Formula E Gen3
Credits: media bank / media centre FIA Formula E (Sam Bloxham)

Il primo ePrix della Stagione 9 di Formula E ha visto il debutto in gara delle monoposto Gen3. Avevamo lasciato le monoposto della Serie full-electric con qualche domanda in sospeso prima dei test: quale impressione ha lasciato questa nuova generazione di vetture dopo la prima gara in Messico?

Troppo presto per dare un giudizio

Ovviamente non possiamo esprimere un giudizio compiuto sulla Serie con le nuove monoposto dopo soltanto una gara, tuttavia possiamo evidenziare alcuni temi. Ricordiamo che la FIA ha spinto parecchio su questa nuova generazione di monoposto, sperando che le tante novità possano costruire nuove prospettive e dimensioni per la serie. La Serie ha spostato molto in alto l’asticella tecnica delle Gen3 e il sito della Formula E non lesina slogan come “l’auto elettrica da competizione più veloce, più leggera e più potente mai costruita”.

Il passaggio dalla Gen1 alla Gen2 aveva già comportato un significativo salto in avanti per la Serie. A parte l’incremento di potenza, le Gen2 non avevano più bisogno del cambio vettura per coprire l’intera distanza di gara (per quanto tale cambio fosse un elemento “divertente” per il pubblico sugli spalti con vista box). Le Gen3 vedono le monoposto di Formula E incrementare di 100 kW la potenza complessiva, aggiungendo un 40% rispetto a quanto erogabile da una Gen2.

Velocità

Con la massima velocità (sulla carta) che balza da 280 km/h a 322 km/h e con geometrie più contenute (per quanto esteticamente discutibili), le Gen3 di Formula E possono trovare assimilazione con le Formula 3. Esaurita questa lunga presentazione, andiamo a raffrontare quanto visto in Messico nel 2023 con quanto visto nell’edizione precedente, al netto delle condizioni climatiche. L’impressione è che le Gen3 abbiano girato sostanzialmente sugli stessi tempi delle Gen2, se non più lentamente, pur mettendo in scena una gara interessante per il pubblico.

Giudicare un’impressione diventa piuttosto difficile, soprattutto se non disponiamo di riferimenti. Nell’ultima edizione dell’ePrix di Città del Messico, infatti, le problematiche legate all’assenza di un sistema idraulico di frenata al posteriore hanno indotto gli organizzatori ad inserire una chicane (con conseguente rallentamento) nella parte centrale del tracciato. In realtà, la mancanza del sistema frenante di tipo idraulico sul posteriore non costituisce il concetto alla base del problema (visto che con la rigenerazione il sistema risulta comunque sussidiario), quanto le logiche di funzionamento in caso di avaria.

Il tempo dirà come la Serie e le scuderie affronteranno e risolveranno questo problema. Almeno a breve, possiamo pensare all’inclusione di correttivi nei tracciati dove le velocità e/o le frenate potrebbero risultare critiche. Detto questo, e chiusa la parentesi sull’impianto frenante, la comparazione delle prestazioni migliori tra Gen2 e Gen3 nel primo settore e nel terzo settore (rimasti immutati tra le varie edizioni) parlano di tempi simili, se non più lenti per le Formula E più recenti.

Regressione o potenziale da esplorare?

Abbiamo visto una regressione dunque? In realtà no, perché le monoposto attuali risiedono nelle fasi iniziali dello sviluppo del progetto. Mettendola in altri termini, correndo in una Serie che possiamo considerare un monomarca per tre quarti, le scuderie dovranno lavorare su affidabilità e comprensione della vettura. Come se non bastasse, nell’equazione va inserita anche la variabile gomme: il nuovo fornitore Hankook ha portato una gomma più dura rispetto alle precedenti Michelin, con un livello di grip (per ora) più limitato. I piloti hanno segnalato una diminuzione sensibile del grip meccanico e la tendenza ad avere delle finestre di utilizzo delle gomme molto più limitata che in precedenza.

In ogni caso, il dimagrimento delle monoposto ha portato a delle vetture che paiono dotate di una migliore agilità, per quanto le velocità in curva rimangano ancora in un livello di “cautela”. Alla fine il pubblico pare aver gradito quanto offerto dalla nuova generazione di monoposto, per cui vale la pena aspettare e vedere dove porterà l’esplorazione dei limiti e del potenziale delle Gen3 di Formula E. Teoricamente i numeri vedono queste monoposto capaci di far sparire parte del tetto prestazionale che i limiti tecnologici avevano imposto sulle generazioni di vetture precedenti.

Luca Colombo

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