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Confermare il titolo di Campione del Mondo non è mai un’impresa semplice e la pressione spesso può giocare un ruolo fondamentale. La stagione 2020 ha premiato la Suzuki che bene ha sfruttato non solo l’assenza di Marquez, ma anche le performances altamente deludenti della Ducati.

FATTORE BRIVIO DETERMINANTE?

Come dicevamo, l’anno scorso la Suzuki era salita sul tetto del mondo con Joan Mir grazie più alla costanza che alle vittorie. Il pilota spagnolo infatti aveva ottenuto una sola vittoria, a Valencia, collezionando però ben 6 podi. Tanti dei meriti vanno sicuramente a Davide Brivio che ha saputo gestire i momenti di incertezza dell’inizio (3 ritiri nelle prime 4 gare) e anche quelli di pressione durante le gare finali. L’ex team principal aveva coronato un sogno partito nel lontano 2013 e ora la sua assenza dai box Suzuki sembra aver avuto un impatto negativo sulle prestazioni.

MIR E RINS, SERVE UN CAMBIO DI RITMO

Nelle prime due gare del Qatar la casa giapponese ha deluso soprattutto in qualifica. In entrambe le sessioni di qualifiche Rins e Mir avevano chiuso tra l’ottava e la decima posizione per poi migliorare le prestazioni in Portogallo con la seconda piazza di Rins. Nel GP di Spagna però, ecco che le due Suzuki hanno chiuso il turno di qualifiche in coda alla Top 10. In gara poi i risultati non sono dei migliori, o perlomeno, non ancora all’altezza di competere con Quartararo e le Ducati. Che l’assenza di Brivio potesse avere un peso è assodato, ma per avere ancora la speranza di giocarsi il titolo la casa di Hamamatsu dovrà cambiare rotta, partendo soprattutto dalle qualifiche.

Michele Iacobello

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