Fonte: motogp.com

Un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze disastrose, ma che per pura fortuna si è risolto solo con un grande spavento per i piloti coinvolti. E’ quanto accaduto ad Austin nella gara di Moto3, quando una scriteriata manovra da parte di Deniz Oncu ha innescato una paurosa carambola che ha coinvolto Jeremy Alcoba, Andrea Migno e Pedro Acosta. Per il turco, responsabile dell’accaduto, è quindi arrivata la squalifica per i prossimi due Gran Premi.

PUGNO DI FERRO CONTRO ONCU

La paura continua a regnare sovrana in Moto3. Questa volta tutto è filato liscio, almeno dal punto di vista delle conseguenze fisiche, ma l’ennesimo campanello d’allarme deve obbligatoriamente fare riflettere. Il tutto a pochi giorni di distanza dalla scomparsa di Dean Berta Vinales nella Supersport 300 a Jerez, e in un’annata già segnata dalle tragedie di Dupasquier e Millàn. Il provvedimento nei confronti di Deniz Oncu questa volta è stato esemplare, con il turco che sarà costretto a saltare le prossime tappe di Misano e Portimao. Ma l’auspicio è che d’ora in avanti il pugno di ferro sia d’obbligo, al fine di evitare altre condotte irresponsabili come quella vista sul rettifilo principale di Austin.

UNA DINAMICA SPAVENTOSA

Perché soltanto per una fortunata coincidenza un nuovo dramma è stato evitato. Una questione di centimetri o, se preferite, di attimi. Lo scarto in pieno rettilineo di Oncu, con Alcoba che si ritrova scaraventato per terra e la sua moto centrata in pieno da Migno e Acosta. I piloti che rotolano in mezzo alla pista, sfiorati dai colleghi che sopraggiungono a tutta velocità. Una scena raggelante, conclusa per tutti con un grosso sospiro di sollievo. Ma le reazioni nel paddock non sono di certo mancate. Tra di esse anche quella di Valentino Rossi, il quale ha criticato senza mezzi termini la scelta della Direzione Gara di fare ripartire i piloti per gli ultimi cinque giri dopo l’incidente di Salac. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Dovizioso e Bastianini, il quale ha invocato la squalifica del responsabile per l’intero campionato.

Adesso però urge un cambio di rotta. Perché non è ammissibile che ogni gara si trasformi in una roulette russa. Con piloti spesso e volentieri nemmeno maggiorenni che sembrano intenti a giocarsi la gara della vita. La quale spesso, purtroppo, rischia sempre più di trasformarsi in una gara per la vita.

Marco Privitera

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