De Vries intervista esclusiva
Nyck De Vries (NLD), Mercedes Benz EQ

Nyck de Vries, pilota campione del mondo di Formula E, è tornato a raccontarsi in un’intervista esclusiva ai microfoni di LiveGP.it. Con noi l’olandese ha parlato del suo presente in Formula E e nel WEC, dei suoi sogni e dei futuri obiettivi,  svelandosi anche in una maniera inedita, fuori dall’abitacolo e senza la tuta da pilota.

Ciao Nyck, innanzitutto complimenti per la vittoria in Formula E. Sei il primo campione del mondo di questa categoria: te l’aspettavi o è stata una sorpresa anche per te?

Beh, siamo arrivati agli ultimi round con il campionato ancora aperto, con molti piloti in lotta. Eravamo in testa quindi sapevamo che avremmo potuto vincere ma comunque, visto anche il format della qualifica a gruppi, avevamo la consapevolezza che sarebbe stata una lotteria. Siamo stati molto fortunati soprattutto domenica ad arrivare davanti, ma comunque siamo stati in testa per molto tempo quindi era una vittoria meritata. Per quanto mi riguarda il senso di euforia dopo la vittoria è stato differente, non abbiamo costruito una vittoria ed è stata molto tirata fino alla fine, ma d’altra parte sono felice che abbiamo vinto il primo titolo mondiale in questo campionato.

Nel 2019 hai vinto anche il campionato di Formula 2. Da pilota, sapresti dirci che differenze ci sono tra una monoposto di F2 e una di Formula E?

Le differenze ovviamente sono molto significative, a partire dal motore. Le F2 hanno un motore termico e gomme slick, mentre le Formula E hanno un motore elettrico e gomme tassellate adatte ai circuiti cittadini.  La chiave per rispondere a questa domanda è che non si possono paragonare le Formula E alle monoposto tradizionali. La Formula E non ha quasi downforce, non ha gomme lisce, corriamo nei centri cittadini, dobbiamo controllare l’energia e molti altri elementi per la strategia di gara, poi la sostenibilità che è importante… La base resta quella: si gareggia, si cerca di andare più veloci, di entrare meglio possibile in curva e si accelera prima degli avversari, ma i valori del campionato sono totalmente diversi. Per questo dico che bisogna apprezzare la Formula E come un campionato separato, non si dovrebbe comparare con gli altri campionati.

Ti piace correre su circuiti cittadini o preferisci i circuiti permanenti tradizionali?

Generalmente sono un grande fan dei circuiti cittadini, non solo in Formula E, perché non sono un fan delle vie di fuga, dei track limits e di tutte quelle caratteristiche con cui sono costruiti i nuovi circuiti. I cittadini permettono di mostrare il tuo coraggio e la tua abilità, ogni volta che sbagli sei punito, devi essere molto preciso e costruire la tua abilità per non avere conseguenze quando commetti un errore, quindi bisogna provare molto. Da pilota sono un amante dei circuiti cittadini, poi le vetture di Formula E sono fatte apposta per questo tipo di tracciati e io credo si debba proseguire in questa direzione. Si sta lavorando sulle auto elettriche per capire quali distanze riescano a percorrere e quanto velocemente si possano ricaricare, ma in città è abbastanza irrilevante. In città dovremmo vedere solo auto elettriche.

Quest’anno hai preso parte per la terza volta alla 24h di Le Mans. Se potessi scegliere tra le vetture Formula e i prototipi LMP2, quale sceglieresti per il resto della tua carriera?

Come molti altri colleghi, non scelgo: preferisco la combinazione tra WEC e Formula E, tra ruote coperte e ruote scoperte. Ho la possibilità di partecipare a più campionati, mi piacciono entrambi e vorrei continuare così. Guidare vetture diverse contribuisce a migliorare la mia abilità e a rendermi un pilota migliore. Lo sviluppo non finisce mai, mi alleno ogni giorno, e lavorare su più assetti e diversi tipi di gare è fondamentale. Voglio continuare ad alternarmi in entrambe le categorie.

Quando hai scelto di diventare un pilota? Hai conosciuto qualcuno che ti ha trasmesso la passione o c’è stato un momento in particolare che ti ha fatto capire la tua strada?

