La zona centrale della nuova RP20 segna un ritorno al passato con l’ingresso delle pance più convenzionale
La zona centrale della nuova Racing Point RP20 segna un ritorno al passato, con l’ingresso delle pance più convenzionale

La Racing Point, dopo il vernissage di inizio settimana, ha portato finalmente al debutto la sua RP20 con la quale affronterà l’attuale stagione di Formula 1 e…è una Mercedes W10 color rosa! Tantissimi infatti sono i punti in comune con la vettura che ha monopolizzato la passata stagione della massima categoria. La monoposto inglese segna un ritorno al passato preferendo un ingresso delle pance tradizionale. inoltre ha un musetto che ricalca completamente quello di casa Mercedes. Semplificando, si potrebbe quasi definire una piccola Mercedes, considerando il doppio filo che la lega alla casa di Stoccarda. Ma andiamo nel dettaglio a scoprire quali sono i punti salienti della nuova vettura disegnata dagli uomini diretti da Andy Green.




Come detto il musetto riprende gli stilemi cari a Mercedes: vale a dire il bulbo centrale che si restringe nel cono del muso vero e proprio: lo scopo di questa soluzione è ridurre la sezione frontale e, al tempo stesso, aiutare il flusso che avvolge la prima parte della monoposto. Il tutto va a convogliassi nel sottovettura per mezzo delle zanne, o vorticarori, che fungono da diffusore contrario (freccia verde).

L’alettone anteriore presenta nel mainplane una forma molto sinuosa (freccia azzurra), con le estremità leggermente a cucchiaio prima di risalire su in corrispondenza dell’endplate. I tecnici di Silverstone hanno deciso di restare fedeli al concetto dell’Outwash, con gli upper flap che scendono all’estremità della vettura, in modo da spostare l’aria al di fuori della sagoma del corpo macchina (freccia gialla).

Lo schema delle sospensioni anteriori resta del tipo Pull Rod e, in particolare, si è deciso di sviluppare ulteriormente il concetto del POU (PushRod On Upright) ovvero il sistema in cui il puntone non è ancorato direttamente sul mozzo della ruota, bensì tramite un supporto che sporge da esso (freccia gialla). I vantaggi sono evidenti, soprattutto in termini di riduzione del sottosterzo nei tratti più guidati, dove la parte telaistica prevale su quella aerodinamica: l’intero avantreno si abbassa per migliorare ulteriormente l’efficienza aerodinamica. Anche in questo caso i triangoli inferiori sono stati rialzarti: nello specifico coincidono quasi con la mezzeria degli pneumatici (freccia rossa). Rialzate, per mezzo del pivot, i braccetti superiori (freccia verde) per cercare di sfruttare al meglio le mescole Pirelli. Confermate le ormai collaudate prese dei freni a più setti, per incanalare aria sia all’impianto che quello per il soffiaggio.

Proseguendo si può notare un generoso slot per quanto concerne lo sfogo di uscita dell’S-Duct attorniato dai due flap a corna (cerchio azzurro), anche questi di derivazione Mercedes, utili a pulire il flusso diretto verso l’abitacolo.

Andando verso la zona centrale, i bargeboard sono una naturale evoluzione di quelli targati 2019, con il doppio boomerang utile ad indirizzare i flussi verso le fiancate, oltre alle frastagliature che fungono da mini vorticarori per rinvigorire il flusso. Ritornano i mini flap ai lati dell’abitacolo (freccia azzurra) per deviare aria verso l’ingresso delle pance. Anche la RP20 non fa a meno degli specchietti retrovisori soffiati con il doppio supporto, ma in questo caso quello verticale si unisce con il deflettore a ponte (freccia rossa) che attornia l’imbocco della pancia. Ed è proprio quest’ultima la vera novità: un ritorno al passato con l’ingresso che ritorna più grande e basso (freccia verde); inoltre il cono anti intrusione si collega direttamente con il deflettore a ponte.

Perfino l’airbox riprende la forma e le annesse tre divisioni interne della Mercedes W10 (freccia gialla): unica differenza la piccola soffiatura posta sotto di esse per creare un ulteriore passaggio di aria (cerchio arancione). Le fiancate, seppur strette, non scendono in maniera repentina come nelle altre monoposto presenti in griglia (in verde): nonostante tutto mantengono un buon sottosquadro inferiore per il passaggio dei flussi (in giallo).

La pinna del cofano termina con una doppia Deck-Wing molto sagomata (freccia verde) per lavorare in stretta sinergia con l’alettone posteriore da medio carico. Lo scarico motore è affiancato dal doppio scarico della valvola Wastegate posta fra i due piloni di sostegno dell’ala (freccia gialla). Per quanto concerne le sospensioni posteriori Pull Rod si può notare un discreto bracket (cerchio rosso) per alzare l’intero sistema e far passare più aria nel diffusore. Ricordiamo che la Racing Point inoltre usa, oltre alla Power Unit, anche la trasmissione Mercedes.

Leggi anche: F1 | ALFA ROMEO C39, L’ANALISI TECNICA: TRA DESIGN E OUTWASH

Articolo e grafiche a cura di Michele Montesano

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