HyperCar e LMDh riusciranno davvero a equivalersi in pista?
HyperCar e LMDh riusciranno davvero a equivalersi in pista?

Il nuovo regolamento LMDh non è ancora stato annunciato ufficialmente, ma pare stia facendo già vacillare la credibilità del rispettivo HyperCar. Questa è l’attuale situazione di dubbio che regna nel mondo Endurance fra le due sponde dell’Atlantico. Da un lato l’Europa e il suo più sofisticato WEC, dall’altro l’America e un regolamento che bada alla sostanza e al contenimento dei costi come l’IMSA. Chi avrà la meglio? Difficile dirlo ora, ma il gioco è fatto di sottili equilibri che potrebbero creare non pochi problemi.

Qui Europa: la disfatta dell’ACO?

Da un lato ci sono la FIA e l’ACO, con quest’ultima che ha presentato il suo regolamento HyperCar diversi anni fa. Dopo un entusiasmo dilagante e l’interessamento di diversi costruttori, ora ci si ritrova con la solita Toyota e un manipolo di privati. Tra questi ultimi ufficialmente compare solo la Glickenhaus. La Peugeot invece valuta ancora con quale regolamento entrare: la situazione delle vetture che sostituiranno gli attuali LMP1 pare quanto mai in salita. Ogni mese che passa diventa sempre più difficile e, la sensazione che le HyperCar siano destinate a fallire prima del nascere, diventa sempre più palpabile.

Qui America: un campionato dalle enormi potenzialità?

Dall’altra parte dell’Atlantico c’è un rinnovato ottimismo, dopo l’entusiasmo trapelato fra i vari addetti ai lavori, appena annunciata qualche indiscrezione sulle nuove LMDh. Programmato un uso contingentato di telai realizzato da un numero esiguo di costruttori: Dallara, Oreca, Ligier e Multimatic, con Ginetta alla finestra in attesa di una possibile approvazione. Sul versante motoristico e di conseguenza di marchi, i soliti produttori americani già attualmente impegnati in IMSA e una candidatura Porsche che si fa sempre più insistente. Potenzialmente, date le caratteristiche della bozza appena presentata, tutti i costruttori impegnati nella classe GT3 potranno utilizzare il motore delle loro vetture come base per accedere nella LMDh. Un colpaccio di notevole portata se già solamente la metà delle case che producono GT3 abbracciassero l’idea di Endurance a stelle e strisce!

Dei sottilissimi equilibri da controllare!

Il presidente dell’IMSA John Doonan ha annunciato che le LMDh svilupperanno una potenza complessiva di 670 Cv, di cui 30 kW generata dalla componente elettrica, fornita in monofornitura, che agirà sull’asse posteriore. In più, per stessa ammissione di Doonan, gli attuali costruttori di DPi dovranno solamente aggiornare i loro propulsori e la componente aerodinamica per rientrare all’interno della finestra prestazionale. Il tutto è stato accuratamente studiato per contenere i costi, anche in vista dell’attuale situazione economica con annessa difficile ripartenza del mondo dell’Automotive. Ancora una volta in USA hanno badato più al sodo per cercare di rivitalizzare una categoria che altrimenti avrebbe rischiato il tracollo. A conferma di ciò la stabilità regolamentare per cinque anni, unico problema resta l’equivalenza e l’annesso BoP. Un campanello d’allarme è che non ci sono delle certezze per quanto riguarda le HyperCar nell’IMSA. C’è la possibilità che entri solamente la Toyota, in quanto si vorrà puntare solamente sui “principale costruttori”. Insomma, ancora una volta, si rischia di girare le spalle ai piccoli costruttori e ai privati che da sempre hanno fatto da ossatura nel mondo Endurance.

Michele Montesano

Michele Montesano. Nato a Potenza nel 1989 (l’anno del primo cambio al volante della F1). Da sempre innamorato delle auto e tutto ciò che le riguarda, fin da piccolo leggevo contemporaneamente Topolino e… Autosprint. Visti i miei studi in ingegneria meccanica, adoro la tecnica sia per quanto concerne l’aerodinamica che per il telaio e motore. Ferrarista dalla nascita e Alfista da prima di ottenere la patente di guida. Seguo qualsiasi categoria a quattro ruote e adoro il modellismo. Ho iniziato a scrivere di Motorsport grazie a LiveGP.it e non mi sono più fermato, attualmente collaboro anche con ItaliaRacing.net. Appassionato di nuove tecnologie e stampa 3d sono co-fondatore della Stamperia Clandestina M Lab. Assieme al collega e amico Carlo Luciani sono co-autore del primo libro marchiato LiveGP.it "Veloci più del tempo: I protagonisti italiani del Motorsport dagli albori agli anni ‘70".

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.