo tornare alla nostra solita forma il prossimo fine settimana ad Abu Dhabi."

Ordini di scuderia ignorati

Max Verstappen ha ricevuto più volte l'invito a lasciar passare da Sergio Perez prima del traguardo. L'olandese ha rifiutato e ha preso la bandiera a scacchi al sesto posto, proprio davanti a Checo. Perez, in ballo per il secondo posto nel Piloti con Leclerc, avrebbe giovato dallo scabmio di posizioni, guadagnando qualche punto in più. Ora occupa il secondo posto in campionato, parimerito con il monegasco. "L'ho già detto l'ultima volta ragazzi, non chiedetemelo di nuovo. Siamo chiari su questo? Ho già esposto le mie ragioni e da lì non mi muovo", ha detto via radio Verstappen durante la corsa, una volta ricevuta la richiesta di cambio posizioni dal muretto box. Dal canto suo, subito dopo la bandiera a scacchi, Perez ha avuto modo di dire la sua via radio sulla questione: "[Max, ndR] Ha mostrato chi è veramente".

Le parole di Horner

Perez ha lasciato intendere una certa sorpresa e delusione, dettata dal rifiuto del compagno di squadra. Horner, visti i commenti piuttosto accesi via radio, ha fatto le scuse a Perez. Nel dopo gara il team principal ha dovuto costruire una difesa sull'accusa per cui gli interessi di Verstappen sorpassino quelli della squadra, dichiarando: "Lavoriamo come una squadra e corriamo come una squadra. Il nostro obiettivo rimane far finire Checo secondo in campionato. Si tratta di qualcosa che non abbiamo mai raggiunto come squadra prima. (...) Abbiamo una lotta diretta tra Checo e Charles e se Max può aiutare in qualche modo lo farà." Verstappen ha detto che "ha le sue ragioni" per spiegare la risposta negativa alla richiesta della scuderia, ma non ha spiegato nulla alla stampa. Internamente il duo Red Bull ha approfondito il discorso, evidenziando le ragioni di Verstappen nell'ignorare l'ordine di scuderia. Secondo Horner i due piloti hanno parlato e chiarito i propri punti di vista. Per quello che sappiamo e possiamo immaginare, l'olandese avrebbe avuto qualche sassolino nella scarpa con il proprio compagno di squadra, sassolini perlopiù legati ad alcuni episodi accaduti, presumibilmente, a Montecarlo ed in Spagna.

Multi 21?

L'episodio ricorda vagamente la famosa diatriba di qualche anno fa del "Multi-21" tra Vettel e Webber, casualmente piloti Red Bull. Dal punto di vista dei tifosi l'evento di ieri rimane piuttosto inspiegabile, anche ricordando il contributo (difensivo) del messicano in un paio di occasioni nella passata stagione. Va sottolineato che un secondo posto nel Piloti di Sergio Perez non sposta dinamiche ed equilibri interni in Red Bull. Possiamo discutere fin quanto vogliamo su questo episodio, ma la realtà rimane soltanto una. Max Verstappen è la Red Bull. La scuderia di Milton Keynes ha investito forte sull'olandese e, ormai da anni, ha deciso di finalizzare lavoro e risultati esclusivamente su di lui. Risultati centrati nel 2022 con l'accoppiata Piloti e Costruttori. Sergio Perez in Red Bull funga da gregario: il messicano, non nascondiamoci dietro un dito, lo sapeva dalla firma del contratto, ma probabilmente non pensava ad una riduzione a questi termini.

Detto questo, l'olandese non ha le caratteristiche dell'uomo squadra e, per ora, non deve agire in questa maniera. Rispetto a quanto ha dichiarato, forse lo farà ad Abu Dhabi, dovesse averne la possibilità. Max ha ancora una discreta "fame" agonistica e questo rappresenta un asset decisivo, seppure la caratteristica di lavorare a disposizione della squadra dimostrerebbe una maturazione completa come pilota. In realtà il problema principale riguarda la Red Bull che, con una richiesta non proprio ben finalizzata, ha lasciato aperta la porta alla risposta di Verstappen. Una risposta che ora diventa un argomento di discussione con la stampa e, soprattutto, crea una leva di malcontento all'interno della scuderia che potrebbe diventare controproducente sul breve o medio termine.

Luca Colombo

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