Formula 1 Test tecnica
La presa di raffreddamento aggiuntiva sulla Mercedes W11

Finalmente si sono riaccesi i motori di questa nuova stagione di Formula 1 e, come di consuetudine, tutti i team hanno iniziato le sessioni di test sul circuito del Montmelò alle porte di Barcellona, portando qualche novità tecnica. Come più volte ribadito il 2020 sarà un anno di transizione per quanto riguarda la parte strettamente tecnica, in vista del 2021, una sorta di anno zero per la massima serie dell’automobile. Non per questo gli investimenti, da parte delle scuderie, sono stati meno ingenti: già in questa prima giornata è stato possibile notare delle interessanti chicche tecniche.




Mercedes

Il team campione del mondo porterà le prime evoluzioni tecniche nel corso della prossima sessione di test, ma già oggi si è potuto notare qualche interessante novità. Si parte dagli specchietti retrovisori con il profilo di sostegno verticale che è leggermente svergolato (freccia verde), oltre a presentare una generosa corda, proprio per spostare quanta più aria possibile verso l’ingresso delle pance laterali. Parlando di queste si può notare un’ulteriore presa di raffreddamento, posta sotto la principale (freccia gialla), molto probabilmente per far prendere aria all’ERS. Passando al retrotreno si può notare il diverso cinematismo della sospensione posteriore spostando addirittura il triangolo inferiore in maniera più dissassata rispetto al superiore, infatti il braccetto posteriore è addirittura infulcrato alla struttura anti-crash posteriore (freccia verde). Il vantaggio è puramente aerodinamico, lasciando più spazio per l’espansione del diffusore.

Ferrari

Il team di Maranello ha portato subito delle novità sulla SF1000, nella fattispecie sull’alettone anteriore. Sono stati sdoppiati gli upper flap, una modifica interessante soprattutto per poter permettere ai tecnici di lavorare meglio con le incidenze alari senza perdere la vena fluida, importantissima in questo punto pena la mancanza di carico aerodinamico sull’anteriore. Sul fondo piatto, appena prima delle ruote posteriori, è presente un nuovo flap: quasi una palpebra per poter ridurre il bloccaggio aerodinamico causato dal rotolamento degli pneumatici stessi. Questa deriva funziona in stretta sinergia con le feritoie presenti, lungo tutto il perimetro lungo del fondo stesso, in modo da garantire una corretta flessione e un maggior controllo del tyre squirt.

Red Bull

Per ora è la monoposto che sta girando più di tutti in pista, segno che l’affidabilità della Power Unit Honda è un dato assodato. Gli avversari iniziano a tremare soprattutto se la combinazione telaio-aerodinamica-motore dovesse funzionare e i tecnici di Milton Keynes riusciranno a trovare la giusta quadratura del cerchio. In questa sessione di test, per la Formula 1 affidata a Verstappen ed Albon non è mancata qualche novità tecnica.

Gli uomini diretti da Adrian Newey hanno completamente ridisegnato l’avantreno e, nello specifico, la nuova sospensione anteriore. I cinematismi sono stati abbassati e il terzo elemento, dotato di un rocket in alluminio, consta di molle tradizionali governate da un elemento idraulico. Questa soluzione ibrida, abbinata ad un triangolo inferiore dissassato rispetto al superiore, ha il compito di far funzionare al meglio gli pneumatici Pirelli.

Alfa Romeo Racing

Col girare delle monoposto si iniziano a vedere alcune soluzioni che, ad un primo colpo d’occhio, erano nascoste. È il caso delle C39 che presenta dei turning vanes molto elaborati: infatti ai tradizionali elementi, disposti dietro il musetto, si possono notare degli elementi supplementari (freccia verde) che fungono da ulteriori deviatori di flusso per spostare più aria verso la zona interna delle ruote e direzionare verso i bargeboard e, di riflesso, al fondo piatto, per generare un carico aerodinamico che non si paga in termini di velocità di punta.

Haas

Il team americano ha introdotto un bargeboard davvero intricato per gli elementi che lo compongono. Oltre alle classiche dentellature sui profili principali, che fungono da generatori di vortici, si possono contare addirittura undici micro flap sul marciapiede, con ognuno un’incidenza diversa: l’obiettivo è evitare il distacco della vena fluida verso il fondo piatto e incrementare la differenza di pressione che si genera fra il sopra e il sotto della monoposto. Tornando sulla parte superiore, ci sono tre profili a boomerang che hanno il compito di indirizzare l’aria verso le pance laterali.

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Dal nostro inviato – Michele Montesano

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