La clamorosa sospensione comminata ai danni di Maverick Vinales da parte del team ufficiale Yamaha per il prossimo Gran Premio d’Austria rappresenta soltanto l’ultimo atto di una guerra fredda che va in scena ormai da diverso tempo. Iniziata con un rinnovo contrattuale partorito in modo alquanto controverso, sino al ritiro delle due moto della casa di Iwata schierate nella Supersport 300 da parte del team gestito dal padre del pilota. Ma cosa è successo realmente in Austria? E soprattutto, chi affiancherà Quartararo da qui a fine stagione?

IL PRINCIPIO

Che i rapporti tra Vinales e Yamaha, nel corso degli ultimi tempi, non fossero ormai più idilliaci è cosa risaputa. Ma questo non ha comunque impedito, nel mese di Gennaio 2020, allo spagnolo di ottenere il rinnovo del contratto per altri due anni. Un legame stretto sino a tutta la stagione 2022, anticipando i tempi sulla concorrenza ed ottenuto dal pilota (secondo quanto si vocifera) grazie ad un accordo stipulato direttamente con i vertici della Casa giapponese. Il feeling con una parte del team, in particolar modo con Maio Meregalli, non è però mai decollato e la mossa studiata per invertire un trend di risultati negativo è stata quella di sostituire il precedente capotecnico Esteban Garcia con Silvano Galbusera. Ma ciò non è bastato, in un’escalation di tensione culminata nello scorso week-end al Red Bull Ring.

L’EPISODIO IN AUSTRIA

Ma a cosa si fa esattamente riferimento nel comunicato Yamaha? Secondo quanto riportato, il pilota avrebbe effettuato una procedura “non autorizzata ed irregolare” nel corso del Gran Premio, causando potenzialmente un pericolo a sé stesso e agli altri piloti. Accuse pesantissime, giunte dopo aver “analizzato attentamente i dati provenienti dalla telemetria”. Come si ricorderà, Vinales si era ritirato ad un giro dalla conclusione della gara. Numerosi testimoni oculari presenti in pit-lane, tra cui fotografi e addetti dei team, hanno notato come il pilota spagnolo nel corso delle ultime tornate stesse accelerando sul rettifilo box in maniera particolarmente aggressiva. Cosa che poi ha rifatto una volta rientrato in corsia box per ritirarsi. Un tentativo di danneggiare appositamente il motore della sua M1?

Analizzando i tempi sul giro, si può notare come Vinales abbia costantemente girato dal secondo al 24° giro sul passo dell’1:25. Nelle ultime tre tornate, lo spagnolo ha invece perso mediamente cinque secondi al giro, transitando sul traguardo con una velocità di circa 20 km/h più lenta rispetto a quanto fatto in precedenza. Il fatto di essere andato ripetutamente a limitatore (utilizzando la quinta marcia sul dritto anziché la sesta) potrebbe costituire l’azione irregolare denunciata dalla stessa Yamaha.

Come evidenziato dal collega Simon Patterson, resta un mistero il motivo che possa aver spinto Vinales ad effettuare un possibile tentativo di sabotaggio, essendo ben consapevole di come il team fosse in possesso di tutti gli strumenti necessari per risalire rapidamente alla causa di quanto avvenuto. Il tutto però dovendo considerare anche lo stato di frustrazione dello spagnolo, esasperato da un week-end costellato da problemi tecnici di varia natura sulla sua moto.

IL RITIRO DALLA SUPERSPORT 300

L’ultimo capitolo di questa querelle è arrivato soltanto nelle scorse ore. Il team facente capo ad Angel Vinales, il padre di Maverick, ha deciso infatti di ritirare dal campionato Supersport 300 le due Yamaha con cui aveva affrontato la prima parte di stagione. Una decisione che ha colto un po’ tutti di sorpresa. A cominciare dai piloti Dean Berta e Kevin Sabatucci, soprattutto in virtù delle poche alternative presenti a questo punto della stagione. Anche se la mossa ha lasciato intendere come i rapporti tra le parti, ormai, si fossero definitivamente incrinati.

QUALE FUTURO?

A questo punto, appare difficile ipotizzare un ritorno di Maverick Vinales in sella alla M1 nel corso dell’anno. Se la cosa non è stata ancora ufficializzata, essa probabilmente dipende da un lato dalla necessità di valutare attentamente le varie clausole contrattuali. Dall’altro, dalla mancanza di valide alternative disponibili sul mercato. Non dimentichiamoci, infatti, che se Vinales ha già un accordo con Aprilia per la prossima stagione, la casa di Iwata ha l’assoluta necessità di affiancare al leader del Mondiale Quartararo un pilota capace, all’occorrenza, di mettersi a disposizione del proprio compagno per aiutarlo nella rincorsa al titolo.

Certo, la suggestione Dovizioso rimane forte, anche se ben difficilmente praticabile. Altri candidati potrebbero essere Cal Crutchlow e Garrett Gerloff. Di certo, comunque vada, sarà necessario cercare di calmare le acque e riportare rapidamente la serenità all’interno del team. Cosa che difficilmente potrà realizzarsi con la presenza di un Vinales, a questo punto, ormai separato in casa.

Marco Privitera

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