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La sessione di test invernali, che proiettava la Haas in lotta per la quarta posizione tra i Costruttori, è rimasta un’illusione. I pochi lampi nelle sessioni di qualifica di inizio stagione non sono bastati per concludere un’annata in maniera positiva. La nona posizione finale è il peggior risultato nella breve storia del team, così come i 28 punti sono un bottino più magro rispetto a quanto raccolto nella prima stagione nel Circus. Il progetto VF-19 ha mostrato diverse carenze, specie nel rapporto con gli pneumatici, così come i piloti spesso non si sono dimostrati all’altezza.




TEAM: VOTO 5. La stagione sembra partire sulla buona scia dei test. Nel primo Gran Premio la Haas a ottiene una sesta posizione che si rivelerà essere il miglior risultato del team in stagione. Infatti, in sole altre quattro occasioni, la vettura americana riuscirà a piazzarsi nella top ten. Il copione si ripete di gara in gara: le buone prestazioni in qualifica non vengono confermate in gara, con la vettura gestita da Gene Haas che si ritrova spesso a fare da gambero, scivolando fino ai bassifondi della classifica.

Le scarse prestazioni della vettura vengono accentuate dalla competizione tra i due compagni di team, che sfocia nel contatto, durante il primo giro, nel corso del Gran Premio di Gran Bretagna, costringendo entrambi al ritiro. Se non era cominciata nel migliore dei modi, la stagione dei due piloti Haas si conclude anche peggio, con soli due punti conquistati in tutta la seconda metà di stagione. Spagna e Germania sono gli unici due Gran Premi dove entrambi i piloti riescono a classificarsi nella top ten, con l’ultimo dei due pesantemente condizionato dalle condizioni atmosferiche, che hanno reso il finale di gara una vera e propria roulette.

Dopo tre anni di storia, il progetto Haas sembrava aver preso forma con una vettura competitiva, nonostante un budget non all’altezza rispetto a quello dei top team, ma la stagione 2020 richiederà un grosso sforzo ai vertici della scuderia per recuperare quello che è stato, sino a pochi mesi fa, un progetto a tratti sorprendente.

ROMAIN GROSJEAN: VOTO 5. Al francese era richiesta costanza, ma ancora una volta le sue prestazioni altalenanti penalizzano lui e il team. La sua stagione si chiude con soli tre piazzamenti a punti e otto punti conquistati; un bottino probabilmente anche al di sotto delle (deludenti) prestazioni della vettura. Confermato per il 2020, alla sua decima stagione in Formula 1, è ancora una volta chiamato a estrarre il massimo potenziale di una vettura che, in terra americana, si augurano maggiormente competitiva rispetto a quanto espresso in questo 2019.

KEVIN MAGNUSSEN: VOTO 5,5. La sua stagione inizia col botto, con un sesto posto nel primo Gran Premio d’Australia e la sesta posizione nella qualifica del successivo Gran Premio in Bahrain. E’ proprio la gara in terra asiatica a evidenziare tutti i limiti della monoposto, che lo costringe a una corsa calvario, che lo vede mano a mano scivolare in classifica. Ancora un exploit, questa volta nella qualifica di Monaco, e poco altro, spesso in balia di una monoposto non all’altezza della concorrenza nel midfield.

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Samuele Fassino

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