Hamilton Verstappen Jeddah
Credit: profilo Twitter Red Bull Racing - Honda

In attesa dello show-off tra Max Verstappen e Lewis Hamilton in conferenza stampa, atteso per la giornata odierna, andiamo a rinfrescarci la memoria con l’ultimo oggetto del contendere tra i due: la tamponata in quel di Jeddah. Analizzeremo meglio tutta la manovra con l’ausilio di qualche tracciato telemetrico, cercando di comprendere meglio anche la decisione dei commissari nel penalizzare l’olandese.

Dati

Per prima cosa andiamo a prendere i dati di telemetria per Hamilton e Verstappen relativi ai giri 36, 37, 38, 39 e 40. Perché prendiamo questo range? Innanzitutto per avere un riferimento di quanto avvenuto durante altri giri, che potremmo definire “regolari”.

Il giro in cui avviene il tamponamento è il numero 37. Come ci aspettiamo, a parte l’apertura del DRS e qualche altro parametro che ovviamente non rimane costante giro per giro, vediamo un’evidente discontinuità nella parte finale della tornata.

Focalizziamo la nostra attenzione all’incirca dai 4500 m in poi (l’asse orizzontale riporta la distanza sul giro percorsa, in metri). Guardando il grafico delle velocità (cioè quello più in alto), notiamo come in tutti i giri, tranne il trentasettesimo, entrambi i piloti “costruiscano” velocità procedendo a tavoletta lungo la sezione del tracciato, per poi arrivare ad staccata piuttosto marcata intorno ai 5500 m.

Un po’ di zoom

Osservando il grafico “zoomato” relativo al giro trentasette, si nota come Verstappen attacchi e stacchi l’acceleratore grossomodo intorno ai 4200m e 4800m (riquadro rosso). Le cambiate sono più “lunghe” rispetto a quelle di Hamilton e molto probabilmente già in questo frangente prendeva forma l’input del box Red Bull sul restituire la posizione in “maniera strategica”. Hamilton in questo momento arriva in prossimità dell’olandese.

Intorno ai 5000 m avviene la seconda parte della manovra (riquadro arancione). Max toglie acceleratore e incomincia a frenare. La curva della velocità incomincia a perdere nettamente pendenza, con il contributo anche della velocissima scalata, che plausibilmente “aggiunge” dell’ulteriore freno motore. In questo frangente Hamilton inizialmente da una frenata, poi parzializza l’acceleratore. Come si nota, la velocità di Lewis è di poco maggiore a quella di Max.

I due sono molto vicini e il patatrac arriva in prossimità del minimo evidenziato nel grafico (linea gialla), dove la curva della velocità “viaggiava” in discesa ripida. Subito dopo il contatto, Max riattacca l’acceleratore e se ne va. La successiva frenata della curva che immette sul rettilineo principale è evidenziata dal cerchietto arancione nel grafico.

Osservazioni e conclusioni

Oggettivamente la dinamica descritta da questo grafico “parla” di un’incomprensione tra i due. Bisogna introdurre qualche elemento in più. Il primo riguarda i dati sul freno, di cui la telemetria a nostra disposizione riporta solo un’informazione ON-OFF. La direzione gara ha verosimilmente a disposizione i dati relativi alla pressione sul pedale (non realizzabili con uno strumento che ne valuta solo la posizione) e sulla base di questi ha potuto stabilire la presenza di un “brake-check” o meno.

Il secondo elemento riguarda la manovra di restituzione della posizione in maniera “strategica”. Qui la questione si fa più di lana caprina, perché proprio il concetto stesso di restituzione (ed acquisizione da parte di Lewis) in modo strategico, lascia la porta aperta ad incomprensioni ed eventualità simili. Terzo elemento riguarda le informazioni scambiate con i box da parte di entrambi i piloti e la posizione in pista di Verstappen, certamente non la migliore per dare strada volontariamente al rivale. E di sicuro la sede del GP d’Arabia Saudita non si presta ad essere ricordato come uno con la sede stradale particolarmente larga.

In tutto questo marasma diventa piuttosto difficile esprimere giudizi, in qualsiasi direzione. L’unica speranza rimane quella per cui il Mondiale 2021 tra Hamilton e Verstappen non venga deciso e passi alla storia per qualche manovra spettacolarmente al limite del lecito o per qualche infinito scambio epistolare a livello sportivo-legale. I tifosi di Formula 1 non meritano tutto questo.

Luca Colombo

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