Show car 2022
Renderizzazione delle monoposto di F1 per il 2022 (Credit: F1.com)

Giusto una settimana fa abbiamo presentato in esclusiva due scatti relativi alla show car che prefigura il futuro della F1, mostrando come dovrebbero essere le monoposto dal 2022 in poi. Le foto hano fatto il giro del mondo, alimentando domande e dubbi relativi al futuro prossimo, che qui cercheremo di analizzare più nel dettaglio.

Un prototipo statico e tangibile

Innanzitutto dobbiamo ribadire il concetto per cui la monoposto ritratta nelle foto è una mock-up car, ovvero un modello che verrà esposto presumibilmente in maniera statica.

Quanto riportato nel nostro articolo, ovvero la presentazione di questa vettura durante il GP di Gran Bretagna, pare abbia trovato conferma in una dichiarazione di Martin Brundle. Traino storico e piena capienza dell’evento a Silverstone: così la F1 vuole presentare il proprio futuro.

Facciamo un salto indietro nel tempo. Negli ultimi anni Liberty Media ha spinto molto sull’introduzione di una rivoluzione nel regolamento tecnico e, in più di un’occasione, ha reso disponibile materiale inerente a questa vision. Render, modelli in scala e relative foto delle operazioni in galleria del vento… L’approccio “trasparente” va così a sublimarsi in una presentazione di un oggetto vero e proprio, eventualità in controtendenza con il trend attuale di proporre render e media in formato elettronico.

Il nodo delle interpretazioni

La mock-up car in questione, come già evidenziato nell’articolo che accompagnava le foto esclusive, presenta una monoposto le cui decisioni tecniche sono basate sulla lettura che gli organi stessi della F1 hanno dato del nuovo regolamento. Secondo questa interpretazione, le monoposto presenteranno linee futuristiche e pulite. Le monoposto che vedremo nel 2022 saranno simili alla mock-up car? Presto per dirlo, soprattutto perché i regolamenti tecnici sono sempre sottoposti ad interpretazione.

Non è dato sapere, dunque, quanto un’interpretazione più spinta del regolamento contribuisca in termini di “forma esterna” delle monoposto. Ricordiamo i render che descrivevano la vision della discontinuità tecnica per il 2014? Linee pulite ed armoniose: non contemplavano tutte le possibili letture al limite. Nella realtà, poi, abbiamo visto un campionario di imbarazzanti prolunghe e prolunghine sull’anteriore delle vetture.

In altre parole non possiamo prevedere quanto e come l’attività di exploiting dei vari uffici tecnici possa deviare da questa visione del futuro.

Concetti tecnici

A titolo di esempio, la show-car mostra il ritorno al muso basso, ma non è detto che non si possa recuperare una soluzione à la “ala di gabbiano” della Tyrrell 019. Di sicuro non vedremo più le soluzioni estreme dei musi altissimi del biennio 2012-2013. Il disegno degli insiemi di ali dovrebbe risultare più semplificato rispetto al passato, ma possiamo aspettarci la presenza di zone attorno alla vettura su cui far proliferare profili e alette.

Una delle questioni più temute e spinose relative al 2022 riguarda una deriva tecnica verso la standardizzazione della massima Formula, sullo stile IndyCar. Effettivamente se questo fosse verificato, la Formula 1 tradirebbe la sua intima (e sbandierata) natura di pinnacolo tecnico e tecnologico. Da questo punto di vista, giusto per dirne una, non farà piacere sapere che i cestelli dei freni faranno parte della componentistica standard. Per non parlare del disegno del fondo vettura (ricordiamo che le monoposto torneranno ad impiegare l’effetto suolo), che pare essere fortemente “blindato”.

Libertà vincolate

Come evidenziato in precedenza, l’interpretazione sul regolamento tecnico dovrebbe fornire alle varie scuderie un grado di libertà rispetto al funestato appiattimento. Bisogna notare, tuttavia, che la libertà tecnica è piuttosto vincolata.

Nel 2022 sentiremo parlare di listed team components (componenti di proprietà intellettuale di una scuderia, da cui devono essere progettati e prodotti), transferable components (componenti progettati e prodotti da una scuderia o fornitore, ma acquistabili da scuderie clienti) e standard supply components (tutto quello che non ricade nelle categorie precedenti).

Con tutta probabilità la sfida tecnica verrà giocata su queste parti. Per non sapere ne’ leggere, ne’ scrivere, inoltre, prepariamoci dunque ad una costosissima guerra tecnica su particolari tecnici per cui la standardizzazione pare essere intrinsecamente più blanda, come i profili “fendi vortici” sopra gli pneumatici anteriori.

Il futuro dietro l’angolo

Stando a quanto si legge sulla stampa specializzata di lingua tedesca, la F1 vorrebbe fare chiarezza a breve anche sul reparto propulsivo del futuro. Per questo il 3 luglio dovrebbero riunirsi a Spielberg i fornitori attualmente presenti nel Mondiale, con l’aggiunta dei CEO di Porsche ed Audi.

Il 2022 è ormai alle porte: presto rimarremo stupiti, in un modo o nell’altro, di quello che questa rivoluzione tecnica porterà. La mock-up car che abbiamo svelato è solo un prototipo della specie: la pista ci dirà se queste vetture, già valutate troppo lunghe e pesanti, ci faranno emozionare oppure no.

Luca Colombo

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