La Formula 1 fa tappa in Ungheria: l'Hungaroring è da sempre un tracciato assimilabile a Montecarlo e, dal punto di vista della tecnica, le scuderie impiegano assetti meccanici e aerodinamici da alto carico, simili in tutto e per tutto a quelli utilizzati nel Principato.

Il 2022 è già qui

In settimana Alpine ha dichiarato di avere fatto un full switch verso la stagione 2022. I francesi, in altri termini, hanno praticamente concluso il lavoro di sviluppo sul modello 2021. Plausibilmente, a questo punto della stagione in corso, buona parte delle scuderie dovrebbero aver focalizzato gli sforzi in ottica 2022. Non si tratta solo di lavoro a livello tecnico, ma anche dell'allocazione di risorse.

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Gomme e temperature

Pirelli ha portato all'Hungaroring le gomme "centrali" della gamma: C2, C3 e C4. Durante il venerdì le scuderie hanno affrontato temperature ambientali piuttosto alte, che poi hanno determinato temperature sull'asfalto intorno ai 60 °C, le quali potranno avere delle ripercussioni sull'utilizzo delle coperture. In ogni caso, la rilevazione odierna dei team ha registrato un gap tra mescole così ripartito: 0.9" tra morbide e medie, 0.7" tra medie e dure.

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Alla ricerca del carico aerodinamico

Hungaroring è sinonimo di alto carico aerodinamico, non è una novità. Per andare forte sui saliscendi del tracciato in terra ungherese le varie scuderie si sono presentate con pacchetti aerodinamici (in termini di ali anteriori e posteriori) da altissimo carico, come a Montecarlo. Nel tweet che ritrae Lance Stroll alla guida dell'Aston Martin si può notare il numero di elementi sull'anteriore e lo sponsor ben leggibile sull'ala posteriore, sinonimo di ali molto angolate. Molte scuderie hanno fatto ricorso alla T-wing di fronte all'ala posteriore: Alpine ha utilizzato un elemento solo, Ferrari, per esempio, due. In casa Red Bull, invece, questo dispositivo non è stato impiegato.

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Aggiornamento McLaren

L'unica scuderia che ha fatto esordire in Ungheria un pacchetto di aggiornamenti nella parte centrale della monoposto è la McLaren. I tecnici di Woking hanno lavorato particolarmente sulla zona dei bargeboard, installando una complicata struttura di appendici aerodinamiche con il compito di "portare" più aria possibile nel sottoscocca. Così facendo il corpo vettura, tramite il diffusore, produce più deportanza, aiutando le monoposto arancione-papaya nella ricerca del carico senza sacrificare troppo l'efficienza e sfruttare la PU Mercedes sul rettilineo di partenza.

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Molto lavoro durante le prove per l'Alpha Tauri, con presenza di flo-viz sulle vetture per visualizzare i flussi aerodinamici. Bisogna chiedersi se questi dati troveranno implementazione in un update per la scuderia di Faenza o se anche lì il 2022 è già arrivato.

Luca Colombo

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