Verstappen e Hamilton, corpo a corpo di nuovo. Credits: Red Bull Content Pool
Verstappen e Hamilton, corpo a corpo di nuovo. Credits: Red Bull Content Pool

Non succedeva dallo scorso GP di Abu Dhabi che Verstappen e Hamilton tornassero a combattere corpo a corpo in pista. A distanza di quasi un anno, in Brasile i due sono tornati ad incrociarsi alla S di Senna, prima curva del tracciato di Interlagos. È finita come in molti si aspettavano: contatto pesante, con Max penalizzato di cinque secondi e Lewis costretto alla rimonta fino alla seconda posizione finale.

Contatto al restart

La safety car mandata in pista in seguito al contatto tra Magnussen e Ricciardo al primo giro ha mantenuto il gruppo compatto. Al settimo passaggio, quando è stata data bandiera verde, lo scatto migliore lo ha avuto sicuramente la prima macchina in pista, quella di George Russell. L’inglese della Mercedes ha sorpreso il team mate Hamilton, accelerando nell’ultima parte delle Arquibancadas e lasciandolo praticamente sul posto.

A questo punto, il numero 44 si è trovato nelle grinfie delle due Red Bull alle sue spalle, con Max Verstappen particolarmente aggressivo. L’olandese ha tirato una staccata fenomenale, andando a prendersi la traiettoria esterna più gommata e ideale per avere a favore la seconda curva. Al suo interno, Lewis però non ha mollato, anche perché nella stessa situazione si stava inserendo l’altra Red Bull di Perez.

La S, però, si sa è un imbuto in cui passare in due non è facile. Se poi i due si chiamano Verstappen e Hamilton, e hanno conti in sospeso che manco Pat Garrett e Billy the Kid, il contatto è dietro l’angolo. E infatti, nessuno dei due ha alzato il piede: Max si è buttato sul cordolo interno, mentre Lewis ha chiuso come se lì non ci fosse nessuno. L’olandese ci ha rimesso l’ala anteriore, dovendosi fermare ai box per sostituire il muso, mentre l’inglese è riuscito a continuare, seppur in decima posizione e dicendo praticamente addio alle speranze di vittoria.

Max penalizzato, ma è un incidente di gara!

Ovviamente, il contatto tra i due è finito sotto la lente d’ingrandimento della Direzione Gara e degli stewards. Che, come sempre, hanno lasciato il segno con il loro intervento, che farà certamente discutere. Infatti, la decisione finale è stata quella di dare cinque secondi di penalità a Verstappen, che li ha scontati durante il secondo pit stop.

“Che vuoi che ti dica, è Max, sappiamo come corre”, ha dichiarato Hamilton a Felipe Massa appena toltosi il casco. Attenzione, però: ad un’analisi attenta, la decisione dei commissari pare alquanto esagerata. Se è vero che Verstappen si è gettato in un minimo spiraglio, lo è altrettanto che Lewis ha chiuso girando come se non ci fosse nessuno quando Max era ben oltre la metà della sua vettura.

In tutta onestà, questo episodio, paragonabile se vogliamo a quello di Monza 2021, seppur con un carico emotivo infinitamente inferiore, appare un vero e proprio incidente di gara. In questi casi, perseverare con penalità del genere appare francamente inutile. Sono piloti, è un GP, nessuno ha commesso scorrettezze palesi: vogliamo lasciarli liberi di correre una buona volta?

La penalità, inoltre, appare totalmente fuori luogo se paragonata alla stessa comminata a Lando Norris. Lui sì è stato autore di una manovra pericolosissima (non volontaria, sia chiaro), in una curva molto veloce, che ha rovinato la gara di Leclerc.

Detto questo, bisogna valutare un dato: la Mercedes è tornata competitiva, e subito Verstappen e Hamilton sono tornati al contatto. Che sia un segnale in vista del 2023?

Nicola Saglia

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