Intervista Lewis Hamilton

Dopo il GP di Turchia, che ha portato il settimo titolo iridato in carriera, Lewis Hamilton si è concesso ai microfoni di Formula1.com per un’intervista che ha spaziato su più temi: dai sette Mondiali alla famiglia.

Da Istanbul a Istanbul: anni critici prima della F1

Il caso ha voluto che il settimo titolo Mondiale arrivasse proprio a Istanbul, dove una gara di GP2 datata 2006 messo sotto i riflettori il talento di Lewis. Per quanto riguarda il GP di domenica, con la Turchia “ripescata” a causa del Covid-19, Hamilton sottolinea: “La gara è stata un incubo in termini di grip.”

Facendo mente locale alla rimonta del 2006 in GP2, l’inglese sottolinea come ci tenesse a fare bene di fronte al mentore Ron Dennis e come nelle categorie minori ci fosse una grossa pressione nel portare a casa risultati da subito. Parlando della stagione 2006 Hamilton aggiunge: “L’anno prima dovevo cercare degli sponsor per correre le ultime due gare della stagione e fu davvero davvero un momento duro.”

Il 2020

Ovviamente, per molti versi, il 2020 è stato un anno e un Titolo differente. Secondo Lewis: “La maggior parte del tempo si è trattato di cercare dentro se stessi una motivazione auto-generata per spingere.”

Non manca lo spazio per parlare del supporto della famiglia, che è sempre stata alle spalle del campione inglese, e della scuderia: “Non avrei potuto essere dove sono senza le persone che lavorano dietro le quinte. (…) Tutti fanno parte di questa catena, se un anello non funziona, non funziona tutta la catena.”

Per il futuro Lewis avverte che se quella di domenica è stata una gran bella prestazione, “non abbiamo ancora raggiunto il limite” e che si può fare ancora meglio.

Settimo titolo, sogni e necessità di inclusione

La conquista del settimo titolo rappresenta un punto molto importante nella carriera di Lewis, che ha pareggiato il record di mondiali di Michael Schumacher. Secondo l’inglese, negli anni, il concetto di raggiungere questo risultato “non era inimmaginabile, ma pensavamo fosse impossibile”.

Nelle pieghe di questo discorso si inserisce l’Hamilton-pensiero del “se è qualcosa che vuoi, devi provare ad andare a prenderla” e di come la famiglia l’abbia supportato nel mantenere vivi i propri sogni, “senza ridimensionarli” nemmeno quando erano troppo grandi.

Per Lewis Hamilton sette volte Campione del mondo non si tratta, comunque, di lavorare solo per il Mondiale, ma per un risultato più ampio, con uno schieramento in prima persona sui molti temi sociali, come sottolineato nell’intervista: “Dobbiamo spingere per il cambiamento; ci serve la qualità, più diversità all’interno dell’industria, che ci sia maggiore rappresentanza, è importante il messaggio.”

Luca Colombo

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