In questo weekend la Formula 1 è di scena in Olanda sul circuito di Zandvoort, tracciato ritornato in calendario lo scorso anno dopo un'assenza durata ben 36 anni. Una delle edizioni rimaste impresse nella mente degli appassionati è sicuramente quella del 1979, con l'iconico giro di Gilles Villeneuve su tre ruote.

1979, un anno che per molte stagioni i tifosi ferraristi avrebbero visto quasi come l'inizio di una maledizione, un sortilegio. Fu quello, infatti, l'ultimo Campionato in cui la Ferrari trionfò con Jody Scheckter, prima che Michael Schumacher interrompesse un digiuno lungo 21 anni.

GILLES L'AVIATORE

Compagno di squadra del futuro Campione sudafricano era il canadese Gilles Villeneuve che, dopo l'esordio con la McLaren nel 1977, era stato ingaggiato dalla Ferrari e fortemente voluto dal patron Enzo. Gilles era soprannominato l'Aviatore, sia per via del suo stile di guida spregiudicato e aggressivo (senza però mai sfociare nell’irregolarità), ma anche per… i ‘voli’ fuori pista di cui era sovente protagonista. Anche nell'annata 1979 il canadese aveva dato spettacolo in pista, ma sarebbe stata proprio la gara di Zandvoort a consegnarlo definitivamente alla storia.

IL SORPASSO ALLA TARZAN BOCHT

Partito dalla terza fila di fianco proprio al suo compagno di squadra, Villeneuve conquistò immediatamente la seconda posizione dietro alla Williams di Alan Jones, mettendosi alla caccia del futuro Campione del Mondo 1980. Al giro 11 il canadese decise di rompere gli indugi attaccando all'esterno l'australiano alla Tarzan Bocht, prendendosi la vetta della gara.

IL RITORNO DI JONES E IL TESTACODA

Al giro 47 Villeneuve dovette subire il ritorno prepotente di Jones che, infatti, mise immediatamente sotto pressione il canadese, il quale finì in testacoda alla nuova chicane perdendo il comando della gara ma riuscendo a ripartire con la gomme posteriore sinistra che incominciava a sgonfiarsi a seguito della forte sollecitazione subita.

IL MITICO GIRO SU TRE RUOTE

Il resto è leggenda. Villeneuve, non domo, cercò di recuperare immediatamente sul rivale australiano, ma un lungo alla prima curva diede il definitivo colpo di grazia alla posteriore sinistra della 312 T4 del canadese che, infatti, finì con il subire un "dechappamento". Fedele alla sua ormai consolidata nomea, l'Aviatore decise di proseguire percorrendo quasi un intero giro su tre ruote, con la posteriore sinistra che si strappò rimanendo ancorata alla vettura tramite le tubazioni dei freni. Villeneuve riuscì nell'impresa di ritornare ai box, dovendosi ritirare per l'impossibilità di riparare il danno da parte dei meccanici Ferrari.

MANOVRA CRITICATA

La manovra, impensabile nella Formula 1 moderna, fu aspramente criticata da parte dei colleghi e degli addetti ai lavori per l'eccessiva pericolosità, ma certificò ancora una volta il carisma e l'esuberanza di un pilota che, ancora oggi, scalda i cuori e le menti di tutti gli appassionati di Formula 1. Per la cronaca, a trionfare fu Alan Jones davanti a Scheckter e Laffite, con Nelson Piquet che conquistò i suoi primi punti iridati.

CORSI E RICORSI STORICI

Ma chi come Gilles a Zandvoort riuscì in questa impresa? Come non ricordare Lewis Hamilton, che tagliò su tre ruote il traguardo di Silverstone 2020 per lo scoppio della sua anteriore sinistra. Oppure Michael Schumacher che, nel 1998, percorse su tre ruote il tratto tra Pouhon e il box dopo aver tamponato il doppiato David Coulthard nel GP Belgio di quell'anno. Altri piloti e altri tempi, ma comunque leggende dell'automobilismo moderno.

Vincenzo Buonpane