Io vengo da un contesto vicino all’automobilismo, mio padre vendeva auto e voleva diventare anche lui un pilota. Ha anche provato a creare un team, e ha partecipato a qualche campionato Renault. È molto felice di vedermi correre, mi ha aiutato e motivato molto, è sicuramente lui la mia fonte di ispirazione.

Si è parlato di un tuo possibile approdo in F1 per la prossima stagione, alcune voci ti avrebbero voluto in Williams, altre in Alfa Romeo. Cosa vuoi rispondere a questi rumors? Ti piacerebbe far parte della griglia di partenza della F1 dal prossimo anno?

Innanzitutto credo non sia un segreto che ogni giovane pilota condivida lo stesso sogno di diventare un pilota di Formula 1. Sinceramente sono molto onorato che il mio nome sia stato accostato a diversi team, è bello sapere che molte persone mi supportino, ma allo stesso tempo sono realista. Mi piace quello che faccio e sono grato di avere questo ruolo in Mercedes in Formula E e di lavorare in Endurance con Toyota. Sono felice di fare ciò che sto facendo ora, sono fortunato a seguire il mio sogno. Ovviamente tutti condividiamo i nostri sogni, ma a me va bene ciò che faccio ora e vedremo cosa avrà in serbo il futuro. Farsi notare in questo mondo è più difficile di quanto possa sembrare da fuori. Continuerò a dare il massimo, a cogliere ogni occasione e ad avere tutte le porte aperte per avere una carriera lunga nell’automobilismo.

In cosa consiste la tua preparazione mentale prima di una gara? Di solito che fai, ascolti musica, stai da solo a pensare o leggi qualcosa?

Non ho una routine specifica a essere sincero. La Formula E non consente quasi di avere tempo libero, è tutto molto tirato con gli orari, si fa tutto in un giorno quello che in altri campionati si fa in tre… In genere prima di una gara sono abbastanza nervoso e mi prendo sempre 5-10 minuti, sono pochi e se fossero di più mi farebbe piacere, in cui chiudo gli occhi e sto da solo, mi rilasso, quasi mi addormento. Non dormo veramente, però sto con me stesso, a volte ascolto musica e mi concentro su tutto.

Hai corso in tanti circuiti, sia cittadini che permanenti. Qual è il tuo circuito preferito, se ne hai uno?

In Formula E credo Diriyah. I tratti più lenti si percorrono a velocità abbastanza alte, le curve sono veloci e i muri sono anche stretti. Abbiamo anche un buon passo lì, quindi decisamente Diriyah è il mio preferito in Formula E.

Quando sei fuori dall’abitacolo invece che fai? Come passi il tempo libero?

Beh, ti posso dire che al momento ho davvero pochissimo tempo libero (ride, ndr). In molti mi chiedono che cosa io faccia quando non sono in gara, ma ho tanti impegni, devo viaggiare molto per lavoro, quindi ho pochissimo tempo. Quelle poche volte in cui sono libero mi esercito al pianoforte, ma per il resto sono sempre al lavoro.

Vorresti dire qualcosa ai giovani che vogliono seguire la tua stessa strada?

Seguite sempre i vostri sogni e fate ciò che amate. Per i giovani è difficile trovare la propria strada, ci sono molte pressioni per quanto riguarda lo studio che è importante, ma se sanno di voler diventare piloti o lavorare nel motorsport devono crederci tanto. Se ci credi e vuoi arrivare in questo ambiente devi impegnarti, ma nulla è impossibile se lo vuoi!

Per concludere, ti andrebbe di salutare i nostri lettori e i tuoi tifosi italiani?

L’Italia è la mia seconda casa, ho trascorso molto tempo lì quando guidavo i kart e mi sono innamorato di questa nazione. Scusatemi se non sto parlando in italiano, ma non parlo molto bene e preferisco continuare con l’inglese. Ogni volta che ho la possibilità di trascorrere una settimana in vacanza vengo sempre in Italia perché mi sento a casa, quindi spero davvero di poter tornare presto in questa terra meravigliosa.

Ringraziamo Nyck de Vries per la disponibilità e per averci raccontato un po’ di sé in questa intervista esclusiva.

Beppe Dammacco

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