Con il calendario 2019 agli sgoccioli, e con le bottiglie di prosecco pronte per festeggiare l’arrivo della decade con il “20”, è tempo di tracciare una linea su quanto offerto in quest’annata dalla Formula Uno, prima di buttarci a testa in giù nella stagione che ormai è già alle porte. Oggi, in quest’articolo, parleremo del team Renault, reduce da un campionato pieno di alti e bassi.




TEAM: VOTO 5. In tutta sincerità, senza fare troppi giri di parole, ammettiamolo: ci aspettavamo tutti qualcosa in più quest’anno dalla Renault. Oltre all’arrivo di Ricciardo che doveva portare una ventata di competitività in più al team, anche a livello tecnico la squadra di Enstone sembrava destinata a sorprendere. Dopo l’ingaggio criticatissimo di Marcin Budkowski (ex delegato FIA e conoscitore dei segreti tecnici di altre scuderie) un anno fa, il pensiero comune era quello di un probabile salto in avanti repentino dei francesi, rei del vantaggio che il tecnico polacco, apparentemente proprietario del vaso di Pandora grazie al lavoro svolto in Federazione, avrebbe portato al team.

E invece nulla di tutto ciò: la competitività della monoposto è stata per tutto il campionato al di sotto delle aspettative, con il povero Ricciardo che, per la prima volta da quando è approdato nella massima categoria, ha mostrato un muso lungo più del “passo” della Mercedes. Stesso discorso ovviamente anche per il povero Nico Hulkenberg, il quale ha fatto il possibile per ben figurare, anche per cercare di trovare un sedile per la prossima stagione: con la macchina che aveva a nulla sono valsi gli sforzi.

Il risultato finale è stato un mesto quinto posto nella classifica costruttori, che detta così e conoscendo il livello dei primi tre top team non sembra neanche male, ma considerando che si tratta di un team factory e che nella passata stagione erano arrivati quarti, di certo questo non può bastare. C’è da dire, però, che forse la posizione in classifica è dettata anche da una sorprendente Mclaren (quarta), che per tutto il campionato ha dimostrato di essere assolutamente sulla strada giusta per riuscire a tornare nelle posizioni che le competono.

Quali aspettative per il futuro? Facile: essendo una squadra ufficiale e disponendo di alti budget, pur non potendo ancora competere con chi sta davanti, la posizione che “deve” essere ambita è la quarta, con le due monoposto regolarmente dopo i primi 6 piloti e con qualche exploit per raggiungere il podio quando particolari allineamenti dei pianeti lo consentono. Anche perché con un pilota come Daniel Ricciardo tra le fila, aiutato da Esteban Ocon nella prossima stagione, il problema non saranno certo gli alfieri.

DANIEL RICCIARDO: VOTO 8. Lasciare una vettura ultra-competitiva per guidarne una da centro gruppo, al punto della carriera nella quale Daniel ha affrontato il cambio, dev’essere qualcosa di difficile gestione. Eppure l’australiano porta risultati ed impegno nella prima stagione con la scuderia di Enstone, così da essere premiato nella nostra pagella.

NICO HULKENBERG: VOTO 7. Il “licenziato” Nico Hulkenberg ha bisogno di una menzione speciale: si tratta di un pilota che senza dubbio non merita di ritrovarsi senza un sedile per la prossima stagione. Va bene che il driver tedesco abbia il record negativo del più alto numero di partecipazioni senza aver mai raggiunto un podio, ma di certo la monoposto di Enstone non l’ha aiutato a scrollarsi di dosso il fardello. E con delle doti di guida come le sue (veloce e consistente), sinceramente è difficile dire, adesso, se il team francese abbia fatto un affare a sostituirlo con Ocon.

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Daniel Limardi

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