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Il nipponico Yuki Tsunoda non delude le aspettative. Da subito aggressivo nel weekend di apertura del 2021, il pilota AlphaTauri inaugura la sua prima stagione in F1 con un nono posto.

Sicuro di sé, sarcastico, senza filtri. Un rookie con delle caratteristiche simili non lo si trova facilmente, specialmente al debutto in F1. La sua identità è già consolidata e non sembra avere bisogno di aggiustamenti.

TALENTO, SICUREZZA E IL GIUSTO SUPPORTO

Dai suoi trascorsi nelle formule minori è noto come il giovane che brucia le tappe. Dal Giappone con furore, Tsunoda si è fatto largo dal 2016 al 2018 nella F4 nipponica, sbarcando successivamente in Formula 3 con Jenzer Motorsport.

Con un notevole bagaglio di esperienza accumulato tra Euroformula Open, Toyota Racing Series e un 3° posto in FIA F2 da rookie, Tsunoda è giunto di prepotenza in Formula 1 scalzando Daniil Kvyat.

Il 20enne vanta inoltre il supporto di Red Bull e Honda, essendo membro dei due programmi junior da due anni. Complice nel suo rapido avanzamento di carriera è stata anche la sua indistruttibile self-confidence, la stessa che gli ha permesso di mettersi in luce nei test in Bahrain seppur con il DRS aperto in punti non autorizzati.

CHI BEN COMINCIA…

Nella qualifica di ieri, mentre Gasly ha impressionato con il 5° tempo, Yuki Tsunoda ha concluso 13°, fuori nel Q2. Il giapponese non ha nascosto la sua delusione ai media, mostrando un’altra parte di sé, ossia la propria schiettezza e ironia davanti alla telecamera e fuori dall’abitacolo.

Continua a procedere a ritmo sostenuto il character building della giovane promessa, che non ha avuto alcun timore reverenziale nel fare un sol boccone di Kimi Raikkonen. Dalla 13^ posizione Tsunoda ha costruito con solidità e fermezza la propria gara, risalendo fino alla Top 10 e sorpassando Lance Stroll in extremis per condire con un ulteriore punto il suo sensazionale debutto. Con il risultato di oggi arriva anche un’interessante statistica: Tsunoda diventa il primo giapponese a raccogliere punti in Formula 1 dopo nove lunghi anni (ref. Kobayashi al GP Giappone 2012) di digiuno per il Paese del Sol Levante.

Insomma, Tsunoda sembra mettere tutti d’accordo in un periodo in cui la nuova generazione avanza di prepotenza verso il successo nella classe regina. In generale un buon inizio di stagione è un ottimo biglietto da visita, ma in questo caso potremmo trovarci al cospetto di una preziosa rarità, tutta da scoprire nelle prossime tappe.

Beatrice Zamuner

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