L’abitacolo della Mercedes W11 di Lewis Hamilton incriminato della soluzione illegale
L’abitacolo della Mercedes W11 di Lewis Hamilton

Dopo la prima giornata di test della Formula 1, tutto sommato avara di spunti tecnici, finalmente si inizia a intravedere qualche cosa si interessante al Montmelò e, manco a dirlo, è la Mercedes a finire sotto i riflettori. Lewis Hamilton ha infatti “lavorato” parecchio sullo sterzo della W11: nello specifico, grazie alle riprese dell’on-board camera, è emerso come il campione del mondo abbia la possibilità di muovere il volante avanti e indietro nei vari punti della pista, andando contemporaneamente ad incidere sulla convergenza degli pneumatici anteriori. Questi movimenti hanno destato la curiosità degli avversari, sollevando numerose illazioni. Ma vediamo di capirci qualcosa di più.

Nella sessione mattutina Hamilton ha mosso a più riprese il volante verso di sé durante la percorrenza del rettilineo, per poi riportarlo nella posizione standard in curva. Un’analisi più attenta ha mostrato che ciò porta a generare delle reazioni sulle sospensioni anteriori: in particolare, a cambiare sono gli angoli di inclinazione degli pneumatici anteriori, sia se confrontati al piano del suolo che rispetto alla linea di mezzeria della vettura (in gergo nella convergenza e nella campanatura).

I VANTAGGI

I vantaggi sono numerosi, anche a livello aerodinamico, visto che questo sistema in rettilineo consente di ridurre la sezione frontale, oltre alla superficie di impronta a terra degli pneumatici stessi. In curva, invece, si va ad incrementare l’appoggio delle gomme sull’asfalto, andando ad aumentare il grip meccanico e favorendo l’inserimento della monoposto. Non è da escludere che questo sistema possa andare ad influire anche sull’altezza da terra della vettura, considerando che proprio la Mercedes ha lavorato molto sulla sospensione idraulica in questi ultimi anni. Inoltre, l’intero sistema potrebbe lavorare in sinergia con il POU  (PushRod On Upright), uno dei punti di forza del team tedesco durante la passata stagione.

La cosa che incuriosisce ulteriormente è che il sistema non è automatico, ma azionato dal pilota: infatti, lo stesso Hamilton non l’ha utilizzato in tutti i giri e con la stessa frequenza. Ciò sta ad indicare che si sta studiando ancora questa interessante soluzione. Sempre nell’ambito delle ipotesi, è possibile che il meccanismo in grado di generare tale movimento sia alimentato idraulicamente da un attuatore collegato direttamente allo sterzo.

MA E’ LEGALE?

La soluzione può ritenersi legale? Il regolamento in Formula 1 è abbastanza chiaro in merito alle sospensioni e allo sterzo. In particolare, nell’articolo 10.2.3 è vietata esplicitamente qualsiasi regolazione del sistema sospensivo a vettura in movimento. Inoltre, l’articolo 10.2.2 vieta qualsiasi dispositivo in grado di alterare la configurazione di base della monoposto o di influire sulle prestazioni.

Quelle ventilate finora qui a Barcellona sono solo indizi e supposizioni, ma sicuramente presto ne sapremo di più. Resta di fatto che tale soluzione, qualora ritenuta legale, difficilmente potrà essere introdotta dagli altri team in tempi brevi.

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Da Montmelò (Spagna) – Michele Montesano

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