Test Ferrari

Tempo di bilanci dopo l’ultimo giorno dei test di Formula Uno in Bahrain: la Ferrari ancora non impressiona, è buona, ma è da “costruire”.

Una sessione di test pre-stagionali concentrata in tre giorni è per sua stessa natura intensa: il weekend in pista in Bahrain l’ha confermato. Caldo e vento hanno condizionato le operazioni, l’azione in pista è stata frenetica e senza soste. I team impegnati non hanno perso tempo e sfruttato ogni attimo per raccogliere dati fondamentali così da scendere in pista fra due settimane quando si farà sul serio.

Dopo il 2020 raccapricciante che ha imbarazzato squadra e tifosi la Ferrari è chiamata la riscatto. Una strada in salita e ricca di ostacoli: vuoi per il gap creatosi con i primi, vuoi per il valore delle altre vetture che con ogni probabilità lotteranno per le posizioni alle spalle del podio.

Meglio del 2020

Diciamo subito che le prime indicazioni sono incoraggianti. Il valore dei test, lo abbiamo ripetuto fino alla noia, è relativo. Ma entrambe le Rosse scese in pista con Sainz e Leclerc si sono dimostrate in forma e all’altezza della sfida. Velocità ritrovata e tempi sul giro interessanti, per voler riassumere il rendimento in una frase.

Certo, il passo gara rimane da migliorare, dopo quanto visto specialmente oggi, e l’affidabilità andrà perfezionata. Ma nessuno è libero dai problemi, come ha dimostrato la corazzata Mercedes: veloce sì, ma tutta da migliorare. E in fondo la Ferrari, dopo un inverno di incertezze, si ritrova in pista con una SF-21 buona, che può, se non altro, far sperare in un piccolo salto di qualità per posizioni di classifica nel campionato Costruttori migliori del recente passato. Quarto posto verosimilmente l’obiettivo, con un occhio al terzo in caso di condizioni favorevoli.

Cosa aspettarsi dunque?

Forse mai come quest’anno, vista la scarsità di giorni di test, i risultati di questo primo assaggio di pista potrebbero considerarsi indicativi: niente che faccia gridare al miracolo, ovvio, ma la nuova Ferrari (chissà se Sainz le darà un nome) si è mostrata migliore e più veloce della vecchia.

Più rapida in velocità di punta, più bilanciata ed efficace sul giro secco. Lo stesso non si può dire del passo gara, ma per quello ancora qualche settimana di lavoro potrà risolvere il problema. Tanti i giri di Sainz e Lelcerc senza intoppi, run che hanno evidenziato una maggiore stabilità della vettura anche al posteriore, grazie alle modifiche rispetto al 2020. Alcuni obiettivi saranno portata di mano, altri meno: fondamentale, però, approfittare delle occasioni che si presenteranno nelle gare pazze e nelle situazioni più imprevedibili.

Le parole di Binotto

Intervistato al termine della tre giorni di test a Sakhir, il DT della Ferrari ha commentato con parole di consapevolezza, di leggero ottimismo, ma caratterizzato dall’ormai classico mantra del ‘testa bassa e lavorare’.

“Ci stiamo concentrando su noi stessi cercando di capire la macchina. Sono gli unici test della stagione quindi stiamo cercando di ottenere più dati possibili e capire il comportamento della macchina in ogni condizione. E’ importante la correlazione con i nostri strumenti a Maranello“ ha voluto sottolineare il team principal, che non ha voluto ancora confrontare il rendimento della Ferrari con quello degli altri team.

“E’ preso per confrontare le prestazioni degli altri, abbiamo avuto programmi diversi. Cerchiamo di prepararci al meglio per l’inizio della stagione. Il nuovo simulatore non è ancora funzionante, ma sarà molto utile per le prossime stagioni ma non ancora per la vettura di quest’anno”.

Sembra però che finalmente i dati delle simulazioni potranno trovare un riscontro nella pista. “La correlazione è buona rispetto alle aspettative e questo è un grosso passo avanti rispetto al passato. Non significa essere veloci, ma avere degli strumenti corretti di progettazione e sviluppo. La velocità sul rettilineo non è più un problema quanto lo era prima. Merito del motore cresciuto ma anche della parte aerodinamica. Dove siamo rispetto agli altri lo capiremo tra 15 giorni e anche nelle gare successive. Il Bahrain è caratteristico e non rappresentativo di tutto il mondiale”.

Stefano De Nicolo’

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