Marquez Italia

Non è facile parlare di MotoGP dopo la terrificante notizia arrivata nella mattinata di ieri, ma le corse sono continuate: Marc Marquez ha chiuso molto presto la sua gara in Italia, è stato protagonista di un incidente che l’ha messo fuorigioco dopo appena due giri.

Per il #93 si tratta del secondo zero consecutivo: Marc si assume la piena responsabilità di quanto successo. Lo spagnolo guarda anche il lato positivo a livello fisico, ma chiaramente il suo giudizio del fine settimana è influenzato dal fatale incidente in Moto3 di Jason Dupasquier.

LE DICHIARAZIONI DI MARC MARQUEZ

Marc Marquez parla del suo GP d’Italia in MotoGP e anche della tragedia che ha colpito il motomondiale una volta ancora dopo l’ultima, datata 3 giugno 2016.

Sulla tragedia di  Jason Dupasquier: “È stato un weekend disastroso per il motociclismo. Non è facile perdere un compagno del paddock, che sia pilota o meccanico. Ma nel caso di un pilota è ancora più dura: ricevi la notizia, fai il minuto di silenzio… alla fine sono i rischi che prendiamo ogni volta che saliamo in sella alla moto. Succede, non piace e certamente è un momento duro. Voglio mandare un saluto al team, alla famiglia ed agli amici di Dupasquier.”

Per quanto riguarda la manovra che ha causato il ritiro: “È successo in un punto in cui te lo puoi aspettare. È un incidente di gara, ma è colpa mia, non di Binder. Sono entrato all’interno della curva 2, l’avevo perso di vista e pensavo che fosse dietro, poi nel cambio di direzione c’è stato il contatto. Per fortuna sono caduto solo io. A livello fisico sono contento: durante il weekend pensavo che sarebbe andata molto peggio, invece ho tenuto abbastanza bene e questo è importante.”

Infine, sulla condizione fisica e prestazionale al Mugello: “Non volevo finire il Gran Premio troppo presto… Mi mancano chilometri, mi mancano giri e li posso fare solo in un weekend di gara. Abbiamo fatto qualche passo avanti in un circuito in cui sappiamo che si soffre parecchio, sia per quanto riguarda Honda che per il mio fisico.” 

Giacomo Da Rold

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