F1 review 2021
Credit: profilo Twitter McLaren F1

Passato Natale e i suoi effetti catastrofici sulla curva glicemica, ci stiamo involando verso l’ultimo dell’anno: quale momento migliore, dunque, per intavolare la season review di questo 2021 in cui nulla è cambiato per cambiare tutto (sì, abbiamo attinto in maniera pessima dal “Gattopardo”)? Il nostro onesto e pratico riassunto tornerà utile per fare bella figura con parenti e amici nelle interminabili discussioni tra un cotechino e un panettone, anche in remoto, o giusto per passare qualche minuto in compagnia virtuale con noi su LiveGP e sperare che l’anno nuovo archivi quello vecchio e sia, quantomeno, un po’ migliore.

Calendario

La lunga scia degli effetti innescati dalla pandemia del 2020, nel mondo e nella Formula 1, va a riverberarsi anche sul campionato 2021. Il calendario rimarrà sempre un esercizio in divenire, rimaneggiato più volte in corso d’opera. Il Circus adegua location e date a seconda di come i Paesi gestiscono le nuove ondate di Covid-19. Il risultato? Liberty Media concretizza la promessa di avere gare da marzo a dicembre. Gli appuntamenti in Oriente, però, sono tagliati fuori per il secondo anno di fila e alcune gare, Austin e San Paolo su tutti, rimangono abbastanza questionabili alla luce della situazione sanitaria al di fuori degli impianti.

La Formula 1 è quello sport che si fregia di parole come sostenibilità e rinnovamento ecologico. Concetti che cozzano contro un calendario finanziariamente massacrante e dalla logistica inquinante a livelli imbarazzanti. Tant’è: a Natale siamo tutti più buoni, anche quando saltiamo la fila al super.

La gestione del Covid-19

Per il secondo anno di fila, nel paddock la FIA applica un metodo di accessi che prevede la “segregazione” in bolle. La metodologia ha funzionato: il carrozzone del Circus ha dimensioni sensibili e il numero di contagi è rimasto circoscritto. Al netto delle gare a porte aperte, chiuse o socchiuse, l’accesso stampa nel paddock rimane limitato e blindato. Purtroppo per LiveGP siamo stati ancora costretti “ai box” di casa, ma il nostro impegno ci ha visto comunque in prima linea con il commento in diretta di tutti i GP e le sessioni di qualificazione, report ed approfondimenti.

Speriamo che il 2022 regali qualche apertura in più, consentendoci di raccontare cosa succede direttamente dal campo. Del resto a Monza hanno aperto le porte all’intero plotone olimpico italiano, libero di scorrazzare nel paddock, quindi è lecito aspettarsi qualcosina.

Tecnica

Le vetture del 2021 dovevano, per regolamento, avere molto in comune con quelle del 2020, con la proliferazione di monoposto in versione B. La questione dei due gettoni di sviluppo rimane piuttosto sfumata nei contorni, soprattutto quando si va a vedere cosa hanno combinato un po’ in griglia. In buona sostanza tutti, a parte la Haas, hanno giocato la carta degli effetti aeroelastici e dei cedimenti controllati delle varie strutture aerodinamiche: con Red Bull e Mercedes il gioco tecnico ha raggiunto vette artistiche per raffinatezza delle soluzioni.

Noi tifosi un po’ legati a questo tipo di competizione siamo contenti, anche se si tratta di escamotage invisibili ad occhio nudo, se non in qualche fugace attimo. Bisogna però sottolineare come sia…tutto in linea con lo spirito delle prescrizioni per l’anno in corso, che dovevano salvaguardare dalle escalation di costi. Chissà quanto costa lo sviluppo di queste tecnologie e quanto ne vedremo a bordo delle monoposto dell’anno prossimo.

Vincitori e vinti

Per la prima volta abbiamo potuto assistere ad una sfida tra due scuderie inglesi su tutti i fronti, nessun colpo escluso. Cosa non troppo piacevole, visto che Red Bull e Mercedes non hanno risparmiato nulla, spiate e soffiate incluse. Tutto il resto possiamo metterlo nel calderone della cosiddetta F1.5, alla quale sono rimaste le briciole e qualche giornata di gloria.

Dire che il campionato ha visto un vincitore, Verstappen, ed un vinto, Hamilton, significa giocare una carta molto riduttiva di quanto successo in quasi un anno di gare. La lotta e i temi sono stati molteplici ed il testa a testa avvincente. Gli episodi che hanno definito la svolta nel campionato, però, hanno subito l’influenza di scelte molto discusse e discutibili prese dalla direzione gara, la quale è andata ritagliandosi un ruolo da deus ex machina di cui sinceramente non avevamo bisogno.

Alla fine, chi ha vinto e chi ha perso? Ha vinto la Formula 1: ha “venduto” un prodotto con il risultato in bilico fino all’ultimo giro. Ha venduto bene, perché ne hanno parlato genericamente un po’ tutti (basta vedere i commenti di altri sportivi sui social dopo l’ultima gara). Noi tifosi abbiamo perso: cornuti e mazziati sull’altare delle visualizzazioni a Spa-Francorchamps, con un campionato sicuramente interessante ed avvincente tra le mani, ma purtroppo con la sensazione di aver visto qualcosa di simile al Wrestling. Nulla di male, se non fosse per sospetti e tesi di complotto che continueranno a serpeggiare, ma le telenovelas che una volta passavano nel primo pomeriggio su Rete 4 non fanno per chi ama davvero questo sport.

Luca Colombo

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