Il tracciato di Jeddah (credits F1.com)

Sono numerosi gli spunti di interesse in vista del prossimo Gran Premio dell’Arabia Saudita, in programma nel week-end sull’inedito tracciato cittadino di Jeddah. Al di là della sfida iridata tra Max Verstappen e Lewis Hamilton, sarà proprio il circuito saudita a rappresentare una delle maggiori incognite, a causa delle velocità medie sul giro che si annunciano elevatissime e dei dubbi legati alla scelta delle gomme ed alle condizioni dell’asfalto.

IL CITTADINO PIU’ VELOCE DI SEMPRE

Un confronto in chiave mondiale pressoché decisivo sul circuito cittadino più veloce della storia. Basterebbero questi elementi per rendere imperdibile il penultimo appuntamento stagionale del Mondiale di Formula 1, pronto per andare in scena in un contesto decisamente atipico. La sfida in notturna di Jeddah vedrà infatti le monoposto affrontarsi lungo i 6174 metri del tracciato disegnato da Hermann Tilke sulla Corniche della capitale saudita. Una sequenza di curve velocissime (ben ventisette in totale) che promettono velocità sul giro superiori ai 250 km/h di media.

Come se non bastasse, ai timori legati alle caratteristiche della pista (vista la contemporanea carenza di vie di fuga) a tenere banco nelle settimane antecedenti il Gran Premio ci sono stati i ritardi legati all’andamento dei lavori, che hanno consentito agli organizzatori di ultimare in extremis tracciato e infrastrutture. Un ritardo che potrebbe andare a condizionare anche il week-end di gara, visto che le condizioni di grip saranno inevitabilmente precarie su un asfalto da poco realizzato.

Su un circuito totalmente ‘green’ i piloti saranno chiamati a dover gestire una situazione sicuramente non facile, in virtù anche del fatto che la pista sia stata provata finora soltanto al simulatore. Emerge poi anche il “precedente” legato al GP Turchia dello scorso anno, quando l’asfalto appena posato rese la pista particolarmente scivolosa, condizione poi accentuata dalla presenza della pioggia.

LA GAMMA PIRELLI

Anche per il fornitore unico di pneumatici Pirelli quello saudita si presenta come un round ricco di punti interrogativi. La Casa milanese ha optato sulle tre mescole centrali della propria gamma, ovvero la C2 come P Zero White hard, la C3 come P Zero Yellow medium e la C4 come P Zero Red soft. Nonostante la presenza di ben 27 curve sul tracciato, i punti di frenata di un certo spessore sembrano essere limitati a sole tre occasioni, lasciando ipotizzare una certa difficoltà nei sorpassi.

Inoltre, la curva 13 appare come una delle più impegnative. Essa presenta un banking di 12 gradi che promette di sottoporre gli pneumatici a forze g molto elevate. In vista della gara, Pirelli ha raccomandato ai team una pressione minima di 23.5 psi all’anteriore e di 20.5 psi al posteriore. L’angolo di camber dovrà essere compreso tra i -3.25° (anteriore) e i -2.00° (posteriore).

I dati di Pirelli sulla gara di Jeddah

Queste le dichiarazioni di Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing Pirelli: “Jeddah rappresenta forse l’incognita più grande di quest’anno visto che la pista è stata completata pochissimo tempo prima della gara. Di conseguenza possiamo contare solo sulle simulazioni fornite da F1 e dai team. Questo circuito cittadino sembra essere diverso da ogni altro visto finora. L’alta velocità e l’alternarsi di curve veloci giocheranno sicuramente un ruolo importante nel determinare il comportamento dei pneumatici. Jeddah ha più curve di qualsiasi altra pista in calendario e una di queste – la 13 – ha anche un banking di 12 gradi. Quindi ci sono un bel po’ di fattori che terranno i pneumatici costantemente impegnati”. 

Insomma, quello ormai alle porte promette di essere uno dei fine settimana più interessanti dell’anno. Un contesto ideale per animare la sfida iridata che già Domenica potrebbe incoronare aritmeticamente Max Verstappen.

Marco Privitera

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