Le premesse non erano da poco. Il blasone del marchio in Formula 1, un pilota italiano di nuovo in griglia dopo anni con un campione del mondo a fargli da mentore, un valido progettista come Simone Resta a dirigere l’area tecnica. Dalla Sauber ribattezzata Alfa Romeo ci si attendeva senza dubbio qualcosa in più; sembrava la stagione del riscatto, e invece l’ottavo posto in classifica costruttori non rende giustizia al progetto. E’ stata però la realizzazione degli ultimi desideri di Sergio Marchionne, che dopo il ritorno dell’Alfa nella massima categoria auspicava anche il ritorno di un pilota italiano nella classe regina dell’automobilismo, che mancava da sette anni.




ANTONIO GIOVINAZZI: VOTO 5. Al netto di tutte le difficoltà incontrate il voto alla sua prima stagione non può essere pienamente sufficiente. Il 2019 racconta di gare difficili e rendimento altalenante dei piloti, con qualche exploit in qualifica e rendimenti in gara spesso appesantiti da strategie incomprensibili e macchinose. E’ stato così per Antonio Giovinazzi, che nella stagione del debutto da pilota ufficiale non ha affatto sfigurato. Ha faticato forse più del previsto in avvio di stagione, rinviando fino all’Austria la conquista del suo primo punto iridato. Sostanzialmente pari il confronto con il compagno Kimi Raikkonen in qualifica: 11-10 per il finlandese, con un rendimento da parte di Antonio in crescendo nella seconda parte della stagione, con 4 ingressi in Q3 ad impreziosire il suo ruolino. Miglior piazzamento stagionale il quinto posto nella gara pazza di Interlagos. L’obiettivo di Antonio in questa prima stagione, pur se non dichiarato apertamente, era trovare la riconferma, un obiettivo raggiunto. Ora lo scenario richiede maggiore costanza, e la conoscenza di tutte le piste del campionato potrà aiutare nella rincorsa ad un piazzamento in classifica migliore del 17° posto.

KIMI RAIKKONEN: VOTO 6-. Stagione sufficiente per lui, condita dai suoi soliti mugugni e commenti caustici. Discorso all’opposto rispetto al compagno di squadra: un buon avvio con 7 gare a punti nelle prime 10, poi solo 2 nella seconda metà del campionato con un paio di ritiri. Anche per lui il colpo stagionale arriva in Brasile, con un quarto posto rocambolesco nel caos di Interlagos. Il risultato in qualifica è leggermente migliore di quello di Antonio con 6 ingressi in Q3 e un 12° posto in classifica generale a un passo da Norris e Perez.

TEAM: VOTO 5,5. La scuderia nel complesso non raggiunge la sufficienza, tanto per quelle che erano le premesse di una stagione prevista come ‘del riscatto’, quanto per scelte strategiche discutibili e anche incomprensibili in più di un’occasione. Il solo risultato di grido è la gara di Interlagos, un 4° e 5° posto figli però di una gara troppo pazza per poter risollevare un’intera stagione. Per il 2020 la sostanziale stabilità regolamentare e la conferma di entrambi i piloti potrebbe portare risultati più importanti e una presenza a centro gruppo più costante. E’ pur vero che l’affiatamento fra i due piloti e il ruolo di ‘padre nobile’ di Raikkonen verso Giovinazzi non è emerso con quella evidenza che ci aspettavamo. Occorrerà aspettare una conferma per valutare se nella sua (presumibilmente) ultima stagione il carattere di Kimi risulterà più morbido. Nel frattempo anche la perdita di un elemento come Simone Resta alla progettazione non può che complicare le cose per il futuro.

Stefano De Nicolo’

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