Il GP di Germania di MotoGP si chiude con un verdetto importantissimo per il motomondiale: il “Re” è tornato al Sachsenring. Marc Marquez infatti riesce proprio nel suo circuito preferito ad interrompere un digiuno di vittorie durato più di un anno.

GARA CAPOLAVORO

Una gara capolavoro quella di oggi sfoderata da Marc Marquez al GP di Germania di MotoGP. Il fenomeno di Cervera infatti, dopo essere partito dalla quinta casella, conquista la testa del gruppo alla prima curva senza più lasciarla. A nulla sono valsi gli sforzi dell’ottimo Miguel Oliveira che fino all’ultimo ha provato a contendere la vittoria a Marquez, dovendosi però inchinare al Re del Sachsenring.

Per Marquez si tratta di un risultato eccezionale considerando il periodo nero che il pilota Honda ha dovuto attraversare nell’ultimo anno, riuscendo a regalare la vittoria alla casa giapponese dopo ben 21 Gran Premi di digiuno. Nemmeno la leggera pioggia che si è abbattuta sul circuito tedesco è riuscita a fermare Marquez, che anzi ha mostrato grande freddezza riuscendo addirittura ad aumentare il gap sugli avversari.

Eppure Marquez arriva da un periodo negativo che lo ha visto protagonista di ben tre cadute che hanno minato la fiducia dell’otto volte Campione del Mondo. Però sul circuito amico del Sachsenring la paura è passata e già dalle prove libere siamo riusciti ad ammirare scampoli del vecchio Marquez. In gara poi non c’e stata storia ed il Cabroncito ha rifoderato tutto il suo talento proteggendo il record che lo vede protagonista sul circuito tedesco, in cui nessuno ancora è riuscito a batterlo.

LE DICHIARAZIONI DI MARQUEZ 

Al termine del GP di Germania di MotoGP, Marquez è parso parecchio emozionato: “Ancora non so cosa dire. È stato un momento duro che non si affronta da soli. Ci sono state tante persone dietro, tutta la Honda che mi ha rispettato tanto, il team, la famiglia. Oggi guidare era difficile. Arrivavo su una pista che era favorevole, ma la situazione era molto difficile. Venivo da tre cadute e ho semplicemente guidato senza provare a pensare a cosa facevo ne da dove arrivavo. È quello che ho fatto, ho preso il rischio quando è caduta un po’ d’acqua e mi sono detto ‘oggi è il mio giorno’. Tutto si sta mettendo a posto e ho provato a spingere. Si vede che avevo difficoltà nel cambio direzione. Qui era solo un punto, invece al Mugello e Barcellona erano tanti punti. Qui dalla 10 ed alla 11 ancora dovevo capire come mettere bene il braccio, non mi sento sicuro e non mi sento fiducioso nella reazione se la moto fa qualcosa".

DOOHAN FONDAMENTALE

Marquez svela uno dei segreti del suo ritorno: “Una delle cose che mi ha aiutato tanto dopo il Mugello è stata parlare con Mick Doohan. Abbiamo parlato e gli ho detto che volevo chiamarlo per sapere la sua situazione nel 1992 e nel 1993. Da quella telefonata ho capito tante cose. Quando lui parlava ho chiuso gli occhi, siamo stati mezz’ora al telefono, ma parlava solo lui, io ascoltavo e basta. Sembrava che stesse dicendo tutto quello che mi sta succedendo adesso. Diceva che non capiva cosa succedesse sulla moto, poi andava meglio, poi commetteva qualche errore che non era solito fare, cadeva senza capire perché. Lui faceva una cosa, la moto un’altra. È proprio quello che mi sta succedendo”.

PIEDI PER TERRA

Nonostante la vittoria il fenomeno di Cervera tiene i piedi saldamente a terra: “Nello sport in generale si vive nel presente, al passato ci puoi pensare quando ti ritiri. Ma adesso dobbiamo provare a continuare a lavorare perché oggi abbiamo vinto, ma in Olanda torniamo alla nostra realtà. Onestamente quello che mi veniva in mente erano le ultime tre cadute di Le Mans, Mugello e Montmelo, non avevo in mente nient’altro. Questa vittoria è importante per l’uomo Marc. Il pilota è là ma non è ancora il pilota che era. Vediamo futuro se si potrà ritornare a guidare come voglio io. Ma oggi è stato un giorno molto importante per me ma anche per Honda”.

Julian D’Agata