Depailler
Patrick Depailler

Patrick Depailler incarnava perfettamente il concetto di cavaliere del rischio, valore riconosciutogli ancora oggi. Sigaretta perennemente in bocca, come pilota da corsa ma anche fuori dalla pista, ha sempre avuto modo di mettersi completamente in gioco.

Gli esordi

Depailler nasce il 9 agosto 1944 durante la Seconda Guerra Mondiale e come pilota trae ispirazione da Jean Behra, francese come lui. Un altro pilota transalpino, Beltoise, indirizzerà il giovane Depailler verso le monoposto, segnatamente Formula 2 e Formula 3. Con la vittoria in questi due campionati, il passaggio in Formula 1 diventa realtà nel 1972, supportato (almeno nel suo primo “assaggio” con il Circus) dalla compagnia petroliera francese Elf.

La partecipazione si limita a due gare ufficiali, senza riuscire a conquistare i punti, ma la Tyrrell è pronta ad offrire un nuovo contratto per la stagione 1973. Depailler però si rompe una gamba ed è costretto a saltare l’intera stagione. Al pilota francese non bastano solo le corse in auto: pratica altri sport pericolosi come il sub e il deltaplano.

Il ritorno in F1 solo avviene nel 1974, sempre in Tyrrell con cui corre una stagione completa. I risultati della sua prima vera stagione nel Circus vedono Depailler ottenere la pole position al Gran Premio di Svezia, dove ottiene anche il primo podio con il secondo posto. Il pilota francese conclude la stagione con nove punti. Per il 1975, stessa storia con la Tyrrell: si segnalano un secondo posto in Sud Africa ed una bella rimonta in Francia, da tredicesimo in griglia a sesto.

Depailler e la Tyrrel P34

Il 1976 è l’anno migliore in Formula 1 di Depailler, a suo agio con la nuova Tyrrell P34, la vettura a sei ruote, che debutta in Spagna.  Storia diametralmente opposta a quella di Jody Scheckter, che non avrà mai feeling con la six-wheeler. In anno dominato dal duello tra Niki Lauda e James Hunt, Depailler riesce a mettersi in mostra in alcune gare.

Nel Gran Premio del Canada chiude in seconda posizione nonostante i gas della benzina fossero pronti a stordirlo negli ultimi metri di gara. In Giappone sotto la pioggia è autore di una bella prestazione: potrebbe vincere la gara, ma una foratura lo costringe al secondo posto.

L’anno successivo Depailler condivide il box con Peterson: stagione molto difficile per il francese e per la Tyrrell a sei ruote. Problemi tecnici portano Depailler a tanti ritiri e a conquistare il podio solo in tre occasioni. In Giappone parte quindicesimo e arriva terzo: Depailler ottenne così il suo dodicesimo podio e fino a quel momento nessun pilota ne aveva ottenuti così tanti senza vincere una gara.

L’ultima stagione in Tyrrell e il passaggio in Ligier

La stagione 1978, l’ultima con Tyrrell, parte bene per Depailler: colleziona tre arrivi sul podio prima di raggiungere l’agognato successo a Montecarlo. Il francese, partito dalla quinta posizione, sale fino alla seconda per superare Watson al 38° giro ed involarsi verso la vittoria. Dopo l’acuto, la stagione si dipana tra alti e bassi, con un altro podio colto nel GP di Svizzera.

Nel 1979 Depailler passa in Ligier, affiancando il connazionale Lafitte. Il campionato inizia bene con un podio e un’altra vittoria in Spagna. Più di tutto, la lotta sembra aperta per il Mondiale. Dopo il quinto posto nel Gran Premio di Montecarlo, però, Depailler ha un brutto incidente in deltaplano: il risultato ha la forma delle aspirazioni iridate che svaniscono e della rottura del contratto con la Ligier.

L’approdo in Alfa Romeo

Patrick passa in Alfa Romeo, affiancando Bruno Giacomelli, rifiutando le offerte fatte da Williams e Brabham come collaudatore. La scuderia del Bisicione ha bisogno di sviluppo e la stagione di Depailler inizia con diversi ritiri a causa della monoposto ancora poco affidabile. Al Gran Premio di Montecarlo e quello di Brands Hatch è costretto al ritiro per problemi tecnici, quando si trovava in zona punti. Il francese non demorde e continua a lavorare sulla monoposto.

Primo agosto 1980: il francese va ad Hockenheim per una sessione di test. Dopo alcuni giri, Depailler riscontra dei problemi; Giacomelli sale sulla monoposto del francese, ma non rileva nulla di evidente. Depailler riprende la via della pista, ma alla Ostkurve impatta con le barriere a circa 260 km/h, con un angolo quasi retto. L’Alfa Romeo carambola e si capovolge. Depailler viene estratto vivo, ma in gravissime condizioni: morirà in ospedale.

Dopo Hockenheim

Le cause dell’incidente non sono mai state del tutto chiarite. Nonostante sia stata ipotizzata anche una non perfetta condizione fisica del pilota, si propende a pensare che il cedimento di una minigonna o un problema alla sospensione anteriore abbiano tradito il francese. La Formula 1 imporrà la costruzione di una chicane prima della Ostkurve e per l’anno successivo applicherà un’altezza minima da terra più elevata.

A Hockenheim, a tutta velocità, se ne va un pilota veloce e nello stesso tempo spericolato, amante delle auto, ma anche delle moto, dello sci, della vela, delle immersioni e del deltaplano. Probabilmente la sfortuna e l’incidente in deltaplano lo hanno privato di risultati che meritava. Eppure, il suo nome rimane ancora vivo nella mente degli appassionati, anche a quarantuno anni di distanza dalla sua dipartita.

Chiara Zaffarano

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